La lotta alle calorie: saper mangiare è un’arte, non una computa numerica!

La lotta alle calorie: saper mangiare è un’arte, non una computa numerica!

Purtroppo il discorso sulle calorie e sul conteggio calorico che si fa nelle diete è un argomento affrontato a iosa negli ultimi tempi. Eppure, chi mi conosce, sa la mia posizione in merito a tale argomento. Vorrei riaffrontare il tema su quanto veramente possano essere importanti le calorie, la loro computa, il calcolo in grammature, nei piani dietetici. Buona lettura!

La lotta alle calorie

Mi ritrovo sempre ad ascoltare nuove pazienti che giungono presso il mio studio chiedendomi: “Dottore, ma la dieta che avrò di quante Kcal sarà?” o ancora “Dottore, ma è vero che il melone bianco è più calorico del melone giallo?”, per non parlare delle affermazioni tipo “Dottore, ma gli alimenti integrali sono più calorici di quelli raffinati, ha senso ugualmente consigliarli in un piano alimentare?”.
Nel momento in cui sento affermazioni di questo tipo, mi rendo conto che , nonostante i passi da gigante nel campo della nutrizione, nonostante le nuove ricerche, ancora molti tra noi sono rimasti ancorati al concetto di computa calorica ed importanza primaria del conteggio delle calorie per dimagrire e per raggiungere risultati da un punto di vista nutrizionale.

Nei miei anni di studio universitari mi è stato insegnato che per dimagrire la prima cosa da fare era sicuramente ridurre l’introito calorico e contare ogni singola caloria assunta durante il giorno per rientrare nel fabbisogno energetico dell’individuo. Eppure, vi dirò, è stato oramai da tempo superato e rivoluzionato questo modo di pensare, sbarazzando via le calorie, le grammature e puntando tutto sulla gestione dei segnali che dalla periferia corporea arrivano al nostro cervello (chiameremo ipotalamo la parte più arcaica del nostro cervello ovvero la centralina dove arrivano e vengono elaborati questi segnali), che li analizzerà e risponderà con altri segnali positivi o negativi diretti nuovamente verso la periferia.

Calorie oppure segnali?

Ma cosa sono questi segnali? Sono prima di tutto delle molecole che portano delle informazioni sullo stato metabolico del corpo e sono prodotte in diversi distretti dell’organismo, come nel tessuto adiposo (queste si chiamano adipochine),  nell’intestino (queste si chiamano enterochine) ed nel tessuto muscolare (queste si chiamano miochine), che alla stregua degli ormoni riescono ad interagire con dei recettori presenti a livello del nostro cervello generando delle risposte positive o negative ai nostri organi, in funzione delle informazioni che l’ipotalamo ha ricevuto. Ma qual è fra tutte la più importante molecola segnale in grado di attivare o disattivare il nostro dimagrimento? Senza pensarci più di tanto, cito la leptina, ovvero una proteina che dal nostro grasso compie un lungo viaggio fino ad arrivare al nostro cervello. Ma cosa gli dirà di così importante?

Se al centro elaborazione dati (l’ipotalamo) arriva il segnale che non vi è disponibilità economica attraverso la nostra leptina, il nostro cervello si metterà in modalità risparmio energetico, ovvero diventerà economo e  quindi tende a risparmiare, con conseguente riduzione del metabolismo basale. Se la periferia invece dice al centro che il cibo non manca, il centro sarà in grado di farci dimagrire stabilmente, non solo non facendoci desiderare altro cibo ma mettendosi in modalità ON ovvero di attivazione dei principali operai endocrini come la tiroide, il surrene, le gonadi e l’apparato osteoarticolare:

  • ipotalamo → ipofisi → tiroide
  • ipotalamo →ipofisi → surrene
  • ipotalamo→ ipofisi → gonadi
  • ipotalamo → ipofisi → apparato osteoarticolare

 

Se la leptina, spia della situazione energetica complessiva dell’organismo “segnala” all’ipotalamo che si è in condizioni di abbondanza di cibo, il nostro organismo si regola di conseguenza e sotto la direzione del nostro cervello, l’ipofisi comanda a tiroide, surreni, gonadi, muscoli, ecc., i giusti segnali. Se la leptina segnala carenza di cibo questa perfetta concertazione viene meno con scorretto flusso dei segnali ormonali.

Mangiare consapevolmente

Ciò che è necessario fare è mangiare con la consapevolezza di attivare correttamente i segnali ormonali e di assecondare, quindi, l’orario di produzione degli ormoni secondo la fisiologia del nostro organismo

Cosa vuol dire, in pratica, assecondare l’orario di produzione degli ormoni? Vuol dire ottimizzare l’introduzione del cibo. Se nelle prime ore del mattino si ha un aumento dei valori ematici di testosterone, seguito poi da un picco di cortisolo ed ancora più avanti da quello degli ormoni tiroidei e pertanto se nelle prime ore della giornata predominano ormoni ad azione catabolica che portano al consumo energetico anziché all’accumulo (che vuol dire che al mattino la predisposizione del nostro corpo sarà volta a bruciare calorie), la nostra colazione dovrà essere tripartita ed abbondante per darci l’energia adeguata per affrontare l’intera giornata, per dare il segnale al nostro cervello che abbiamo fatto il pieno di nutrienti, per portare il nostro organismo in modalità “attivazione”; insomma per far si che le “calorie” introdotte in questa parte della giornata vengano consumate dall’organismo e non conservate come scorte per i momenti di carestia. Nel pomeriggio e alla sera sono secreti maggiormente gli ormoni anabolici come insulina o l’ormone della crescita e l’organismo è invece propenso all’accumulo, per cui il cibo assunto nelle ore serali sarà più facilmente immagazzinato come fonte energetica, ovvero come grassi di deposito. Per il nostro organismo non è la stessa cosa assumere dei cibi al mattino e gli stessi cibi alla sera!

Quindi, il consiglio che vi dò, è quello di mangiare con coscienza: il nostro organismo non è una macchina conta-calorie, è una macchina molto ma molto più intelligente ed elaborata, che comunica attraverso segnali, attraverso imput di azione-risposta in seguito a quello che viene fatto sul proprio organismo. Vi invito a non ragionare più in termini di calorie, ma semmai in termini di ormoni, di meccanismi endocrini, quindi affidatevi alla qualità dei cibi, alla crononutrizione, ascoltate la vostra fame naturale e sappiate gestire al meglio le regole alimentari in relazione ai momenti della giornata in cui il vostro corpo vi chiederà di più oppure vi chiederà di meno!

Dott. Francesco Garritano

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