Lo sapevi che il movimento aiuta molto in caso di disfunzioni tiroidee?

Lo sapevi che il movimento aiuta molto in caso di disfunzioni tiroidee?

Fare sport è essenziale per il nostro organismo, ma ancora più importante è l’effetto che ha sulla nostra tiroide! Alcuni nuovi studi hanno documentato come un importante network metabolico sia in grado di incidere profondamente sul nostro metabolismo e come esso dipenda proprio dal nostro stile alimentare e sportivo. Leggete l’articolo per saperne di più!

Come dico sempre ai miei pazienti, sia in condizione fisiologica o patologica del nostro organismo, che sia l’obesità, un dismetabolismo, l’ipotiroidismo, una patologia cardiovascolare, una patologia autoimmune, ecc., o semplicemente per perdere peso, quello che  è giusto fare e continuare a fare sempre in maniera costante è il praticare esercizio fisico. La realtà però è che ci va sempre meno di andare in palestra o fare una corsetta, e questa poca volontà ci porta a preferire il divano alle scarpe da ginnastica, facendo salire la lancetta della bilancia. Per consentire il dimagrimento nello sport bisogna agire sulla produzione della leptina, ormone secreto dal tessuto adiposo scoperto nel 1994, che agisce sul nostro centro di controllo interno l’ipotalamo regolando il nostro senso di fame e di sazietà, ed agisce attivando gli assi ipotalamici (ipotalamo -ipofisi – tiroide / ipotalamo – ipofisi – surrene / ipotalamo – ipofisi – gonadi / ipotalamo -ipofisi muscolo, ecc.) che così funzionano correttamente e portano ad un corpo che sia correttamente composto in termini di massa magra, massa grassa e stato di idratazione .Questa molecola avrà un flusso continuo ed attivante del metabolismo solo se sono presenti tre presupposti importanti: cibo di qualità ed in quantità, proteine ad ogni pasto e movimento costante! Inoltre se avremo una buona produzione di leptina, si attiverà anche un’altra adipochina che, in sinergia con la prima, stimola il dimagrimento dopo che questo è stato già avviato.

Cosa bisogna sapere per affrontare correttamente l’attività fisica?

Cosa deve rispettare un individuo che fa sport per rispettare in modo equilibrato i propri fabbisogni? Innanzitutto, bisogna rispettare la normocaloricità della dieta rispetto ai fabbisogni, la normoproteicità della dieta rispetto al turnover rilevato, bisogna curare non solo la macronutrizione ma anche la micronutrizione per ripristinare in maniera efficace e selettiva i consumi vitaminici e minerali. E’ inoltre necessario controllare lo stato ossidativo e dei radicali liberi e ridurre l’ infiammazione che si viene a generare in seguito a sforzo muscolare.
La quota di carboidrati deve essere sempre presente nell’alimentazione, perché è bene ricordare che i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati: è necessario quindi, oltre che essere in normoproteicità, anche in normocaloricità. Infatti, in regime ipocalorico l’ipotalamo impedisce al muscolo di svilupparsi anche se è alto l’apporto proteico, non a caso le diete iperproteiche sono ipocaloriche.
Quando si è in ipocaloricità, il segnale centrale condotto dalla leptina, dalla resistina e dall’adiponectina (importanti ormoni responsabili del controllo del centro metabolico) non viaggia correttamente: si innesca così una risposta allo stress, condotta dall’asse crh-acth-cortisolo, e la conseguenza è che chi non mangia è spesso triste, irritabile,  incapace di concentrarsi e tende al deperimento muscolare. ll comportamento alimentare e il peso corporeo è strettamente correlato alla proteina r-Agouti (AgrP),un neuropeptide ipotalamico: quando  l’intake calorico e proteico non sono adeguati al metabolismo di una persona, questa va a rallentare fortemente il metabolismo energetico (con funzione di risparmio), grazie alla sua azione di inibizione dei recettori della melanocortina (MC3R e MC4R), notoriamente deputati all’innalzamento dei consumi conseguente a stimolo leptinico. I recettori della leptina si trovano nella parte più antica del cervello, ovvero nel nucleo arcuato dell’ipotalamo.
Sono gli adipociti e non l’intestino a segnalare l’errato comportamento alimentare. Una volta che il segnale sbagliato arriva all’ipofisi, questa ghiandola manda segnali sbagliati all’asse del surrene, all’asse tiroideo, a quello gonadotropico e anche all’asse di crescita corporea, ovvero il GH. In particolare vediamo che l’ormone della crescita GH, rilasciato dall’ipofisi, favorisce la sintesi proteica aumentando il trasporto di amminoacidi attraverso la membrana plasmatica, stimolando la trascrizione di RNA o attivando i ribosomi che incrementano la sintesi proteica, e inoltre favorisce l’utilizzo dei grassi come fonte energetica rallentando il consumo degli zuccheri.

