Cosi’ piccolo, così potente: il selenio per trattare la tiroidite autoimmune

Cosi’ piccolo, così potente: il selenio per trattare la tiroidite autoimmune

Il selenio, oligoelemento indispensabile per la vita

Il selenio è un oligoelemento presente in natura in diversi alimenti e sotto diverse forme, fondamentale per lo svolgimento di funzioni difensive e regolatorie del nostro organismo, tramite l’azione di alcuni enzimi chiamati seleno-proteine, che svolgono il loro compito solo in presenza di selenio.

Questo importante oligoelemento è anche indispensabile per il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea, in quanto tre seleno-proteine sono coinvolte nella sintesi degli ormoni tiroidei: la prima è la glutatione-perossidasi, che ha azione antiossidante e riduce gli effetti dei radicali liberi che potrebbero provocare morte cellulare, definita apoptosi, ed alterare la sintesi della tireoglobulina (proteina coinvolta nella sintesi di T3 e T4) e degli ormoni tiroidei; la seconda è la iodotironina deiodinasi o desiodasi (tipo D1, D2 e D3), che si occupa dell’attivazione ed inattivazione degli ormoni tiroidei, eliminando un atomo di iodio dalla T4 e permettendone la conversione in T3; infine, la tioredoxina reduttasi, che ha azione antiossidante, poiché catalizza reazioni di ossidoriduzione.

Come mai l’azione antiossidante è importante nel metabolismo degli ormoni tiroidei?

La Tireoperossidasi (TPO), enzima che permette la sintesi della Tireoglobulina legandovi atomi di iodio, durante la reazione genera radicali liberi che devono essere neutralizzati da sistemi di difesa antiossidanti, come quelli citati sopra; un aumento dello stress ossidativo e bassi livelli ematici di selenio, che provocano il deficit degli enzimi di difesa come la glutatione-perossidasi, causano una riduzione della produzione degli ormoni tiroidei, quindi ipotiroidismo; inoltre, una carenza di selenio può causare tiroidite autoimmune nei soggetti predisposti allo sviluppo della patologia, mentre la supplementazione dello stesso oligoelemento può prevenire il peggioramento della funzione della ghiandola.

Come può prevenire la progressiva distruzione della ghiandola?

Uno studio pubblicato nel 2016 su Thyroid ha dimostrato come l’integrazione di selenio possa diminuire gli anticorpi anti-tiroide circolanti nei pazienti con tiroidite autoimmune; la ricerca ha coinvolto adulti maggiorenni ai quali sono stati somministrati selenio e levotiroxina (T4) -gruppo A- e placebo- gruppo B. I risultati sono stati valutati dosando gli anticorpi anti-Tireoperossidasi (AbTPO) e anti-Tireoglobulina (AbTg), in un periodo di 3, 6 e 12 mesi. È stato visto come l’integrazione con selenio abbia ridotto i livelli di anticorpi anti-Tireoperossidasi dopo 3, 6 e 12 mesi in una popolazione trattata anche con T4, mentre nelle popolazioni non trattate con T4 i livelli anticorpali sono diminuiti solo dopo 3 mesi. Mentre i livelli di anticorpi anti-Tireoglobulina sono diminuiti solo a 3 mesi dello studio ma non a 6 e 12 mesi.  Secondo un altro studio, che ha confrontato l’assunzione di 100 e 200 µg/die di selenio combinato con levotiroxina in 88 pazienti donne per più di 9 mesi, l’assunzione di 200 µg/die risulterebbe più efficace.

Anche se i risultati non sono stati eclatanti, non è assolutamente da escludere l’integrazione di selenio nei soggetti sofferenti di tiroidite autoimmune cronica, l’azione, però, risulta essere individuale, ovvero non in tutti i soggetti i risultati sono stati soddisfacenti.

Quali sono le fonti di selenio?

Gli alimenti più ricchi di selenio sono fegato, pesce, molluschi, crostacei, latte e derivati, noci, arachidi, frutta, vegetali, funghi, riso, lievito di birra e carne; questo può presentarsi in tre forme: seleno-metionina, assorbita più rapidamente e trattenuta più a lungo dai tessuti; selenite, che deve essere trasformata prima di poter essere utilizzata dall’organismo, e seleno-cisteina. È consigliabile assumere selenio, sia sotto forma di integratori, che tramite gli alimenti, insieme alla vitamina E che svolge azione antiossidante ed agisce in sinergia con il Selenio, per potenziarne l’azione contro gli anticorpi anti-tiroidei.

 

Dott. Francesco Garritano

 

Riferimenti bibliografici:

  • Whichman J et al. Thyroid. 2016 Dec;26(12):1681-1692. Selenium Supplementation Significantly Reduces Thyroid Autoantibody Levels in Patients with Chronic Autoimmune Thyroiditis: A Systematic Review and Meta-Analysis.
  • Turker o et al. J Endocrinol. 2006 Jul; 190(1):151-6. Selenium treatment in autoimmune thyroiditis: 9-month follow-up with variable doses.
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