Digiuno: dà benefici o aumenta il colesterolo LDL?

Digiuno: dà benefici o aumenta il colesterolo LDL?

Digiunare è diventata la moda del momento, tutti mi chiedono se un giorno di digiuno a settimana o più giorni possano essere d’aiuto, ma la mia risposta è sempre una, quella che ritroverete nell’articolo.

Digiuno o carestia?

Sono tantissimi i pazienti che mi chiedono “Dottore ma lei cosa ne pensa del digiuno?”, perché ormai è una tecnica che vorrebbero provare tutti per testarne l’efficacia; la mia risposta però è sempre quella: “non le bastano 8-9 ore a notte per digiunare?!”. In effetti è così, se ci riflettete noi digiuniamo ogni giorno, anzi ogni notte, per un bel po’ di ore; a cosa serve farlo per giorni interi?

Il segnale che riceve l’organismo dal digiuno non è positivo e ne parla anche lo studio che ho pubblicato sotto: se da un lato è vero che il fattore di crescita IGF-1 abbassa le sue concentrazioni, dall’altro lato aumenta il colesterolo LDL e l’organismo riceve un segnale di “carestia”. Mi spiego meglio. Come ho sempre detto, il nostro organismo per bruciare energia deve essere nutrito, di cibi adeguati al momento giusto, in modo da poter comunicare al cervello che l’eccesso può essere bruciato in quanto vi sono adeguate riserve energetiche; se, invece, mangiamo poco o digiuniamo, il corpo tende a conservare tutto ciò che è riserva energetica per cui non ci fa dimagrire, anzi altera i parametri ematochimici. Eppure, ancora si pensa che si dimagrisce non mangiando.

Lo studio del digiuno

Lo studio che ho riportato sotto, pubblicato su The Journal of Nutrition, dimostra come dopo solo una settimana dal digiuno pur essendo diminuite le concentrazioni del fattore di crescita IGF-1 e della glicemia, sono aumentati i livelli del colesterolo totale, del colesterolo LDL e della sua apolipoproteina, l’Apo-B.

Durante lo studio effettuato l’assunzione dei soggetti che si sono prestati era limitata all’acqua minerale (minimo 2 litri al giorno) e ad un multivitaminico con minerali, concedendo ai soggetti una passeggiata sorvegliata di 30 minuti due volte al giorno.

Quando digiuniamo la sopravvivenza dipende da un numero di aggiustamenti ormonali e biochimici finemente coordinati: inizialmente, la glicemia viene mantenuta dalla mobilizzazione del glicogeno immagazzinato, ma le riserve di glicogeno sono limitate e se il digiuno continua richiede la mobilizzazione di substrati alternativi come acidi grassi liberi e corpi chetonici. Studi hanno dimostrato che in queste condizioni il colesterolo immagazzinato nella gocciolina lipidica della cellula del tessuto adiposo viene rilasciato nel plasma ed è la principale fonte di colesterolo durante la privazione di cibo.

Infatti, il digiuno completo è accompagnato da una sostanziale lipolisi che potrebbe spiegare gli aumenti osservati dei lipidi sierici nei soggetti sottoposti allo studio; tuttavia, una diminuzione dell’assorbimento di LDL da parte del fegato potrebbe essere un secondo meccanismo che contribuisce ad aumentare i livelli di LDL: ciò è supportato da studi che dimostrano che l’insulina, che diminuisce durante la privazione di energia, aumenta l’espressione del gene del recettore LDL epatico e il legame col recettore LDL.

Digiunare o non digiunare?

Allora sarebbe meglio digiunare per prevenire l’insorgenza di patologie come il cancro oppure mangiare cibo di qualità e muoversi costantemente per ottenere lo stesso obiettivo?

Le diete di restrizione, come i digiuni, non proteggono il nostro organismo, anzi rallentano il metabolismo infatti a lungo andare i primi effetti che si verificano sono l’amenorrea (totale scomparsa del ciclo) ed il rallentamento della funzionalità tiroidea.

Per avere maggiori informazioni su come stimolare il nostro metabolismo, date un’occhiata al mio sito, cliccando qui.

 

Dott. Francesco Garritano

 

Fonte bibliografica:

  • Lars Sävendahl and Louis E. Underwood. Fasting Increases Serum Total Cholesterol, LDL Cholesterol and Apolipoprotein B in Healthy, Nonobese Humans. The Journal of Nutrition, Volume 129, Issue 11, 1 November 1999, Pages 2005–2008

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