Dermatite atopica: un segnale da parte del sistema immunitario

Dermatite atopica: un segnale da parte del sistema immunitario

Di dermatite atopica se ne sente parlare soprattutto tra le mamme, quando i loro figli hanno degli sfoghi molto fastidiosi sulla pelle, ma non solo.  E’ un disturbo che può essere gestito con lo stile di vita e l’alimentazione, pertanto, vi invito alla lettura di questo articolo che ho scritto per voi!

Dermatite atopica e fastidio cutaneo

La dermatite atopica è una manifestazione cutanea di tipo infiammatorio che induce il soggetto che la possiede a prudersi in continuazione, provocando desquamazioni alla pelle e fastidi persistenti nel tempo.
Si tratta di una malattia ad andamento cronico ed infiammatorio, e sono proprio i più piccoli ad essere i soggetti maggiormente colpiti. Perché si chiama atopica? Perché questa infiammazione cutanea non ha un luogo di insorgenza preciso e stabilito, può verificarsi ovunque, senza un esordio ben preciso: tuttavia ciò che caratterizza la malattia è la presenza di un sistema immunitario non efficiente.

In base alle statistiche, la dermatite atopica è una patologia frequente soprattutto nei paesi sviluppati, con un’incidenza che riguarda soprattutto i luoghi in cui i fattori inquinanti, l’alimentazione poco curata e gli allergeni nell’ambiente sono presenti. Si stima che, in media, colpisce il 20% dei bambini ed il 3% degli adulti, ed i casi di asma connessi alla dermatite atopica sono tre volte superiori nei paesi ricchi rispetto ai paesi in via di sviluppo, questo poiché i dati sperimentali ci indicano che è stata registrata una maggior incidenza di dermatite atopica in soggetti particolarmente sensibili a disturbi allergici come asma o febbre da fieno.

Dermatite atopica e meccanismi alla base del problema

Le cause che possono generare la dermatite atopica sono numerose, ma spesso le cause più comuni per cui si ha la sintomatologia tipica di questa manifestazione cutanea sono riscontrabili a livello genetico, ormonale, nutrizionale e/o infiammatorio. Quindi, capiamo subito che, escludendo eventuali problematiche più serie di origine medica, nutrizione e stile di vita costituiscono sia la prevenzione che il trattamento per tale problema.

Lo dico spesso ai miei pazienti, che gli errori commessi a tavola e durante la giornata, quelli che facciamo a noi stessi, li paghiamo a prezzo pieno successivamente. Ne sono una prova le diete ipocaloriche a lungo termine, la mancata assunzione del giusto quantitativo di proteine o di sali minerali, lo stress continuo, l’uso eccessivo di alcolici, il poco sonno, l’igiene mal curata. Anche l’utilizzo spropositato di prodotti per la pelle, bagnoschiuma ed altro, contenenti una forte carica basica possono danneggiare in maniera consistente la cute.

Come reagisce il sistema immunitario nella dermatite atopica

La dermatite atopica è caratterizzata da una riduzione dei ceramidi epidermici che determina un indebolimento della funzione di barriera della cute, una maggiore irritabilità e un aumento della perdita d’acqua transepidermica che può aumentare qualora coesista uno stato infiammatorio a carico dell’epidermide. Questo facilita la penetrazione nella cute di allergeni e apteni che si legano ai cheratinociti e alle cellule di Langerhans, attivandole. L’attivazione cellulare determina una maggiore secrezione di citochine infiammatorie che da una parte contribuiscono a mantenere lo stato di attivazione, dall’altra attivano le cellule endoteliali dei capillari, che a loro volta esprimono proteine d’adesione specifiche per granulociti e linfociti. Le cellule di Langerhans legano gli allergeni attraverso recettori per le IgE ad alta e bassa affinità collaborando con linfociti TH2, che a loro volta secernono IL-4, che promuove l’espressione stessa di IgE. La cute soggetta a dermatite è più soggetta ad infezioni a causa degli elevati livelli di citochine infiammatorie come IL-4 o IL-13.

Sintomi

La sintomatologia può variare durante le varie fasi della vita del paziente.
Al momento del suo esordio, nella cosiddetta fase acuta, la dermatite atopica si manifesta con sintomi, quali:

  • Secchezza della pelle;
  • Eritemi;
  • Vescicole;
  • Eczemi;
  • Croste.

