Colesterolo? Una molecola indispensabile per le cellule!

Colesterolo? Una molecola indispensabile per le cellule!

 

Il Colesterolo, molecola essenziale per la vita delle cellule

 

Il colesterolo è una molecola lipidica appartenente alla classe degli steroli, di vitale importanza per la crescita e la sopravvivenza sia delle cellule sia dell’organismo intero per le sue innumerevoli funzioni come il funzionamento dei neuroni, la sintesi del cortisolo, la sintesi dell’aldosterone, la sintesi degli ormoni sessuali, la sintesi della vitamina D; è parte integrante di tutte le membrane cellulari e rappresenta il substrato per la sintesi degli acidi biliari.

Questo è soltanto un breve elenco delle varie funzioni del colesterolo motivo per cui, in caso di ipercolesterolemia persistente, bisognerebbe cercare, piuttosto, quale potrebbe essere la causa  che determina realmente l’aumento della colesterolemia, come lo stress cronico, l’ipovitaminosi D, ecc.

Colesterolo: LDL e HDL.

Il colesterolo endogeno è prodotto dal fegato nelle ore notturne e dalla cute anche se ogni cellula è in grado di produrlo e rappresenta l’85% circa del colesterolo ematico (soltanto il 15% deriva dall’alimentazione): lo studio tedesco VERA del 1993 ha dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra consumo di cibi contenenti colesterolo (latte, panna, uova, burro, grassi animali ecc.) ed i valori di  colesterolemia.

Il colesterolo, essendo una molecola lipidica non è solubile nel sangue motivo per cui viene trasportato, “caricato” su delle proteine del plasma: quello assorbito dagli alimenti, nell’intestino, forma i “chilomicroni”, mentre quello che viene prodotto dal fegato forma le V.L.D.L. (very low density lipoproteins, lipoproteine a densità molto bassa) che contengono principalmente trigliceridi (lipidi di riserva in caso di eccesso di carboidrati) e anche colesterolo.

Le V.L.D.L., nel microcircolo scaricano il contenuto in trigliceridi e si trasformano nelle L.D.L. (low density lipoproteins, lipoproteine a bassa densità) che si dirigono verso le cellule dei più svariati tessuti per  distribuire il colesterolo; questa operazione di trasporto del colesterolo dal fegato in periferia può, tuttavia, in qualche condizione non andare a buon fine per l’assenza dei recettori di membrana per le L.D.L. a causa di un  eccesso di colesterolo all’interno delle cellule. In questo caso il colesterolo L.D.L. ritorna nel sangue la cui permanenza contribuisce ad aumentare i livelli di colesterolo ematico ed il legame delle L.D.L. con gli zuccheri (glicazione del colesterolo LDL) per le continue oscillazioni della glicemia dopo ogni pasto.

Altra classe di lipoproteine sono le H.D.L. (high density lipoproteins, lipoproteine ad elevata densità) che sono deputate al trasporto del colesterolo dalle cellule periferiche al fegato.

Ormai è ampiamente dimostrato in letteratura scientifica che il colesterolo non ha un nesso con l’insorgenza delle placche aterosclerotiche dove, invece, si riscontra la presenza di cellule immunitarie caratterizzate da una esagerata attività proinfiammatoria: alla presenza del colesterolo potrebbe, quindi,  ascriversi un ruolo di riparazione.

Uguale sorte di “riabilitazione” l’hanno subita alcuni alimenti demonizzati in precedenza in caso di ipercolesterolemia come l’uovo, il cacao e la frutta secca a guscio come mandorle, noci o nocciole che hanno dimostrato avere un ruolo protettivo verso l’iperolesterolemia e l’aterosclerosi.

 

Quale strategia terapeutica alimentare bisogna quindi adottare in caso di ipercolesterolemia?

Innanzitutto: azzeramento del consumo di zuccheri e di farine raffinate, limitazione dell’introduzione delle farine integrali (tutto ciò, aumentando la sintesi delle V.L.D.L., porta ad un aumento della quota di colesterolo in circolo) e limitazione dell’assunzione di acidi grassi saturi (come l’acido miristico – presente nei derivati del latte (specialmente burro, panna e formaggi), olio di cocco, olio di semi di palma e in alcune spezie tra cui la noce moscata -, l’acido laurico – il componente principale dell’olio di cocco e di altri oli tropicali – e  l’acido palmitico – si trova nell’ olio di palma ma è contenuto anche nel burro, nel formaggio, nel latte e nella carne) e dei grassi trans (olii di origine vegetale –non esistenti in natura- che vengono sintetizzati tramite riscaldamento in presenza di un catalizzatore -frequentemente nichel- e di idrogeno contenuti in biscotti, dolci, merendine, gelati, prodotti di pasticceria, prodotti surgelati o liofilizzati) per ridurre la sintesi dei recettori per le L.D.L.

 A questo proposito bisogna ricordare il ruolo nocivo delle bevande zuccherate non solo per l’apporto di zuccheri ma anche per quello di acido citrico che, quando presente oltre i limiti, stimola la sintesi del colesterolo.

In conclusione, via libera all’uso dell’uovo, anche giornalmente, a patto che non sia eccessivamente cotto, semaforo verde per la frutta secca a guscio (mandorle, noci e nocciole) e per il cacao che apportano proteine vegetali e acidi grassi utili alla salute, il tutto inquadrato nell’ambito di un piano dietetico giornaliero che preveda soltanto tre pasti, strategia indispensabile (quest’ultima) per evitare impennate della glicemia più volte nel corso della giornata.

 

Dott. Salvatore Di Meglio

Medico- Chirurgo

Specialista in scienza dell’alimentazione e Dietologia

Medico  Esperto in Omeopatia  e Omotossicologia

Perfezionato in Psicodiagnostica

 

Vuoi approfondire il discorso nutrizione? prenota la tua consulenza gratuita, clicca qui.

 

Contattaci!

[vc_contact_form form_email=”francesco.garritano1976@gmail.com” form_name_field=”required” form_email_field=”required” form_phone_field=”required” button_type=”primary” button_outlined=”0″]

div#stuning-header .dfd-stuning-header-bg-container {background-image: url(https://www.francescogarritano.it/nutrizionista/wp-content/uploads/2017/05/garritano.jpg);background-size: cover;background-position: top center;background-attachment: initial;background-repeat: no-repeat;}#stuning-header div.page-title-inner {min-height: 650px;}