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Lo zinco, fedele alleato nella lotta per il Coronavirus e per i Rhinovirus

Lo zinco, fedele alleato nella lotta per il Coronavirus e per i Rhinovirus

Ultimamente sono avanzate nuove ricerche a favore dello zinco nella lotta contro il COVID; ci si chiede come questo sia possibile, in quali alimenti si trova e come aiuta nella nostra salute. Scopriamolo in questo articolo.

Il minerale prezioso per la salute

Lo zinco è un microelemento che prende parte a diversi complessi enzimatici importanti per il nostro organismo, come ad esempio la Superossido dismutasi, che ha azione antiossidante, l’alcool deidrogenasi, la lattico deidrogenasi, le proteine zinc fingers che sono coinvolte nella regolazione della trascrizione del DNA, e molte altre. Infatti, lo zinco è fondamentale per garantire il corretto funzionamento di molti ormoni, soprattutto quelli della crescita e quelli sessuali, riduce l’acne a livello topico, ha attività anti-microbiche e a livello del sistema immunitario influenza la reattività dei linfociti; inoltre, nel caso in cui dovessero manifestarsi delle tossicità da metalli, grazie alla capacità dello zinco di legarli, ne diminuisce l’assorbimento. La dose giornaliera raccomandata di zinco varia principalmente a seconda dell’età: nei bambini è pari a 10 mg, negli adolescenti 12-15 mg, nelle donne in gravidanza e durante l’allattamento rispettivamente 15 e 19 mg. Ma da quali alimenti possiamo assumere zinco?

Gli alimenti più ricchi di zinco sono il fegato, la carne di manzo, le ostriche, i crostacei, i gamberoni, i semi di zucca, il lievito di birra ed il formaggio, per questo motivo chi segue una dieta vegetariana o vegana ha spesso delle carenze, anche perché la biodisponibilità dello zinco è pari al 20-30%, ciò significa che rispetto alla quantità che noi ingeriamo, solo il 20-30% viene assorbito in circolo ed utilizzato dal nostro organismo. Infine, la biodisponibilità è compromessa dalla presenza di fitati, fosfati organici e di calcio nella dieta o quando si ha un malassorbimento intestinale, in caso di alcolismo, di dialisi, di trattamento con diuretici e di ustioni.

Lo zinco in azione contro Coronavirus e Rhinovirus

I ricercatori dall’università di Sechenov, in collaborazione con i colleghi dalla Germania, dalla Grecia e dalla Russia, hanno esaminato gli articoli scientifici sul ruolo di zinco nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni virali e della polmonite, con le proiezioni su quelle causate da SARS-CoV-2. I risultati sono stati pubblicati nel giornale internazionale di medicina molecolare.

Lo zinco è necessario per metabolismo ed il funzionamento normali dei sistemi riproduttivi, cardiovascolari e nervosi, ma è egualmente importante per il sistema immunitario, in particolare per la proliferazione e la maturazione dei globuli bianchi (alcuni di loro possono catturare e digerire i microrganismi ed altri – per produrre gli anticorpi). Inoltre, lo zinco è compreso nel regolamento di infiammazione. Quindi, i livelli normali di zinco supportano la resistenza umana ad infiammatorio ed alle malattie infettive.

Secondo i preventivi correnti, il rischio di carenza di zinco è osservato in più di 1,5 miliardo genti nel mondo. In Russia, la carenza di questo elemento si presenta in 20-40% della popolazione; in alcune regioni raggiunge 60%. Dato il ruolo cruciale di zinco nel regolamento di immunità, una può proporre che la sua insufficienza possa essere considerata come fattore di rischio per le malattie infettive.

Gli scienziati hanno esaminato i risultati degli studi sull’uso di zinco-contenere le droghe per l’aumento dell’immunità ed impedire le infezioni virali, compreso SARS-CoV-2 che ha causato a scoppio COVID-19 questo anno. Gli studi precedenti hanno indicato che lo zinco e sui di legante possono rallentare il lavoro del RNA polimerasi (un enzima che sintetizza le molecole virali del RNA) dei coronavirus e sopprimere la loro diffusione nell’organismo. Una delle sostanze che stimolano l’assorbimento cellulare dello zinco, la clorochina, già è stata provata sui pazienti con SARS-CoV-2, ma i sui forti effetti secondari lo rendono necessario cercare altri composti con un simile effetto o usare esclusivamente lo zinco. Tuttavia, entrambe le opzioni sufficientemente non sono state studiate o non provato state ancora.

Le osservazioni dello sviluppo di altri virus, quali i rhinovirus (questa famiglia include gli agenti patogeni delle malattie respiratorie acute, del classico raffreddore e sinusite), indicano che un aumento nel livello di zinco in celle sopprime la replica (riproduzione) del virus e stimola la produzione dell’alfa dell’interferone, che ha un’attività antivirale. Ad oggi si conoscono più di 100-150 tipi di rhinovirus sierologicamente distinti; pur lasciando un’immunità permanente tipo-specifica, l’infezione con un tipo di virus non offre protezione verso gli altri tipi.

Inoltre, la carenza di zinco è considerata come uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di polmonite: aumenta la predisposizione agli agenti infettante ed alla durata di malattia. Parecchi studi mostrano l’efficacia delle droghe zinco-contenenti nella severità e nella durata diminuenti dei sintomi e di diminuzione della prevalenza di polmonite. Tuttavia, generalmente i dati sull’uso di zinco come terapia, piuttosto che la prevenzione, sono contraddittori.

Un’altra applicazione possibile di zinco è modulazione di infiammazione. I dati attuali indicano che gli ioni dello zinco hanno un effetto antinfiammatorio, diminuente il danneggiamento del tessuto polmonare nella polmonite. Lo zinco egualmente aiuta l’organismo a resistere ai batteri e la polmonite batterica si presenta frequentemente in pazienti con le infezioni virali secondarie.

Gli studi recenti intrapresi dagli scienziati da U.S.A. hanno confermato questi presupposti, dimostranti l’effetto dell’assunzione dello zinco sul rischio di corso severo e l’esigenza di ventilazione artificiale in pazienti con COVID-19. Di conseguenza, secondo la ricerca corrente, lo stato adeguato dello zinco può portare giù la probabilità delle malattie respiratorie contagiose, della polmonite e delle sue complicazioni.

Fonti bibliografiche:

  • Skalny, A.V., et al. (2020) Zinc and respiratory tract infections: Perspectives for COVID‑19. International Journal of Molecular Medicine.

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