Il mestiere del 21° secolo: il tuttologo!

Il mestiere del 21° secolo: il tuttologo!

 

 

Quando la gente pensa di poter fidarsi completamente delle false verità scritte sugli articoli del web.

 

Quante volte vi è capitato di parlare con parenti ed amici di proprietà benefiche di un alimento, di patologie curabili con metodi non convenzionali, di nuovi studi e nuovi libri su una determinata malattia? Secondo me i casi sono tanti, perché, ormai, a causa di internet tutti cercano qualsiasi informazione senza filtrarla e prendendo per vero tutto ciò che è scritto senza verificarlo con fonti veritiere. Nel caso un giorno dovesse, per esempio, servirvi un consiglio su quale vitamina assumere in caso di raffreddore, certamente non ci fideremmo delle informazioni che troviamo sui giornali digitali che si occupano di gossip e cronaca, ma faremmo uso di Pubmed. Sono veramente troppe le persone che si informano su siti sbagliati e si fidano, soprattutto, di cose non vere e che compromettono la loro salute. Per cui in seguito vi spiegherò come leggere un articolo scientifico.

Qual è il sito da consultare?

 

La raccolta di tutti i lavori scientifici nel campo della medicina è quella di NCBI, che si divide in base agli ambiti in altri determinati siti, il più importante dei quali è PUBMED. Nel momento in cui si cerca l’articolo bisogna guardare innanzitutto la rivista sulla quale è stato pubblicato, che ci può dare qualche indizio sulla serietà dello studio, inoltre, nella stessa pagina potranno trovarsi altri articoli che hanno ripreso quello che stiamo leggendo, o qualche citazione, e ciò indica l’affidabilità dello studio.

Ovviamente, prima di intraprendere la lettura di un articolo scientifico in inglese abbiamo bisogno di conoscenze di base, che troveremo solo e soltanto su libri di testo e non su siti o blog diffusi nel web.

Cosa troviamo oltre al titolo?

 

Nel rigo successivo a quello del titolo troviamo gli autori dello studio, poi l’abstract, ovvero un riassunto dello studio dove viene trattato l’argomento e la modalità con cui lo studio è stato condotto. Questa prima parte è importantissima perché è in grado di suggerirci se lo studio può esserci utile o meno a seconda delle conclusioni e dei dati che può fornirci, senza dover leggere l’intero articolo.

Come si interpretano i dati?

 

Se decidiamo di leggere lo studio, allora dobbiamo servirci di alcuni strumenti utili per la comprensione di alcuni vocaboli. Anche nell’abstract, talvolta si trovano delle informazioni sulla dimensione del campione, cioè sulla quantità di persone che si sono sottoposte allo studio per dimostrarne la veridicità; è una conseguenza diretta, dunque, che maggiore sarà il campione analizzato e più vicini alla realtà saranno i risultati.

La seconda cosa da osservare è la tipologia dello studio, cioè come questo viene condotto; la prima suddivisione è quella fra studi osservazionali, in cui si osserva un determinato evento in una determinata popolazione, e studi caso-controllo in cui si osservano due popolazioni distinte: una malata e l’altra no, per osservare i fattori di rischio e l’incidenza della stessa malattia in base ad un determinato fattore di rischio. Inoltre, esistono studi sperimentali o trials clinici randomizzati in cui si sperimenta una terapia rispetto al placebo; questi possono essere condotti scegliendo un gruppo di persone in modo casuale (randomizzato) al quale verrà somministrato il farmaco ed il placebo, senza che il medico ed il paziente ne siano a conoscenza (a doppio cieco).

Infine, ci ritroveremo con una marea di dati e numeri non facilmente comprensibili, perché nei diversi studi si utilizzano indici statistici differenti. Spiegarli nell’articolo risulta complicato e noioso, per cui approfondiremo l’argomento altrove e ci soffermeremo soltanto sul P value, che permette di stabilire se i risultati statistici dello studio siano rilevanti o meno; solitamente il valore del P value inferiore a 0.05 dà maggiore concretezza ai risultati dello studio.

Al termine della lettura ritroveremo le conclusioni, in cui bisognerà confrontare se esiste coerenza fra queste ed i risultati ottenuti, se alcuni dati sono giustificati e se vengono evidenziati i limiti dello studio.

Soltanto quando siamo in grado di comprendere se uno studio è reale o meno saremo in grado di suggerire informazioni nell’ambito medico e nutrizionale; con la salute non si scherza, quindi, non possiamo fidarci di chi decide di scrivere su un blog o su siti poco affidabili dalla mattina alla sera, bisogna razionalizzare ed informarci prima di agire.

 

Dott. Francesco Garritano

Responsabile dello Studio Nutrilab

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