BMI: cos’è, come si calcola e perché ormai il BMI non funziona!

BMI: cos’è, come si calcola e perché ormai il BMI non funziona!

 

BMI: si danno i numeri… ma la formula non funziona. Il BMI cos’è, come si calcola e perché è ormai una forma obsoleta di concepire la misurazione corporea ed il rischio per la salute ad essa correlato.

Da anni indiscussa formula per calcolare il grado di sovrappeso e correlato rischio per la salute, oggi sappiamo che il BMI non funziona. Scopri il BMI cos’è,  e perché questa formula non serve.

Quando pensiamo ad un approccio dietetico, spesso ci vengono in mente una serie di numerini derivanti da una formula che basa il suo principio sul rapporto tra peso ed altezza; questa formula è il BMI.

Ma in effetti cos’è il BMI? Come si calcola?

Il BMI ovvero il Body Mass Index (indice di massa corporea), è il rapporto tra il peso espresso in Kg e l’altezza espressa in metri al quadrato; scriviamo qui il BMI come si calcola:

MBI: Peso ÷ (Altezza × Altezza)


Perciò per una donna alta 170, che pesa 63kg, il BMI si calcolerà in questo modo:

MBI: 63 ÷ (1,70 × 1,70)= 21,8

 

Risulta ben evidente che il BMI presenta delle limitazioni in quanto non tiene conto della composizione reale corporea ma prende come valori di riferimento soltanto peso ed altezza; in tal modo un soggetto sedentario ed un bodybuilder potrebbero avere valori simili pur avendo una composizione corporea molto diversa.

Mi spiego meglio: noi siamo il risultato di varie componenti, siamo composti da fluidi, grasso, muscolo ecc, risulta chiaro che le informazioni necessarie per il calcolo del BMI fanno di questo indice un parametro di valutazione poco attendibile; questa risulta infatti essere una misurazione puramente quantitativa piuttosto che qualitativa.

Il BMI è spesso correlato al rischio di salute cardiovascolare nonché a quello di diabete o altre malattie legate all’obesità.

Gli errori sono molti riguardo questo argomento, ancora oggi si da peso ad un indice che è ormai obsoleto per chi ha capito veramente in che modo il nostro corpo è composto; per fortuna molti studi scientifici stanno abbassando la soglia di credibilità del BMI ponendo l’attenzione verso altri fattori sicuramente più attinenti alla salute.

La Commissione per le Pari Opportunità degli Stati Uniti ha proposto alcune norme che consentono ai datori di lavoro di penalizzare i dipendenti fino ad un massimo del 30%, per quanto riguarda i costi dell’assicurazione sanitaria, se quest’ultimi non riescono a soddisfare i criteri per la salute come raggiungimento di un determinato indice di massa corporea BMI.

Ricercatori di due Università della California, hanno pubblicato uno studio con l’obiettivo di dimostrare gli errori di classificazione per quanto riguarda la salute cardio-metabolica,  esaminando determinate categorie di persone ognuna delle quali presentava un diverso valore di BMI; grazie a questo studio, utilizzando misurazioni della pressione sanguigna, trigliceridi, colesterolo, glucosio, insulino-resistenza e proteina C-reattiva, i ricercatori hanno potuto verificare che oltre il 30% degli individui di peso “normale”, e quindi con valori di BMI ritenuti senza rischio, erano invece cardio-metabolicamente malati e che non vi era per questi soggetti una corrispondenza fra BMI e rischio per la salute.

Questo cosa vuol dire? Vuol dire che utilizzando le categorie di BMI come principali indicatori di salute, si stima che 74’936’678 di individui adulti americani sono classificati erroneamente come cardio-metabolicamente malati o cardio-metabolicamente sani.

Sei convinto che il BMI non funziona?

Se ancora ci fossero dubbi sul fatto che il BMI non funziona come formula correlata alla nostra salute e composizione, converrebbe capire quale siano invece i numeri che servono veramente quando si vogliono informazioni sulla reale quantità di grasso da smaltire.

Per capire quanti chilogrammi dobbiamo perdere è essenziale scoprire quale sia la percentuale di massa grassa in eccesso in modo che si possa indirizzare il dimagrimento solo sulla perdita di grasso e quindi senza deperimento di muscolo o disidratazione.

A tale scopo sarebbe sempre utile, anzi direi essenziale,  effettuare una misurazione impedenziometrica, con l’obiettivo di valutare precisamente, la percentuale di massa grassa effettivamente presente a livello viscerale e sottocutaneo nonché valori di idratazione e massa magra.

Quest’analisi è legata a fattori quali età, sesso, struttura fisica, altezza ed è una valutazione della sovrabbondanza di grasso rispetto alla quantità corretta; per tale motivo è utile quando si vuole seguire un regime alimentare che miri alla diminuzione della sola massa grassa in eccesso senza deperimento.

 

Perdite ponderali alle quali non corrispondono perdite di massa grassa sono solo deprivazioni temporanee di muscolo e di liquidi, che hanno spesso come conseguenza  un cospicuo calo metabolico.

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. Francesco Garritano

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