Irisina, sport e metabolismo

Non tutti però sanno che durante l’attività fisica, l’organismo produce un piccolo ormone che si chiama irisina  i cui livelli aumentano in modo proporzionale all’attività fisica.

Questa molecola secreta dal tessuto muscolare e individuata già quattro anni fa, favorisce  la trasformazione del grasso bianco in grasso bruno, considerato benefico per l’organismo.

Il grasso bruno può essere considerato un brucia grassi naturale, mentre il grasso bianco, quando è in eccesso, può rivelarsi molto pericoloso. Può diventare, infatti, una fonte di sostanze infiammatorie che danneggiano diversi organi favorendo l’insorgenza di malattie molto diffuse negli obesi quali le malattie cardiovascolari, le disfunzioni tiroidee quali l’ipotiroidismo ed il diabete.

Oltre al discorso grasso le ricerche sull’irisina  negli anni sono andate avanti. Si è visto infatti, che la sua azione, possa esplicarsi anche a livello osseo, rendendo le nostre ossa più resistenti sia praticando attività fisiche di tipo aerobico che anaerobico.

Quindi possiamo concludere che fare sport fa bene e che gli effetti positivi passano attraverso queste piccole molecole come l’irisina che oltre a farci dimagrire attivando il nostro metabolismo, fortifica anche le nostre ossa. Quindi un’attività fisica personalizzata, da praticare con regolarità, è indispensabile.

Foxa2, tiroide e metabolismo

Ora una ricerca svizzera, effettuata al Politecnico di Zurigo, ha trovato una soluzione: per farci venir voglia di fare attività fisica, o in ogni caso per farci muovere di più, non c’è bisogno di “doparci”. Basta mangiare consapevolmente e nella maniera adeguata. Secondo i ricercatori infatti, il segreto del movimento sta in una proteina, la Foxa2 la quale, per dirla in parole povere, è la nostra “spinta al movimento”.

Secondo gli esperimenti di laboratorio, gli scienziati svizzeri hanno individuato nella Foxa2 una proteina che si “accende” se siamo a digiuno, ma incredibilmente si spegne quando abbiamo lo stomaco pieno. In un esperimento effettuato su topolini geneticamente modificati, è stato notato come i topi che avevano la Foxa2 costantemente attivata, si muovevano 5 volte in più rispetto ai topi normali, bruciando ovviamente più grassi e, a parità di nutrimento, restando più magri. Spiegano i ricercatori che il segreto è che la molecola è un fattore di controllo dell’attività di altri geni e funziona sia nel cervello sia nel fegato dove regola il modo in cui bruciamo i grassi.

Infatti, essendo presente nell’ipotalamo, la parte del cervello in cui viene controllato l’appetito, questa proteina resta attiva nella maggior parte del tempo, ma quando mangiamo, producendo insulina, questa sostanza la va a disattivare, almeno finché è presente. L’insulina, per essere precisi, regola l’attività di due molecole, MCH e orexina, rispettivamente controllori di appetito e voglia di muoversi. Secondo gli esperti, si tratta di un adattamento evolutivo in quanto i nostri antenati, non avendo i supermercati dove fare la spesa, venivano invogliati a muoversi, e dunque a cacciare, quando lo stimolo della fame si faceva sentire, e si attivava la Foxa2. Se al contrario, questa proteina non avesse avuto effetto, probabilmente l’uomo non sarebbe mai stato invogliato a procacciarsi il cibo, e quindi la specie sarebbe stata in pericolo.

Tornando ai giorni nostri, i consigli degli esperti per mantenere attiva questa voglia di fare movimento sono di mangiare tanto a colazione e pranzo, poco a cena, e soprattutto non fare spuntini fuori orario, i quali tendono a far “assopire” la Foxa2.

Dott. Francesco Garritano

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19956259

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