Il gonfiore addominale: che fastidio!

Il gonfiore addominale: che fastidio!

Che gran problema il gonfiore e la sensazione di disagio che esso provoca!
Molto spesso mi capita di ascoltare pazienti che si lamentano di gonfiore addominale, di “aria nella pancia”, che per alcuni crea un disagio fisico ,mentre  per altri crea anche un disagio maggiore associato ad un calo di benessere provocato dalla sensazione di non sentirsi in forma e sentirsi in disagio con se stessi e quando si è con gli altri.
Con questo articolo mi propongo di illustrarvi le più comuni cause che generano il gonfiore e quali possono essere i comportamenti da adottare per evitarne la formazione.

Cause del gonfiore addominale: stile di vita

Innanzitutto, quando non esistono patologie particolari a cui associare la genesi di gonfiore, le cause di pancia gonfia sono spesso da ricercare nei comportamenti alimentari che adottiamo innanzitutto.
Partiamo dalla bocca. A chi non capita di mangiare veloce e sentirsi la pancia gonfia: vuol dire che non abbiamo masticato bene il cibo.
Quante volte mi batto sul fatto che la masticazione è il primo processo di digestione, da cui dipendono tutti gli altri, processo base per la formazione del bolo alimentare. Il boccone deve essere masticato con calma, a lungo, in modo tale che i primi enzimi presenti nella saliva, tra cui ricordiamo la ptialina, la quale ha azione sugli amidi, agiscano sugli alimenti permettendo la corretta formazione del bolo alimentare. Se questa fase di masticazione non avviene come dovrebbe, il cibo non masticato correttamente giunge nell’apparato gastroenterico arrecando eccessiva fermentazione dei carboidrati e putrefazione delle proteine, generando problemi all’alvo intestinale quali formazione di gas di scarto, stipsi, diarrea, malassorbimento e fenomeni di infiammazione dovuti all’alterazione della funzionalità della barriera intestinale, la quale vede giungere alimenti non completamente digeriti e li riconosce come “ospiti indesiderati”: la conseguenza è l’arruolamento di citochine infiammatorie che spronano l’azione del sistema immunitario: da qui tutti i fenomeni di flogosi, risposta immunitaria, fino a giungere alla genesi di intolleranza verso quella determinata categoria alimentare.

Può essere importante anche separare, in un pasto, gli amidi degli altri alimenti dagli zuccheri della frutta, ad esempio, mangiandola da sola, come spuntino o poco prima di un pasto, per evitare spiacevoli fenomeni di fermentazione e formazione di gas metabolici che generano il gonfiore.

Un ulteriore fattore di causa di gonfiore addominale è data dal fenomeno di disbiosi intestinale, in cui a livello intestinale si ha un anomalo rapporto tra la flora batterica nociva (clostridi, salmonelle, E. Coli, candida ecc.)e quella benefica (SIBO). I batteri nocivi ostacolano la digestione del cibo digerito, con formazione di prodotti di fermentazione e scarto, quali putrescina, cadaverina e altri gasi che contribuiscono al gonfiore. In questi casi è utile, come faccio fare spesso ai miei pazienti, disinfiammare l’intestino e disintossicarlo dall’azione dei batteri nemici, mediante la nutrizione adeguata, e successivamente utilizzare probiotici ed enzimi digestivo che ripristino il tutto, portando ad una situazione di miglioramento. Vi invito comunque a leggere ulteriori informazioni riguardo la SIBO e la correlazione con il sistema immunitario leggendo il seguente articolo.

Una corretta gestione dello stress è un valido supporto nella riduzione della sintomatologia del gonfiore addominale. Al fine di massimizzare i benefici di questo percorso, l’attività fisica è uno strumento valido a supporto del benessere individuale.

