Siamo destinati a diventare obesi se siamo dei bambini grassi?

Siamo destinati a diventare obesi se siamo dei bambini grassi?

Che cos’è l’obesità e da cosa è formato il nostro tessuto adiposo? Conoscerlo meglio ci aiuterà a capire il perché i bambini in sovrappeso od obesi diventeranno degli adulti obesi. Ecco il motivo per il quale bisogna mangiar bene fin da piccoli, dai primi anni di vita, affinché si possano evitare conseguenze croniche dannose.

Obesità e tessuto adiposo

L’obesità è una patologia caratterizzata dall’accumulo di tessuto adiposo che comporta un aumento di peso; ma cos’è il tessuto adiposo? Anche questo tessuto è caratterizzato da un insieme di cellule, definite adipociti, che si presentano sotto forma di due citotipi: adipociti bianchi e adipociti bruni, aventi caratteristiche citologiche e funzioni diverse; i primi costituiscono il tessuto adiposo che generalmente chiamiamo grasso, il secondo è più abbondante durante l’infanzia, poi diminuisce nel tempo.

Gli adipociti bianchi sono costituiti dal 90 % del loro volume da un’unica goccia lipidica, mentre la restante parte è occupata dal citoplasma quasi invisibile, insieme al nucleo schiacciato in periferia. La sua funzione non è soltanto quella di riserva energetica, come si pensava un tempo, ma è anche quella di organo endocrino, in grado di liberare adipochine coinvolte nella trasmissione dei segnali.

Gli adipociti bruni, invece, hanno una morfologia completamente diversa; infatti, sono cellule poligonali grandi circa un terzo dell’adipocita bianco, hanno un nucleo centrale rotondeggiante ed abbondante citoplasma ricco di lipidi, organizzati a formare tante piccole gocce. In particolar modo, troviamo nel citoplasma mitocondri grandi, numerosi e ricchi di creste laminari, perché all’interno della membrana interna è inserita la proteina funzionale di questi adipociti: la proteina disaccoppiante UCP1, responsabile del meccanismo molecolare di produzione di calore, in seguito allo stimolo adrenergico indotto dall’abbassamento di temperatura sotto una soglia di circa 22°C, che attiva la lipolisi; gli acidi grassi liberati attivano l’UCP1 e il gradiente protonico mitocondriale anziché attivare l’ATPasi, passa attraverso l’UCP1 e tutta l’energia si disperde sotto forma di calore.

Adipogenesi

Spiegata la struttura delle cellule del tessuto adiposo, si deve ben capire il meccanismo tramite il quale questo si forma, riferendoci, in questo caso, al tessuto adiposo bianco. Gli adipociti bianchi si formano a partire dai pre-adipociti, per la formazione dell’adipocita, che non ha mitosi per cui non si divide per formare altri adipociti. Quando si mangia un eccesso di zuccheri semplici o di grassi, l’organismo deve gestire un eccesso di acidi grassi da stoccare all’interno degli adipociti esistenti in quel momento nel proprio organismo. Per cui gli acidi grassi entrano all’interno degli adipociti aumentandone il volume, causando, quindi, un’ipertrofia degli stessi, fino a quando si arriva al volume massimo oltre il quale non si può andare; raggiunta la sua dimensione critica, l’adipocita produce citochine infiammatorie (TNF-alpha, IL-6, ecc.), che agiscono nel connettivo del tessuto adiposo bloccando l’entrata di acidi grassi all’interno dell’adipocita ed attivando i pre-adipociti, che porteranno alla formazione di nuovi adipociti maturi, in grado di accumulare ulteriori acidi grassi; questo fenomeno si chiama iperplasia; gli adipociti sono cellule perenni: una volta formati possono vivere per decenni.

Quindi cosa succede quando si dimagrisce? In un individuo non obeso, un modesto aumento o perdita di peso influenza principalmente le dimensioni degli adipociti, non il loro numero; se però, l’aumento di peso diventa eccessivo e gli adipociti raggiungono le loro massime dimensioni, si avrà il reclutamento e la proliferazione di nuovi adipociti a partire dai pre-adipociti. Se a questo punto si perde peso, si svuoteranno gli adipociti che diminuiranno il loro volume, ma il numero degli stessi non varierà, per cui il soggetto sarà sempre predisposto a diventare obeso.

Obesità infantile

Dalle informazioni date, si capisce che l’obesità si può prevenire se ci alimentiamo bene fin da giovanissimi, senza subire incrementi di peso eccessivi, che causeranno un’iperproduzione di cellule perenni nel tessuto adiposo. Per questo motivo bisogna prestare attenzione ai nostri figli ed allo stile di vita che conducono: se li abituiamo a mangiare junk food perché abbiamo fretta, siamo stressati e li “accontentiamo” con qualcosa di gradevole per il loro palato ma non per la loro salute, se non li facciamo muovere ed il loro habitat naturale diventa il salone con divano e TV, si formerà un numero di adipociti elevato, che si porteranno dietro per tutta la vita, per cui pur perdendo peso, rimarrà sempre la predisposizione all’obesità.

Poiché l’argomento è importantissimo ed il tasso di obesità è alto in Italia, terrò il 25 novembre la seconda parte di un corso di educazione alimentare ai bambini, presso la biblioteca “Il Pertini” di Cinisello Balsamo, al quale parteciperanno anche i genitori, in modo da insegnare loro come dover mangiare e quali cibi scegliere per volersi bene.

Concludendo, il concetto del cambiare stile di vita fin da piccoli ritorna anche in questo argomento; infatti, chi decide di scegliere un’alimentazione sana, accompagnata da costante attività fisica, si ritroverà un adulto che gode di ottima salute. In caso di sovrappeso oppure di obesità, però, il concetto espresso prima è peggiorato se si segue una dieta ipocalorica: l’effetto yo-yo, quindi, il recuperare peso in modo repentino, stimola ancor più la più la proliferazione di altri adipociti, che peggioreranno il nostro stato fisico; la migliore soluzione è cambiare stile di vita ed ottenere grandi risultati ma con gradualità.

Dott. Francesco Garritano

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