Disturbi cutanei: Lichen planus, alimentazione e sistema immunitario!

Disturbi cutanei: Lichen planus, alimentazione e sistema immunitario!

Di disturbi cutanei se ne sente parlare soprattutto tra le donne, ma non solo.  Oggi voglio parlarvi di una patologia particolare, il Lichen planus. E’ un disturbo che può essere gestito con lo stile di vita e l’alimentazione, siccome può dipendere, come vedremo, anche da cause intestinale e non solo. Pertanto, vi invito alla lettura di questo articolo che ho scritto per voi!

Notizie sul Lichen planus

Il lichen planus, un disturbo pruriginoso recidivante, inizia con un’eruzione cutanea di piccoli e distinti rigonfiamenti rossi o viola, che poi confluiscono sotto forma di chiazze ruvide e squamose. La causa del lichen planus è sconosciuta, ma potrebbe trattarsi di una reazione del sistema immunitario ad una serie di farmaci (soprattutto l’oro, i betabloccanti, i farmaci antinfiammatori non steroidei [FANS], gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina [Angiotensin-Converting Enzyme, ACE], le sulfoniluree, gli antimalarici, la penicillamina e i farmaci tiazidici). Il disturbo di per sé non è infettivo. La malattia può presentarsi in persone affette da epatite B o C o da certi problemi del fegato. Tuttavia, molte certezze si hanno in merito ad una riconducibilità del lichen planus a fenomeni di disregolazione del sistema immunitario, punto su cui con lo stile di vita si può agire.

Sintomi del Lichen planus

L’eruzione cutanea del lichen planus provoca quasi sempre prurito, a volte intenso. Le escrescenze sono solitamente di colore violaceo e hanno margini spigolosi. Quando la luce viene indirizzata verso di essi lateralmente, presentano una lucentezza caratteristica. Nuovi rigonfiamenti si formano laddove si verificano lesioni da grattamento o piccole lesioni cutanee. A volte rimane una colorazione scura dopo la guarigione dell’eruzione cutanea (iperpigmentazione).

Lichen planus cutaneo:
Lichen planus cutaneo

Circa la metà delle persone che sviluppano il lichen planus presenta ulcerazioni orali. Il lichen planus nella bocca in genere determina la comparsa di chiazze dentellate bianco-bluastre che si uniscono a formare linee e diramazioni (dette strie di Wickham). Questo tipo di chiazze orali spesso non è dolente e la persona non ne avverte la presenza. Talvolta si formano ulcere dolorose nel cavo orale, che spesso rendono difficoltosa l’assunzione di cibi e bevande.

Lichen planus orale:
Lichen planus orale

Fino al 10% dei casi di lichen planus sviluppa il disturbo anche nelle unghie. Alcune persone potrebbero presentare soltanto sintomi leggeri, come lo scolorimento del letto ungueale, l’assottigliamento delle unghie e la formazione di solchi sulle unghie. Altre potrebbero perdere completamente le unghie e presentare cicatrizzazione dalla cuticola alla base dell’unghia (la piega dell’unghia) fino alla pelle sotto l’unghia (il letto ungueale).

Cosa succede a livello cutaneo?

Il meccanismo alla base della manifestazione del lichen planus è caratterizzato da una riduzione dei ceramidi epidermici che determina un indebolimento della funzione di barriera della cute, una maggiore irritabilità e un aumento della perdita d’acqua transepidermica che può aumentare qualora coesista uno stato infiammatorio a carico dell’epidermide. Questo facilita la penetrazione nella cute di allergeni e apteni che si legano ai cheratinociti e alle cellule di Langerhans, attivandole. L’attivazione cellulare determina una maggiore secrezione di citochine infiammatorie che da una parte contribuiscono a mantenere lo stato di attivazione, dall’altra attivano le cellule endoteliali dei capillari, che a loro volta esprimono proteine d’adesione specifiche per granulociti e linfociti. Le cellule di Langerhans legano gli allergeni attraverso recettori per le IgE ad alta e bassa affinità collaborando con linfociti TH2, che a loro volta secernono IL-4, che promuove l’espressione stessa di IgE. La cute soggetta a lichen planus è più soggetta ad infezioni a causa degli elevati livelli di citochine infiammatorie come IL-4 o IL-13.