Cause del gonfiore addominale: a tavola e non solo

La produzione di aria nella pancia, quindi, dipende principalmente dall’infiammazione generale, dalla non abitudine dell’intestino a interagire con l’alimento e dalla non abitudine dell’intestino a interagire con la fibra (es. legumi, finocchi, carciofi, cavoli, broccoli, kiwi, melone, ecc.): molto spesso il nostro intestino ha fastidio quando trova lungo il tragitto fibre soprattutto insolubili, come alcuni tipi di verdure, legumi e frutta; in questi casi, è essenziale provvedere ad un’accurata cottura delle stesse oppure, se necessario, passare le leguminose o la verdura cotta per renderle più digeribili.

Il gonfiore addominale può verificarsi isolatamente o associarsi ad altri sintomi gastrointestinali (come meteorismo, eruttazioni, nausea, crampi addominali, flatulenza, stitichezza o diarrea) o generali (cefalea, facile esauribilità e senso di stanchezza). Abbiamo detto che il senso di pienezza e tensione addominale post-prandiale può dipendere dall’aerofagia, condizione dovuta all’ingestione di grandi quantità di aria durante il pasto masticando i bocconi di cibo in fretta e male, ma vi sono anche cause quali il consumo di bevande gassate, l’ansia (legata ad un’emozione o ad un disagio) e le situazioni di stress durante il pasto, fumare, masticare gomme e succhiare caramelle, ingerire cibi o bevande molto fredde : sono tutti degli altri fattori che possono contribuire all’insorgenza del gonfiore addominale.

La formazione di quantità elevate di gas che deriva dai fenomeni fermentativi (metabolismo degli zuccheri) o putrefattivi (delle proteine) a livello intestinale può dipendere anche dall’ingestione di bibite frizzanti zuccherate, carboidrati complessi, lieviti contenuti nei prodotti da forno (come pane e pizza) o nella birra.

Inoltre, anche i fritti, le spezie e alcuni condimenti aromatici possono irritare le pareti dell’intestino e favorire la formazione di gas, come anche i superalcolici, il thè ed il caffè.
Anche il consumo di alcuni alimenti, come i latticini o i prodotti a base di farina di grano (pane, pasta e biscotti), può favorire il gonfiore addominale nelle persone che soffrono di intolleranza al lattosio oppure al glutine.

Cause del gonfiore addominale: patologie

La sensazione di gonfiore addominale può essere associata anche a fenomeni di ritenzione dei liquidi in conseguenza ad un eccessivo uso di sodio( che, per osmosi, a livello extracellulare  richiama acqua disidratando la cellula e generando edema ), a cattiva permeabilità intestinale dovuta a malattie infiammatorie dell’intestino (vedi Sindrome da Leaky Gut), ma anche ad alterazioni degli ormoni femminili a cavallo del ciclo mestruale, condizione che muta la normale funzionalità della barriera intestinale: tutti questi fattori non sono da confondere con un semplice gonfiore ma sono frutto di un meccanismo correlato alla formazione di acqua di infiammazione extra-cellulare.

Infine, alcune patologie degne di nota, che causano gonfiore adominale, sono la sindrome del colon  irritabile, gastroenterite, intolleranze ed allergie rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn (vi invito a leggere il mio articolo in merito), ostruzione intestinale e altre malattie di natura più grave.

Consiglio, in ogni caso, di seguire un’alimentazione equilibrata, di rispettare un ritmo cronobiologico non sballato, praticare attività fisica ed evitare eccessivo stress per assicurarsi benessere, leggerezza e stare in forma.

Dott. Francesco Garritano

 

Fonti bibliografiche:

  • Chang L, Lee OY, Naliboff B, Schmulson M, Mayer EA. Sensation of bloating and visible abdominal distension in patients with irritable bowel syndrome. Am J Gastroenterol. 2001 Dec;96(12): 3341-7
  • Iovino P, Bucci C, Tremolaterra F, Santonicola A, Chiarioni G. Bloating and functional gastro-intestinal disorders: where are we and where are we going? World J Gastroenterol. 2014 Oct 21;20(39):14407-19.

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