Infiammazione da cibo: c’entra l’alimentazione moderna?

Infiammazione da cibo: c’entra l’alimentazione moderna?

 

L’Alimentazione moderna e l’infiammazione da cibo

La giornata tipo da un punto di vista alimentare ha subito notevoli cambiamenti nel corso degli ultimi anni: gli appuntamenti col cibo, oggi, sono numerosissimi (ivi inclusi aperitivi ed happy hour). Questa mutata alimentazione è caratterizzata dall’assunzione di quantità oltremodo esagerate di zuccheri e di lipidi non utili alla salute come i grassi saturi.

Alimentazione moderna e infiammazione da cibo.

Una dieta ricca di zuccheri e di grassi saturi causa uno stato di stress metabolico ed immunitario dopo ogni ingestione che persiste per circa sei-otto ore: più sono frequenti pasti così caratterizzati nel corso della giornata più questo stato di stress diventa continuo.

In cosa consiste questo stato di stress?

In uno stato infiammatorio di lieve entità, ma persistente, che spesso non dà segni evidenti ma che mina lo stato di salute conducendo alla lenta insorgenza di malattie cronico-degenerative come l’aterosclerosi (e quindi tutte le malattie cardiovascolari correlate), il diabete mellito, l’obesità, le malattie degenerative cerebrali come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla ecc. Spesso, dicevamo, questo stato infiammatorio non dà segni di sé ma in molti casi è causa di una sintomatologia vaga ed aspecifica che, se opportunamente codificata, ne rappresenta una spia valida per cambiare stile di vita.

A che cosa ci riferiamo?

A sintomi come il bruciore allo stomaco oppure i crampi muscolari oppure i dolori articolari oppure le lievi alterazioni dei valori della glicemia oppure l’alterazione della regolarità dell’alvo (alternanza di stitichezza e diarrea, per esempio) oppure le difficoltà a digerire oppure ancora la facile stancabilità e l’astenia fisica. Tutti questi sintomi, anche se trattati con farmaci sintomatici, non scompaiono mai definitivamente e a volte durano decenni.

Lo stato infiammatorio di lieve entità è alimentato anche dallo stress cronico psicosociale come l’insoddisfazione, i condizionamenti, la subordinazione forzata, la carenza di motivazione, i dispiaceri non elaborati, i contrasti nelle relazioni sociali e familiari, i lutti, ecc. Lo stress cronico, attraverso l’attivazione di vie nervose e di vie ormonali, crea infiammazione stimolando la sintesi dell’ormone dello stress (cortisolo). Crea, inoltre, un’alterazione della composizione della flora batterica intestinale (il cosiddetto “microbiota”) e della permeabilità della parete intestinale: le funzioni proprie dell’intestino (come la capacità di difesa verso agenti patogeni esterni ed il ruolo di filtro) si  modificano profondamente inducendo la comparsa, nel tempo, di altre tipologie di malattie (a cui non si è fatto riferimento finora)  come quelle allergiche e quelle autoimmunitarie.

Inutile dire che per evitare tali conseguenze bisogna cambiare stile di vita.

Oltre ad intraprendere uno stile di vita più attivo (con l’introduzione di una attività fisica regolare giornaliera) bisogna prendere in esame un cambiamento della propria dieta.

Come cambiare abitudini alimentari?

Azzerando il consumo di zuccheri (anche di quelli nascosti in bibite o prodotti dolciari industriali), consumando soltanto cereali integrali ed abbinando in ogni pasto una fonte di fibre (frutta, verdure e ortaggi), una di carboidrati (cereali integrali), una di proteine (sia vegetali sia animali) ed una di lipidi utili alla salute (olio extravergine d’oliva).

La vita futura in salute oppure in malattia dipenderà dal cibo che giornalmente avremo introdotto, come la resa di un vero e proprio “fondo di investimento”.

Dott. Salvatore Di Meglio

 

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