Come intervenire con l’alimentazione

Abbiamo chiaro che nutrizione, controllo dell’infiammazione e stile di vita hanno un ruolo incisivo sul lichen planus. Innanzitutto, è necessario modulare i propri livelli infiammatori per iniziare a rinforzare il sistema immunitario. Iniziamo con una colazione ricca, evitando il latte animale e preferendo un buon latte vegetale, associarci un po’ di frutta fresca di stagione, cambiandone spesso i colori per fornire al nostro organismo tutti i minerali e le vitamine di cui il corpo ha bisogno, continuare con delle gallette di kamut integrali o di grano saraceno integrali e delle uova sode, o strapazzate. Le uova sono un ottimo alimento vi ricordo: sono ricche, tra l’altro, di biotina, acido folico, magnesio, zinco, potassio, e anche ferro, che sono tutti minerali importanti per il mantenimento di salute dello strato corneo della pelle. Oltre alla colazione abbondante e varia, anche l’abbinamento di carboidrati e proteine a ogni pasto, l’uso di carboidrati a basso impatto glicemico (frutta e verdura in abbondanza, cereali integrali e leguminose), sono buone abitudini di benessere e mettono al riparo dalle maggiori carenze, con un effetto importantissimo in termini di modulazione dei picchi glicemici, modulazione ormonale e infiammatoria.

Pratiche utili e micronutrienti efficaci

E’ necessario, oltre a fare una colazione abbondante, come vi ho detto, prima per mantenere attivo il nostro metabolismo e attivare positivamente i segnali all’interno del nostro corpo, anche valorizzare frutta e verdura di stagione, ricche in vitamine e sali minerali, coadiuvanti nelle funzioni metaboliche e con capacità antiossidanti e curative; ripartire bene la composizione dei pasti e mangiare a sufficienza, per attivare i giusti segnali ipotalamici e favorire anche una migliore risposta immunitaria; preferire centrifugati ed estratti di frutta di stagione e verdure locali, come bevanda funzionale da assumere tra i pasti, puntando alla valorizzazione dei micronutrienti; bere acqua in abbondanza; praticare attività fisica e mantenere il corpo forte e attivo; evitare posti affollati in cui c’è molta umidità; evitare cibi fritti che aumentano il grado di infiammazione all’interno del nostro organismo; variare le abitudini quotidiane sia alimentari, sia nell’attività fisica; rispettare i ritmi cronobiologici e valorizzare la quantità e la qualità del sonno ristoratore, per far partire al meglio le giornate ed essere carichi e positivi; valorizzare l’assunzione di acidi grassi omega-3 anti-infiammatori nella dieta, rappresentata dal pesce (soprattutto pesce grasso), salmone, tonno, sgombro, sardine, aringhe, merluzzo; in generale il pesce azzurro è ricco di omega-3. Si consiglia di prediligere il consumo di pesce fresco, variando le specie e limitando il consumo di pesci grandi e predatori le cui carni possono contenere maggiori quantità di contaminanti derivanti dal fenomeno del bio-accumulo.

Risulta inoltre utile integrare con:

  • Olio di perilla, che supporta le fisiologiche difese organiche;
  • Olio di ribes nero, favorisce l’integrità e la funzionalità delle membrane cellulari e dello strato cutaneo;
  • Inositolo;
  • Zinco, antiossidante;
  • Manganese, antiossidante in sinergia con lo zinco;
  • Betaglucani, rinforzano le difese dell’organismo;
  • Rame;
  • Vitamina C;
  • Vitamina D, un importante regolatore dell’omeostasi calcio-fosforo, del controllo del metabolismo osseo ma soprattutto del sistema immunitario.

Dott. Francesco Garritano

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