Alimentazione e pigrizia: ecco la proteina che ci rende pigri.

Alimentazione e pigrizia: ecco la proteina che ci rende pigri.

 

Gli spuntini ci rendono svogliati ed infieriscono negativamente sulla nostra voglia di fare attività fisica.

E’ questo quello che emerso da un interessante studio condotto da Markus Stoffel dello Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo e tutta una equipe di ricercatori che al suo fianco hanno studiato il meccanismo che ci rende pigri dopo un pasto.

Sei convinto che la tua pigrizia sia parte del tuo carattere o esiste davvero la proteina della pigrizia?

 

Leggi con attenzione e rifletti sulla tua alimentazione;se la tua alimentazione contiene più di uno spuntino allora dovresti proprio cambiare abitudini!

Ricercare un divano, stendersi, rilassarsi o fare un pisolino, parliamo del consueto “abbiocco post-prandiale” che ci spinge, semplicemente, al dolce far niente. Si tratta di una sensazione tipica che si avverte alla fine di un pasto, sensazione che aumenta parallelamente all’aumentare della quantità di cibo introdotto (avvertita di conseguenza ed in maggior modo dopo le abbuffate).

Siamo ora in grado di svelare, da un punto di vista prettamente scientifico, il perché alimentazione e pigrizia vadano di pari passo e soprattutto qual’è questa famosa proteina della pigrizia.

Un pasto ricco aumenta la concentrazione di zuccheri nel sangue, il che andrebbe a spegnere alcuni neuroni deputati a mantenerci svegli e attivi.

L’orexinauna proteina prodotta a livello ipotalamico, è fondamentale per mantenere lo stato di veglia; pare che gli zuccheri andrebbero a bloccare proprio la produzione di orexina dando vita alla sensazione che ci porta ad appisolarci.

Tale sensazione di certo si porta dietro una franca sedentarietà che appare ogni qualvolta si assume del cibo, reprimendo ogni idea di fare sport o movimento.

E’ davvero l’orexina la proteina della pigrizia o c’è un’altra protagonista che lega alimentazione e pigrizia?

D’altra parta esiste una proteina, la Foxa2, che si attiva a digiuno e stimola la voglia di fare movimento regolando l’MCH e l’orexina stessa.

Il segnale della Foxa2 si inattiva con l’assunzione di cibo come si inattiva anche ogni stimolo a muoversi o a fare attività fisica.

Inoltre il segnale mediato dalla proteina della pigrizia Foxa2, è legato fortemente alla situazione in cui versano soggetti con obesità e con insulino-resistenza perché il segnale insulinico va proprio ad inattivare Foxa2.

Siete ancora convinti di essere nati pigri o riuscite a vedere la correlazione tra alimentazione e pigrizia?

Facciamo un breve riassunto!

Tali meccanismi che hanno sede nel nostro corpo si traducono in una sedentarietà post-prandiale e in un “rifiutoal movimento e ad ogni forma di attività, perché mangiando aumentano le quantità di zuccheri nel sangue che vanno ad inattivare la produzione di orexina che in condizioni di digiuno ci mantiene attivi e stimola la liberazione di insulina, che invece, inattiva il Foxa2.

Risultato: dopo aver mangiato diventiamo pigri e ci abbandoniamo alla sedentarietà, di conseguenza, si perde l’opportunità di bruciare i grassi in eccesso in primis perché stiamo assumendo nuovo cibo che andrà ad aumentare le riserve già esistenti e in secondo luogo perché ci lasciamo andare alla pigrizia.

Cosa fare allora per restare attivi?

Per evitare la modalità “proteina della pigrizia”, sarebbe meglio eliminareabbuffate e spuntini in eccesso e sostituirli, ove possibile, con liquidi o frutta. In questo modo, nelle ore di digiuno, otterremmo una calma insulinica che manterrebbe vivo il segnale di Foxa2 e di conseguenza, la sensazione di stare attivi e fare movimento.

Nei soggetti in sovrappeso tale meccanismo assume ancora più importanza in quanto il metabolismo dei grassi di deposito inizia al terminare del lavoro insulinico, pertanto allungando il periodo di “digiuno” per esempio a 3-4 ore evitando in questo intervallo di assumere cibo, il nostro organismo inizierà a metabolizzare i grassi di deposito e contemporaneamente fare attività fisica e movimento sarebbe più facile perché abbiamo il segnale di Foxa2 attivo.

Allora non ingozziamoci e non sovraccarichiamo il nostro corpo, altrimenti questo risponderà in modo negativo peggiorando la situazione e soprattutto non fornendoci il minimo aiuto, dando il via alla pigrizia!

Manteniamoci, quindi, leggeri, mangiamo poco e soffermiamoci sui 3 pasti principali, lasciamo al nostro metabolismo il tempo di “riposare”, non stuzzichiamo troppo l’insulina: solo cosi il nostro corpo ci farà sentire bene, attivi, dinamici e vivi!

Dott. Francesco Garritano

 

 

 

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