La nausea, ricorrente quando si riprende il ritmo giornaliero dopo le vacanze

La nausea, ricorrente quando si riprende il ritmo giornaliero dopo le vacanze

Quella spiacevole sensazione di disgusto verso il cibo e quella sensazione di vomito che ci perseguita durante il giorno: si tratta della nausea. E’ più frequente nel periodo del post-rientro, e allora come fare per contrastare il problema? Lo scopriremo nell’articolo che ho scritto per voi! Buona lettura!

Ho la nausea, perché mi succede?

La nausea è una parola che deriva dal greco e che significa mal di mare, è un sintomo non specifico associato a molte condizioni o malattie. È una sensazione di malessere allo stomaco, che a volte precede il vomito. Si può tenere sotto controllo, ma bisogna identificarne la causa. E i rimedi vanno calibrati a seconda dei casi.

Mi capita molto spesso di ascoltare pazienti i quali mi confidano che il loro rientro in città nel mese di Settembre, al lavoro ed al ritmo quotidiano, riporta loro alcuni disturbi che in vacanza erano totalmente assenti. Nei momenti di passaggio dalla vacanza al lavoro (e talvolta anche viceversa) capita di soffrire di nausee, giramenti di testa e dei più vari disturbi gastroenterici.

Innanzitutto, la prima cosa che viene da domandarci è: “Ci sono stati degli errori nello stile di vita e nell’alimentazione, oppure è un problema che dipende da qualche patologia di cui sto soffrendo”?
Una volta escluse cause più importanti e significative alla base della nausea, come malattie infettive, dell’apparato gastro-enterico, ecc, quello che bisogna valutare è il trattamento della nausea mediante lo stile di vita. Vediamo insieme come.

Oltre a elementi ovvi quali “invece che stare su una sdraio ora mi toccano otto ore al giorno di lavoro”, moltissimi per esempio smettono di muoversi (quello che in vacanza era il bagno in mare o la passeggiata tra i monti dovrebbe diventare una corsetta o almeno una passeggiata veloce durante i giorni di lavoro) e di fare colazione.

La colazione è un elemento essenziale per gestire non solo lo stimolo metabolico, ma anche lo stress, la salute tissutale e la fame. Ecco quindi che una persona che smette di fare colazione è più suscettibile ai disturbi del caso.

Assolutamente ovvio è che questo tipo di reazione si ha anche quando si passa dalla colazione (migliore) fatta con uova pane e pancetta a quella tipica (e pessima) dell’italiano medio, costituita da tè o caffè più o meno zuccherato e i biscotti.

Una colazione come l’ultima descritta favorisce la fermentazione intestinale e garantisce davvero poca autonomia glicemica, stimolando le variazioni pressorie che possono provocare, tra le altre cose, nausee, giramenti di testa e irascibilità.

Un altro elemento importante è che spesso chi torna dalle vacanze non si rende conto di passare dalla “masticazione” all'”ingurgitamento”. Smettere di masticare (o masticare molto poco) non garantisce una buona digestione e spesso provoca gastrite, ulcere intestinali e fenomeni allergici, di corredo e ausilio agli altri disturbi a cui abbiamo appena accennato.

Cosa non mangiare?

In alcuni casi la nausea rende letteralmente impossibile trattenere cibi solidi e può accadere di dover vomitare subito dopo mangiato.

Vediamo cosa è meglio evitare:

  • cibi grassi
  • formaggi fermentati o alla panna
  • carni e pesci grassi
  • salumi
  • cibi fritti
  • cerali e pane integrale
  • pane in cassetta
  • legumi
  • dolci
  • pasta con sughi elaborati
  • verdura dura e non cotta
  • frutta non matura.

Inoltre è bene evitare gli alcolici e ed il caffè.

Quando a causa di uno di questi o altri elementi la digestione sia difficoltosa, l’uso anche continuato o a cicli di enzimi digestivi prima del pasto permette una migliore gestione di quello che si mangia, caratterizzando un supporto davvero formidabile al funzionamento del sistema enterico, almeno nei momenti di adattamento, con un effetto modulante anche sulla reattività allergica.

Qualora l’ufficio vi faccia particolarmente innervosire, il myo-inositolo rappresenta un buon supporto alla funzione epatica che spesso risente dei livelli crescenti di stress influenzando di conseguenza anche la funzione digestivo-intestinale.

Un test dell’infiammazione da cibo può in tutti questi casi essere utile: spesso di ritorno dalle vacanze si ritorna ad abitudini frettolose che cambiano la scelta degli alimenti o la riducono in maniera drastica: ecco che l’infiammazione può così essere spinta a crescere e peggiorare il quadro di benessere o malessere.

Un rimedio omeopatico che si adatta quasi perfettamente a tutti i disagi causati o acuiti dal ritorno allo stress quotidiano, è la Nux Vomica. Cocculine (Boiron) che contiene anche Petroleum, Tabacum e Cocculus indicus, oltre alla celebre Nux Vomica, è ottimo da utilizzare per i disturbi enterici, soprattutto quando centra il rientro in città.

Dott. Francesco Garritano

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