Gli oligominerali indispensabili per la tiroide

Gli oligominerali indispensabili per la tiroide

La ghiandola tiroidea è coinvolta in diverse funzioni del nostro organismo, ma per svolgerle necessita di alcuni oligominerali indispensabili. Leggete l’articolo per saperne di più.

L’ipotiroidismo da oligominerali

È proprio così come dice il titolo sopra: in caso di carenza di oligominerali si può manifestare ipotiroidismo. Non sono pochi i pazienti che incontro nel mio studio che, dopo aver dosato i livelli di minerali nel sangue, questi risultano in carenza. Per capire questo concetto è indispensabile capire come questi siano coinvolti in diversi meccanismi della fisiologia tiroidea.

Infatti, come ho ben spiegato nel precedente libro che ho pubblicato “La dieta anti-infiammatoria”,  la nostra tiroide produce gli ormoni principalmente sotto forma di T4 e poi questi vengono convertiti in T3 grazie all’enzima Desiodasi, ci avviciniamo al concetto espresso dal titolo. Questo enzima importantissimo è selenio-dipendente, per cui in una situazione di deficit di selenio, sottoponendoci alle analisi del sangue si potrebbe verificare la carenza di T3 piuttosto che di T4, che invece risulta nella norma: ciò significa che la tiroide funziona bene, ma che il problema deriva proprio dalla conversione. Altra azione tiroidea mediata da un minerale è quella svolta dalla Tireoperossidasi, che ossida lo iodio entrante nella cellula e ne permette il legame ai residui di tirosina della Tireoglobulina. Se il legame fra iodio e Tireoglobulina non si verifica, allora neanche la sintesi degli ormoni tiroidei sarà possibile.

Questi due esempi sono per farvi capire quanto gli oligominerali, che spesso sono sottovalutati anche nell’alimentazione quotidiana, possano supportare il funzionamento tiroideo. Ma quali sono e dove si trovano i minerali di cui necessita?

Oligominerali indispensabili per la tiroide

Come detto sopra, il selenio è coinvolto nella conversione degli ormoni, ma non solo; infatti, studi hanno dimostrato come sia utile anche nell’abbassamento degli anticorpi anti-Tireoglobulina ed anti-Tireoperossidasi, protagonisti principali della tiroidite di Hashimoto. Prima di poter integrare il selenio tramite un supplemento di sintesi, però, consiglio sempre di sopperire le carenze tramite l’alimentazione. Ma quali sono gli alimenti più ricchi di selenio? Al primo posto posso menzionare le noci del Brasile. Pensate che 100 g contengono 1917 microgrammi di selenio, per cui mangiando circa 3-4 noci del brasile al giorno riusciremmo a raggiungere il nostro fabbisogno giornaliero che va dai 70 ai 200 microgrammi al giorno. Altri alimenti ricchi di selenio sono anche il rognone di maiale, lo stoccafisso, le frattaglie di pollo, il tonno pinne gialle, ma anche le uova ed il riso integrale.

Insieme al selenio, anche lo zinco. Si tratta di un oligominerale coinvolto in circa 300 reazioni enzimatiche, che svolge differenti funzioni e non solo a livello tiroideo; infatti, oltre a consentire una corretta conversione da T4 a T3, permette il mantenimento dell’integrità della barriera intestinale ed è coinvolto nella detossificazione da tossine batteriche, per cui una sua carenza causa una riduzione delle difese immunitarie e maggiore suscettibilità alle infezioni, oltre che causare ipotiroidismo da mancata conversione. In quali alimenti trovare lo zinco? Nelle ostriche, nel germe di grano, nel fegato di vitello, nella carne di vitello ed in altri, per cui scegliendo un’alimentazione varia è possibile sopperire le carenze raggiungendo il fabbisogno giornaliero di 10-15 mg al giorno.

Come detto sopra, anche il ferro è un minerale necessario alla tiroide, infatti, spesso mi capita di trovare persone che soffrono di ipotiroidismo e che presentano carenze di ferro, anche molto gravi, quindi anemiche. Ma come raggiungere un quantitativo adeguato di ferro tramite l’alimentazione? Aggiungendo spezie secche come il timo ed il basilico ai piatti, ma anche la crusca di riso, i fagioli goa, la carne di vitello, le lenticchie ed altri alimenti un po’ meno ricchi ma sempre fonti di ferro. È consigliabile aggiungere un po’ di succo di limone quando assumiamo alimenti vegetali contenenti ferro, in modo da migliorarne l’assorbimento, trattandosi di ferro non eme.

Infine, spesso anche il magnesio viene consigliato in caso di ipotiroidismo, poiché la stanchezza fisica e mentale, sono sintomi tipici di questa condizione. Infatti, un apporto adeguato di magnesio allevia sintomi come debolezza, irrequietezza, crampi, stitichezza ed insonnia, per cui se ne raccomanda sempre livello adeguato di assunzione, pari a 350 milligrammi al giorno per evitare di incorrere sia in carenze che in eccesso di minerale. Ma come integrare il minerale in caso di deficit? Fra gli alimenti più ricchi possiamo menzionare la crusca di riso, i semi di zucca, il cacao in polvere, gli anacardi, le mandorle, la chia ed altri.

Integrazione o alimentazione?

Come consigliato sopra, sarebbe buona prassi dapprima dosare i livelli di minerali nel sangue per accertarsi del deficit, poi integrare tramite l’alimentazione. Variando gli alimenti a tavola si riesce sempre a garantire un adeguato quantitativo di minerali nella dieta. Quando questo non risulta possibile, allora si può decidere di integrare con supplementi di sintesi, sempre sotto consiglio medico o di un biologo nutrizionista.

 

Dott. Francesco Garritano

 

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