Non dimagrisco per colpa dell’ipotiroidismo

Non dimagrisco per colpa dell’ipotiroidismo

Stanchezza, aumento di peso, capelli fragili, depressione, pelle secca, irregolarità mestruali, sono tutti sintomi che caratterizzano la condizione di ipotiroidismo, una disfunzione della tiroide che colpisce circa un milione di persone, soprattutto il genere femminile. Esiste un modo per migliorare la patologia tramite l’alimentazione? Leggete l’articolo per saperne di più.

Quando la tiroide è lenta

Diverse mie pazienti si lamentano di non riuscire a dimagrire pur scegliendo un regime alimentare salutare, trascurando la condizione di ipotiroidismo che le affligge. La tiroide è, infatti, una ghiandola in grado di svolgere numerose funzioni, tra le quali il mantenimento dell’equilibrio metabolico. Se soffriamo di ipotiroidismo il nostro metabolismo andrà a rilento ed il corpo tenderà ad accumulare. Questo succede perché l’ormone biologicamente attivo fT3 è coinvolto nella catena respiratoria che avviene all’interno del mitocondrio, tramite la quale si produce l’energia che servirà al nostro organismo per le sue attività metaboliche, sotto forma di ATP. La catena respiratoria, però, è in grado di produrre sia calore sia ATP, a seconda se gli assi metabolici siano attivati o meno. Infatti, in presenza di fT3, quindi quando la tiroide è attiva, la catena non sarà coinvolta nella produzione di ATP, ma parteciperà al processo di produzione del calore mediato dalle proteine disaccoppianti (UCP), quindi, l’organismo produrrà meno ATP, saranno meno i processi che utilizzeranno energia di sintesi (ATP), come ad esempio l’accumulo di grasso; contemporaneamente, però, produrrà calore (brucerà calorie per intenderci) che servirà per il mantenimento della temperatura dell’organismo, per questo motivo chi ha una tiroide funzionante non aumenta di peso ed ha un corpo caldo, mentre se non è funzionante si hanno brividi di freddo anche quando le temperature esterne sono alte.

L’asse tiroideo

Ma come si fa a mantenere in equilibrio l’asse tiroideo? Dobbiamo immaginare che i protagonisti dell’asse sono tre: l’ipotalamo, l’ipofisi e la tiroide; l’ipotalamo in seguito allo stimolo attivatorio produce il TRH, che arriva all’ipofisi stimolando il rilascio del TSH, che a sua volta promuove la sintesi degli ormoni tiroidei. Lo stimolo a livello ipotalamico è adeguato nel momento in cui vi è una sufficiente presenza di leptina in circolo, un ormone prodotto dal tessuto adiposo e che segnala all’ipotalamo la possibilità di aumentare il dispendio energetico, abbassando l’introito calorico. È proprio grazie alla leptina se riusciamo a dimagrire mangiando, infatti, chi mangia cibo in quantità, di qualità e si muove costantemente, non ha problemi di attivazione metabolica e la tiroide è in perfetto equilibrio.

Cause di ipotirodismo

L’ipotiroidismo può essere causato da diversi fattori, a partire da difetti congeniti a livello centrale, che possono essere trattati con un supporto farmacologico, ma anche da fattori esterni. Le diete ipocaloriche sono le prime responsabili di rallentamento metabolico, infatti, se un soggetto mangia poco e male, non muovendosi è normale che l’organismo, spaventato da una possibile carestia, tende a conservare l’energia sotto forma di grasso e l’individuo non perderà peso. Un’altra causa di ipotiroidismo è quella mediata dai farmaci, definito anche ipotiroidismo iatrogeno, causato da antiaritmici, antidepressivi, antivirali, ecc. ecco perché ripeto sempre che spesso non si usano i farmaci, ma se ne fa abuso. Infine, una causa molto comune di ipotiroidismo è la tiroidite di Hashimoto, un’infiammazione cronica autoimmune, in cui la tiroide viene distrutta da auto-anticorpi, ovvero da anticorpi che colpiscono le cellule della tiroide, distruggendola.

Si parla, quindi, di ipotiroidismo subclinico quando si hanno valori del TSH compresi tra 5 e 10 μU/ml con fT4 e fT3 nella norma ed assenza di sintomi clinici, mentre si tratta di ipotiroidismo clinico o conclamato, quando oltre a quelli del TSH, anche i valori di fT3 ed fT4 sono bassi. I sintomi che caratterizzando l’ipotiroidismo sono i seguenti:

  • Astenia;
  • Rallentamento motorio;
  • Intolleranza al freddo;
  • Bassa temperatura;
  • Aumento di peso e difficoltà a dimagrire;
  • Capelli fini e secchi;
  • Cute secca;
  • Pallore;
  • Alterazioni del ciclo;
  • Edema periorbitale;
  • Riduzione della libido;
  • Sonnolenza;
  • Rarefazione delle sopracciglia;
  • Ritenzione idrica;
  • Umore flesso e alterazioni dell’umore, depressione;
  • Perdita di memoria;
  • Scarsa concentrazione;
  • Stipsi, gonfiore addominale;
  • Parestesie;
  • Dolori muscolari e articolari;
  • Bradicardia;
  • Bradilalia e macroglossia;
  • Versamento pericardico;
  • Dispnea;
  • Riflessi rallentati;
  • Riduzione dei peli.

Come rimediare

Può l’alimentazione porre rimedio al problema? Si, sia in caso di ipotiroidismo non autoimmune, che in caso di tiroidite di Hashimoto. Ho spiegato prima il meccanismo metabolico che andrebbe attivato: stimolando il rilascio di leptina dal tessuto adiposo, questa sarà in grado di attivare l’asse tiroideo e di aumentare la produzione di calore. Come fare? Partendo dalla prima colazione, che dovrà diventare il pasto più importante della giornata, in modo da inviare il corretto segnale a livello ipotalamico di energia; se a colazione mangiamo solo un cornetto con un cappuccino, l’ipotalamo avvertirà carestia e non consentirà al nostro corpo di bruciare i chili in eccesso, mentre se metteremo nel piatto frutta, carboidrati integrali e proteine di buona qualità, arriverà a livello centrale il segnale di aumentare il dispendio energetico. Quindi, è importante mangiare bene e tanto. Per mangiare bene, si intende, infatti di non consumare alimenti contenenti farine raffinate o zuccheri semplici, poiché causano la secrezione di insulina dal pancreas disturbando l’equilibrio metabolico del corpo e interrompendo il flusso continuo di leptina.

Attenzione a non sovrabbondare con l’assunzione quotidiana di calcio: esso è un inibitore della conversione periferica (fegato e reni) del T4 in T3.

Anche lo stress può interferire con la secrezione di leptina, infatti, l’individuo stressato tende ad accumulare maggiormente peso (vi consiglio di leggere a tal proposito il mio articolo), dunque il miglior metodo per allontanare lo stress traendone beneficio è praticare un’attività fisica costante, almeno 60 minuti al giorno, che sia una semplice camminata a passo svelto o seguire un corso in palestra, l’importante è muoversi: il movimento è il farmaco gratuito migliore che si possa assumere, riflettiamo!

E la Levotiroxina non si deve assumere? Io come membro dei medici di segnale credo nel potere dell’alimentazione, che riesce a stimolare gli assi metabolici, limitando l’uso di farmaci quando non necessari. Bisognerà valutare individualmente il caso, cercando di attivare il metabolismo naturalmente ed in caso poi accompagnare anche l’uso del farmaco.

Dott. Francesco Garritano

 

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