Dieta GIFT: alleata della tiroide

Dieta GIFT: alleata della tiroide

La famosa dieta GIFT ideata dal Dott. Luca Speciani è quella che consiglio ormai da un po’ di anni, non è una dieta ipocalorica, ma mira al benessere psicofisico riequilibrando gli assi metabolici. In particolar modo, nell’articolo mi soffermo sulla dieta GIFT e l’asse tiroideo. Vediamo in cosa consiste la correlazione.

Dieta GIFT, dieta di segnale

Si definisce dieta GIFT, ma non è una dieta per come intende la maggior parte delle persone, ovvero restrizione e sacrificio; si tratta di uno stile di vita, da intraprendere e da non abbandonare per la prevenzione di malattie ed il benessere psicofisico. Non prevede grammature, né chilocalorie, discostandosi dalle innumerevoli diete ipocaloriche, infatti, basa i propri principi sulla qualità del cibo che deve soddisfare la propria fame naturale, per cui a seconda delle necessità sarà il nostro organismo a decidere se abbiamo bisogno di un quantitativo maggiore o minore di cibo.

La dieta GIFT è una dieta definita anche di segnale, ma cosa significa?

I segnali sono gli ormoni, che agiscono all’interno dell’organismo legandosi ai recettori modulando le funzioni dell’organismo. È possibile, però, che questi segnali non funzionino correttamente e ciò succede ad esempio nelle disfunzioni tiroidee, in caso di ipo- ed iper- tiroidismo.

Ma come agisce la dieta GIFT sugli ormoni? Partiamo dal concetto che all’interno del nostro cervello (ipotalamo) vi è il nostro orologio biologico, che regola il flusso ormonale in base ai segnali che arrivano dalla periferia dell’organismo. Uno di questi, il più importante, è quello della leptina, un ormone che negli ultimi anni ha riscontrato sempre più importanza per il corretto funzionamento dell’organismo. Questa è secreta dal tessuto adiposo quando sono presenti alcuni elementi fondamentali, quali cibo di qualità, in quantità, costante attività fisica ed assenza di disturbatori della leptina, come picchi insulinici e stress. In presenza di questi, il tessuto adiposo riuscirà a secernere un flusso regolare di leptina, che agirà a livello ipotalamico, attivando tutti gli assi metabolici, fra i quali quello tiroideo.

Quali sono i cibi da preferire se si segue la dieta GIFT?

Non esistono restrizioni caloriche, ma solo sui cibi spazzatura e pro-infiammatori che non fanno altro che peggiorare le condizioni di salute; infatti, se abbiamo detto che la dieta GIFT predilige cibo di qualità, allora è indispensabile rimuovere dalle proprie abitudini alimentari zuccheri, farine raffinate, grassi idrogenati, cibo spazzatura, fritture, cibi pre-fritti o precotti, che la maggior parte delle persone si ostina ancora a mangiare per la fretta di dover riuscire a far tutto nell’arco delle 24 ore; ma la carica dove la prendono queste persone? Dagli zuccheri semplici che ci fanno sentire dapprima euforici e subito dopo depressi quando cala il livello di glicemia? Ovviamente no, la carica la prendiamo dal mangiare bene e tanto a partire dalla colazione, che dovrà essere il pasto più importante della giornata. Infatti, la dieta GIFT segue la cronobiologia, quindi nella prima parte della giornata, che è il momento in cui vengono liberati gli ormoni del catabolismo (che bruciano), si deve mangiare maggiormente rispetto a quando prevalgono gli ormoni dell’anabolismo (che costruiscono), nella seconda parte della giornata, che stimolano l’acquisizione di peso; per cui si dovrebbe mangiare come facevano un tempo i nostri nonni: colazione abbondante, pranzo intermedio e cena leggera, scegliendo di mangiare ad ogni pasto tre elementi nutritivi: carboidrati integrali, proteine di qualità e fibre di frutta e verdura.

Perché dieta GIFT alleata della tiroide?

Il funzionamento della ghiandola tiroidea è regolato anche dalla leptina, dunque è semplice capire quale sia la correlazione. Se mangiamo poco e male, la leptina non ha un flusso regolare non può attivare l’ipotalamo, rallentando il funzionamento della tiroide, generando una condizione di ipotiroidismo e rallentando anche il metabolismo, per cui tenderemo a mettere peso e la nostra temperatura corporea sarà più bassa del solito. Questo succede perché la ghiandola tiroidea, oltre che regolare il metabolismo, regola anche la temperatura corporea. Infatti, gli ormoni tiroidei, in base alla loro concentrazione prodotta, modulano la trasformazione dell’energia introdotta tramite il cibo: se la ghiandola funziona bene, l’energia del cibo verrà dispersa sotto forma di calore, mentre se siamo ipotiroidei, quindi l’ormone prodotto dalla tiroide è poco, a livello mitocondriale si formeranno molecole di ATP, che serviranno nella sintesi e quindi per l’accumulo di peso.

Dieta GIFT ed alimentazione adeguata alle patologie

Oltre ad adottare il metodo GIFT nelle patologie che coinvolgono la tiroide, anche altre accortezze devono essere prese in considerazione, sia per quanto riguarda la presenza di alcuni minerali, sia per quanto riguarda alcuni alimenti. Ad esempio, pur adottando uno stile di vita GIFT, se un soggetto ipotirodeo consuma abitualmente la soia, il rallentamento della ghiandola si verificherà ugualmente, in quanto l’alimento limita sia l’assorbimento della levotiroxina sintetica, sia non permette una corretta sintesi degli ormoni tiroidei. Da assumere, invece, altri minerali come lo zinco, il selenio, il magnesio, insieme ai probiotici per il ripristino della flora batterica intestinale, importante per la corretta conversione dell’ormone da T4 a T3. Infine, sarà importante eliminare alcuni alimenti proinfiammatori, soprattutto in caso di patologie autoimmuni, che esacerbano i sintomi e peggiorano le condizioni del sistema immunitario ed intestinali. Troverete maggiori informazioni nell’articolo che parla di Tiroidite di Hashimoto e Morbo di Basedow.

Quindi, per ogni condizione fisiopatologica che coinvolge la tiroide è possibile scegliere la dieta GIFT, alla base di ogni piano alimentare che verrà adeguato in base alle esigenze ed alle condizioni di salute di ogni individuo.

 

Dott. Francesco Garritano

 

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