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Gastroduodenite e nausea quando si è in un periodo stressogeno: come fare?

Gastroduodenite e nausea quando si è in un periodo stressogeno: come fare?

Quella spiacevole sensazione di bruciore al medio ventre, di disgusto verso il cibo e quella sensazione di vomito che ci perseguita durante il giorno: si tratta dei sintomi dello stress accumulato. E’ più frequente nel periodo di ansia, e allora come fare per contrastare il problema? Lo scopriremo nell’articolo che ho scritto per voi! Buona lettura!

La gastroduodenite come attributo dello stress

Il termine gastroduodenite, come dice la parola stessa, riferisce ad una duplice infiammazione, quella gastrica ossia dello stomaco e quella del duodeno.

Per quanto questo disturbo si manifesti in modo molto simile alla gastrite, in realtà se ne discosta parzialmente nella sintomatologia e nell’interessamento di più aree colpite dal processo infiammatorio, tra queste il duodeno.

La gastrite è un’infiammazione della mucosa gastrica ossia del rivestimento dello stomaco, mentre  la duodenite è un’infiammazione del duodeno, quella parte dell’intestino collocata appena sotto lo stomaco.

Ciò che accomuna gastrite e duodenite sono in realtà le cause e le modalità di trattamento e cura, oltre il fatto di interessare una larga fetta della popolazione, sia maschile che femminile e qualsiasi fascia di età.

La gastroduodenite può essere acuta o cronica: le forme acute compaiono improvvisamente e hanno generalmente breve durata, nella forma cronica invece questa patologia tende a progredire lentamente e a durare per mesi o anni. Entrambe le forme sono in genere curabili e non causano complicazioni.

Una marcata differenza tra queste forme di gastroduodenite riguarda la sindrome del dolore.

Nel primo caso, la sintomatologia dolorosa si presenta in modo instabile e a breve termine, nei cas  cronici, invece, il dolore è quasi costante ma meno accentuato.

Anche la gastroduodenite può essere suddivisa in base al tipo di processo patologico. Ci sono 4 forme di disturbo:

  1. Superficiale. Con questo tipo ci si riferisce ad un ispessimento marcato delle pieghe delle mucose dello stomaco e del duodeno.
  2. Ipertrofico. Oltre che con il gonfiore, questa si manifesta con dolore e piccole zone emorragiche.
  3. Erosivo. Si osservano gonfiore, emorragie, erosione sulla mucosa dello stomaco e sul duodeno.
  4. La forma mista. Piccole aree di atrofia possono essere notate, ma esternamente le mucose assumono una forma ipertrofica.

Ho la nausea, perché mi succede?

La nausea è una parola che deriva dal greco e che significa mal di mare, è un sintomo non specifico associato a molte condizioni o malattie. È una sensazione di malessere allo stomaco, che a volte precede il vomito. Si può tenere sotto controllo, ma bisogna identificarne la causa. E i rimedi vanno calibrati a seconda dei casi.

Mi capita molto spesso di ascoltare pazienti i quali mi confidano che la loro routine quotidiana, in relazione al lavoro ed al ritmo quotidiano, riporta loro alcuni disturbi che, in situazioni non particolarmente stressogene, erano totalmente assenti. Nei momenti di maggiore ansietà capita di soffrire di nausee, giramenti di testa e dei più vari disturbi gastroenterici.

Innanzitutto, la prima cosa che viene da domandarci è: “Ci sono stati degli errori nello stile di vita e nell’alimentazione, oppure è un problema che dipende da qualche patologia di cui sto soffrendo”?
Una volta escluse cause più importanti e significative alla base della nausea, come malattie infettive, dell’apparato gastro-enterico, ecc, quello che bisogna valutare è il trattamento della nausea mediante lo stile di vita. Vediamo insieme come.

Oltre a elementi ovvi quali “invece che stare su una sdraio ora mi toccano otto ore al giorno di lavoro”, moltissimi per esempio smettono di muoversi (quello che in estate era il bagno in mare o la passeggiata tra i monti dovrebbe diventare, anche nei mesi in cui viviamo in cui continuano ad essere presenti importanti restrizioni, una corsetta o almeno una passeggiata veloce durante i giorni di lavoro) e di fare colazione.

La colazione è un elemento essenziale per gestire non solo lo stimolo metabolico, ma anche lo stress, la salute tissutale e la fame. Ecco quindi che una persona che smette di fare colazione è più suscettibile ai disturbi del caso.

Assolutamente ovvio è che questo tipo di reazione si ha anche quando si passa dalla colazione (migliore) fatta con uova pane e pancetta a quella tipica (e pessima) dell’italiano medio, costituita da tè o caffè più o meno zuccherato e i biscotti.

Una colazione come l’ultima descritta favorisce la fermentazione intestinale e garantisce davvero poca autonomia glicemica, stimolando le variazioni pressorie che possono provocare, tra le altre cose, nausee, giramenti di testa e irascibilità.

Un altro elemento importante è che spesso chi torna da lavoro, o da impegni vari, non si rende conto di passare dalla “masticazione” all'”ingurgitamento”. Smettere di masticare (o masticare molto poco) non garantisce una buona digestione e spesso provoca gastrite, ulcere intestinali e fenomeni allergici, di corredo e ausilio agli altri disturbi a cui abbiamo appena accennato.

Cosa non mangiare?

In alcuni casi la nausea rende letteralmente impossibile trattenere cibi solidi e può accadere di dover vomitare subito dopo mangiato.

Vediamo cosa è meglio evitare:

  • cibi grassi
  • formaggi fermentati o alla panna
  • carni e pesci grassi
  • salumi
  • cibi fritti
  • cerali e pane integrale
  • pane in cassetta
  • legumi
  • dolci
  • pasta con sughi elaborati
  • verdura dura e non cotta
  • frutta non matura.

Inoltre è bene evitare gli alcolici e ed il caffè.

Quando a causa di uno di questi o altri elementi la digestione sia difficoltosa, l’uso anche continuato o a cicli di enzimi digestivi prima del pasto permette una migliore gestione di quello che si mangia, caratterizzando un supporto davvero formidabile al funzionamento del sistema enterico, almeno nei momenti di adattamento, con un effetto modulante anche sulla reattività allergica.

Qualora l’ufficio vi faccia particolarmente innervosire, il myo-inositolo rappresenta un buon supporto alla funzione epatica che spesso risente dei livelli crescenti di stress influenzando di conseguenza anche la funzione digestivo-intestinale.

Un test dell’infiammazione da cibo può in tutti questi casi essere utile: spesso le abitudini frettolose cambiano la scelta degli alimenti o la riducono in maniera drastica: ecco che l’infiammazione può così essere spinta a crescere e peggiorare il quadro di benessere o malessere.

Un rimedio omeopatico che si adatta quasi perfettamente a tutti i disagi causati o acuiti dal ritorno allo stress quotidiano, è la Nux Vomica. Cocculine (Boiron) che contiene anche Petroleum, Tabacum e Cocculus indicus, oltre alla celebre Nux Vomica, è ottimo da utilizzare per i disturbi enterici, soprattutto quando centra il rientro in città.

Dott. Francesco Garritano

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