Man mano che il paziente cresce, la malattia procede e, nei casi in cui non regredisce spontaneamente, cronicizza portando a sintomi più severi, quali:

  • Ispessimento della pelle che porta alla creazione di zone lichenificate e papule;
  • Ipercheratosi;
  • Ragadi;
  • Prurito intenso e insopportabile, tanto che il soggetto affetto non riesce ad evitare di strofinarsi continuamente la zona interessata, peggiorando ancor più la situazione pre-esistente.

Inoltre, la cute appare più suscettibile alle infezioni batteriche: in effetti, l’eczema risulta aggravato dal contatto con batteri, che penetrano più facilmente la cute trovando un locus adatto alla proliferazione. Questa situazione si verifica, a maggior ragione, in presenza di ragadi sanguinanti.

Come intervenire con l’alimentazione

Abbiamo chiaro che nutrizione, controllo dell’infiammazione e stile di vita hanno un ruolo incisivo sulla dermatite atopica. Innanzitutto, è necessario modulare i propri livelli infiammatori per iniziare a rinforzare il sistema immunitario. Iniziamo con una colazione ricca, evitando il latte animale e preferendo un buon latte vegetale, associarci un po’ di frutta fresca di stagione, cambiandone spesso i colori per fornire al nostro organismo tutti i minerali e le vitamine di cui il corpo ha bisogno, continuare con delle gallette di kamut integrali o di grano saraceno integrali e delle uova sode, o strapazzate Le uova sono un ottimo alimento vi ricordo: sono ricche, tra l’altro, di biotina, acido folico, magnesio, zinco, potassio, e anche ferro, che sono tutti minerali importanti per il mantenimento di salute dello strato corneo della pelle. Oltre alla colazione abbondante e varia, anche l’abbinamento di carboidrati e proteine a ogni pasto, l’uso di carboidrati a basso impatto glicemico (frutta e verdura in abbondanza, cereali integrali e leguminose), sono buone abitudini di benessere e mettono al riparo dalle maggiori carenze, con un effetto importantissimo in termini di modulazione dei picchi glicemici, modulazione ormonale e infiammatoria.

Pratiche utili e micronutrienti efficaci

E’ necessario, oltre a fare una colazione abbondante, come vi ho detto, prima per mantenere attivo il nostro metabolismo e attivare positivamente i segnali all’interno del nostro corpo, anche valorizzare frutta e verdura di stagione, ricche in vitamine e sali minerali, coadiuvanti nelle funzioni metaboliche e con capacità antiossidanti e curative; ripartire bene la composizione dei pasti e mangiare a sufficienza, per attivare i giusti segnali tiroidei e favorire anche una migliore risposta immunitaria; preferire centrifugati ed estratti di frutta di stagione e verdure locali, come bevanda funzionale da assumere tra i pasti, puntando alla valorizzazione dei micronutrienti; bere acqua in abbondanza; praticare attività fisica e mantenere il corpo forte e attivo; evitare posti affollati in cui c’è molta umidità; evitare cibi fritti che aumentano il grado di infiammazione all’interno del nostro organismo; variare le abitudini quotidiane sia alimentari, sia nell’attività fisica; rispettare i ritmi cronobiologici e valorizzare la quantità e la qualità del sonno ristoratore, per far partire al meglio le giornate ed essere carichi e positivi; valorizzare l’assunzione di acidi grassi omega-3 anti-infiammatori nella dieta, rappresentata dal pesce (soprattutto pesce grasso), salmone, tonno, sgombro, sardine, aringhe, merluzzo; in generale il pesce azzurro è ricco di omega-3. Si consiglia di prediligere il consumo di pesce fresco, variando le specie e limitando il consumo di pesci grandi e predatori le cui carni possono contenere maggiori quantità di contaminanti derivanti dal fenomeno del bio-accumulo.

Risulta inoltre utile integrare con:

  • Olio di perilla, che supporta le fisiologiche difese organiche;
  • Olio di ribes nero, favorisce l’integrità e la funzionalità delle membrane cellulari e dello strato cutaneo;
  • Inositolo;
  • Zinco, antiossidante;
  • Manganese, antiossidante in sinergia con lo zinco;
  • Betaglucani, rinforzano le difese dell’organismo;
  • Rame;
  • Vitamina C;
  • Vitamina D, un importante regolatore dell’omeostasi calcio-fosforo, del controllo del metabolismo osseo ma soprattutto del sistema immunitario.

 

Dott. Francesco Garritano

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