Gallette di riso: tanto leggere quanto salutari?

Gallette di riso: tanto leggere quanto salutari?

È vero, capita a tutti di consigliare o di mangiare gallette di riso, anche ai nutrizionisti più bravi, quando si trovano davanti a soggetti particolari a cui non piace nulla o che devono seguire una dieta priva di glutine. Ma quali sono gli aspetti negativi di questo prodotto? Leggete l’articolo per saperne di più.

Gallette di riso e arsenico

Il primo punto sul quale mi vorrei soffermare parlando di questo alimento è la contaminazione da arsenico di cui si sente spesso parlare ultimamente. La FDA (Food and Drug Administration), ente degli Stati Uniti che si occupa di controllare se farmaci o alimenti sono pericolosi per la nostra salute, ha controllato anche le gallette di riso ed i prodotti derivati dal riso, verificandone la presenza di arsenico inorganico, un metallo tossico per la nostra salute che può essere cancerogeno a determinate dosi, perché genera mutazioni a livello del DNA, ma anche in piccole dosi può provocare cambiamenti della pelle, danni al sistema nervoso e problemi cardiovascolari.

Questo elemento è distribuito sulla crosta terrestre e viene rilasciato dalle eruzioni vulcaniche, dall’erosione della crosta terrestre, diffondendosi poi anche nel suolo, nell’aria, nell’acqua arrivando dunque a costituire uno degli “ingredienti” dei prodotti della terra che portiamo a tavola.

Uno di questi è proprio il riso, che per le modalità con il quale viene coltivato assorbe arsenico in quantità esagerate rispetto agli altri prodotti. Ciò che ha fatto la FDA è stato monitorare i livelli di arsenico presenti nel riso da oltre 20 anni, non dimostrandone però aumenti all’interno dei prodotti contenenti riso. Il problema risiede nel fatto che ogni stato sceglie un modo per coltivare il riso e ciascuna qualità di questo, per cui il rischio di un incremento dei livelli di arsenico potrebbe essere elevato.

La FDA pur ritrovando quantità espresse in microgrammi, mette in guardia il consumatore che dovrebbe limitarne il consumo, per evitare l’accumulo di questa sostanza, soprattutto, si sofferma sui bambini, consigliando di variare sempre l’alimentazione e di non essere statici nelle scelte.

Svantaggi delle gallette di riso

Quando si parla di svantaggi delle gallette però, non basta menzionare solo l’arsenico.

Le gallette per essere così compatte e leggere subiscono il processo di estrusione, in cui il riso viene sottoposto a temperature e pressioni elevate, in modo da far gonfiare il chicco. Ma cosa succede durante questo processo? Le alte temperature denaturano le proteine, si perdono le sostanze nutritive del chicco di riso quali minerali e vitamine, si perde una buona quantità di fibra, quindi, ciò che mangiamo sono in pratica carboidrati.

Attenzione però! Non si tratta di carboidrati integrali, perché di intero non è rimasto nulla! Infatti, il processo di estrusione aumenta l’indice glicemico del riso poiché gli zuccheri sono più velocemente assimilabili.

“Come facciamo, quindi, a mantenere la calma insulinica se consumiamo gallette di riso ogni giorno?”

Inoltre, altro problema legato all’uso quotidiano di gallette è la stitichezza. Consumare riso ogni giorno peggiora la nostra condizione di stitichezza, che per i soggetti celiaci potrebbe essere una scelta ottimale, se solo non si soffermassero sui prodotti tossici che le alte temperature generano, come l’acrilamide, che a livello intestinale danneggiano la barriera.

Come sostituire le gallette di riso

Se state pensando, quindi, di sostituire le gallette di riso con quelle di mais fermatevi, come sempre la quotidianità e l’abitudine danneggia. Infatti, una ricerca del 2014 ha ritrovato dosi elevate di DON (Deossinivalenolo) nel mais, una micotossina prodotta dal genere Fusarium e diffusa in cereali come grano, orzo e mais. Infatti, nello stesso anno in Valle D’Aosta furono ritirate dal mercato diversi tipi di gallette di mais a causa della concentrazione elevata.

Come sostituire, quindi, le gallette? Se le consumiamo a colazione scegliete delle fette biscottate integrale, che siano di frumento o di grano saraceno e quinoa per chi non può mangiare glutine, oppure, si possono preparare in casa delle focaccine o delle piadine con le farine più sicure come quelle dei grani antichi (ad esempio Jervicella , Senator Cappelli, Gentilrosso, Verna, Saragolla) o quelle prive di glutine di pseudo-cereali (grano saraceno, amaranto, quinoa). Se, invece, le utilizziamo a pranzo ed a cena, preparate dei panini con o senza lievito con farine integrali. Solo variando la vostra alimentazione il rischio di accumulare sostanze tossiche diminuirà.

 

Per leggere il documento completo: https://www.fda.gov/Food/FoodborneIllnessContaminants/Metals/ucm319870.htm  

 

Nota importante per il lettore: le presenti informazioni nel campo della nutrizione non devono essere intese come sostitutive di eventuali terapie mediche farmacologiche da concordare ed assumere sotto lo stretto controllo del medico specialista.

Dott. Francesco Garritano

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