Abbandonare la dieta? Si perde il lavoro fatto e si blocca il metabolismo!

Abbandonare la dieta? Si perde il lavoro fatto e si blocca il metabolismo!

Il titolo di questo articolo ha richiamato la tua attenzione? Probabilmente anche tu avrai seguito una dieta e successivamente avrai troncato il lavoro fatto fino a quel momento, buttando via e rinnegando (addirittura) periodi di impegno e costanza. Alcune volte forse una giustificazione ci può essere, altre volte no, e si sbaglia. Vediamo insieme perché, buona lettura!

Quante volte in studio sopraggiungono pazienti che mi raccontano delle loro mille diete fatte, della loro svogliatezza nell’essere costanti a seguire un particolare regime alimentare. Indagando nel problema, ho chiesto loro quali fossero i reali motivi di queste scelte… “Dottore – mi disse una signora proprio l’altro giorno in studio – io sono arrivata al punto di ingozzarmi la sera di zuccheri e merendine, perché il giorno, in qualche modo, riuscivo a resistere, ma la sera rischiavo di perdere i sensi e cadere per terra”. A quel punto mi resi conto che la situazione era davvero critica: questa signora stava seguendo una dieta ipocalorica, drastica aggiungerei, e la scelta, dettata fisiologicamente dal proprio organismo -quasi come un rifiuto – di abbandonare il piano alimentare che stava seguendo, era ben giustificata.

Capiamo bene che il risultato delle diverse diete ipocaloriche che si fanno nel tentativo di dimagrire è un risultato prettamente temporaneo (dove spesso quello che si perde è più muscolo che grasso) e che ha come prezzo da pagare il recupero del peso (in massa grassa) perduto non appena termina il regime ipocalorico intrapreso, regime spesso impossibile da sostenere in tempi prolungati in quanto l’organismo reagisce con fame incontrollata, voglia di abbuffate e perdita di energia durante il giorno.
Purtroppo il problema non finisce qui: le diete ipocaloriche hanno come conseguenza principale il blocco del metabolismo come risultato della graduale riduzione calorica a cui si è andati incontro. Si parla di blocco metabolico quando il nostro metabolismo basale, ovvero l’energia del nostro metabolismo in condizioni di riposo, risulta abbassato e questo comporta il facile accumulo di massa grassa, nonché di problemi pertinenti agli assi ormonali e alla produzione di energia per le più comuni attività quotidiane. Dimagrire sacrificandosi in termini di fame o ragionando esclusivamente basandosi sulle calorie risulta, quindi, un fallimento.

Quello su cui voglio soffermarmi io, invece, sono i casi in cui una persona abbandona il proprio piano alimentare perché semplicemente non va di cucinare sano, non va di mangiare in modo sano, non si ha abbastanza convinzione a perseguire determinati risultati sia in termini di salute che in termini di “sentirsi in forma”.
Quando consiglio e consegno un piano alimentare ad un paziente, mi applico e mi concentro affinché esso sia esaustivo in termini di efficacia, per quanto riguarda il trattamento specifico di una condizione clinica, sia in termini di gradimento del piano stesso. Scelgo meticolosamente i cibi preferiti dal paziente, li calibro e li posiziono nello schema dietetico in modo tale che rispetti l’ordine crono-biologico e faccio in modo che la dieta sia varia ed equlibrata. Con il termine equlibrata intendo una dieta normoproteica e normocalorica rispetto al proprio fabbisogno di nutrienti, che miri al rispetto dei corretti flussi ormonali, alla sensazione di sazietà della persona e al corretto apporto sia calorico, sia plastico e sia di micronutrienti per la persona. Do molta importanza alla crononutrizione, al rispetto dei pasti e alla colazione soprattutto: addirittura, uno tra i pilastri fondamentali del dimagrimento, unito da una costante attività fisica quotidiana, è dato dalla colazione abbondante. Studi condotti su donne che hanno assunto molto più cibo a colazione rispetto agli altri pasti nell’arco della giornata, hanno evidenziato come  queste ultime avessero perso più massa grassa e anche diminuito il senso di fame durante il giorno rispetto a donne che hanno mangiato di più a cena anziché a colazione. Ciò è dovuto non solo all’attivazione di processi di calma insulinica, giusta azione fisiologica dell’ormone leptina ma anche all’ormone grelina che viene prodotto dalle cellule dello stomaco, che aiuta a sentirsi più sazi e a desiderare di assumere meno cibo nell’arco della giornata.

Ciò che il regime dietetico che io propongo è quello di dimagrire in modo sano, ragionando in termini di segnali ormonali i quali permettono non solo la regolazione della fame e il raggiungimento del benessere psico-fisico, ma quanto l’attivazione metabolica e lo spegnimento dell’infiammazione e il trattamento dei disturbi lamentati.

Vi ricordo che seguire una dieta è uno stile di vita, non esiste la dieta del momento, la dieta del “mese”… Una dieta corretta è un regime alimentare dove ogni persona può intervenire modificando in modo salutare il proprio stile di vita, senza che si parli più di sacrificio o di “mantenimento”, e senza che si abbandoni il percorso di salute che deve caratterizzare il nostro modo di vivere… sano!

Dott. Francesco Garritano

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