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Demuscolazione, microbiota intestinale, infiammazione e nutrizione!

Demuscolazione, microbiota intestinale, infiammazione e nutrizione!

Il microbiota intestinale è stato identificato come un fattore ambientale che influisce in modo significativo sull’accumulo di energia e sull’accumulo di grasso corporeo nei mammiferi, talvolta a favore e talvolta a scapito della muscolatura. Uno studio ha dimostrato come sia proprio una proteina a mediare il rapporto fra microbiota ed obesità. Leggiamo l’articolo per saperne di più.

Vivere più a lungo è associato a un aumentato rischio di malattie croniche, comprese le alterazioni del sistema muscoloscheletrico e immunitario, nonché disordini metabolici e alcuni tipi di cancro, ognuno dei quali può influenzare negativamente il rapporto tra ospite e microbiota fino al verificarsi della disbiosi. D’altra parte, i fattori dello stile di vita, tra cui un regolare esercizio fisico e una dieta sana, possono influenzare positivamente il muscolo scheletrico e l’invecchiamento immunitario a tutte le età. Di conseguenza, i benefici per la salute potrebbero dipendere in parte dall’effetto di tali interventi che influenzano la biodiversità e la funzionalità del microbiota intestinale. Vi sono effetti fisiologici dell’invecchiamento sul microbiota intestinale, sul sistema immunitario e sul muscolo scheletrico. In secondo luogo, vi sono associazioni tra attività fisica e fitness e la composizione del microbiota intestinale negli anziani… e un punto importante è considerare i meccanismi riparativi della protezione immunitaria attraverso l’attività fisica e interventi di esercizio specifici durante l’invecchiamento.

Sia la percentuale di persone anziane che la durata della vita continuano ad aumentare costantemente nelle società occidentali. Tuttavia, vivere più a lungo spesso comporta un aumento del rischio di malattie croniche, inclusi disturbi del sistema muscoloscheletrico e immunitario, nonché disordini metabolici e alcuni tipi di cancro, ognuno dei quali può influenzare negativamente la relazione tra ospite e microbiota. Sebbene vi sia un equilibrio dinamico tra l’ospite umano e il microbiota intestinale, le esposizioni dipendenti dall’età possono provocare interruzioni ecologiche del microbiota intestinale fino al verificarsi della disbiosi. Infatti, l’atrofia muscolare e il cattivo stato nutrizionale possono facilitare l’infiammazione, che potrebbe causare una disfunzione del sistema immunitario chiamata immunosenescenza. D’altra parte, i fattori dello stile di vita, tra cui l’attività fisica e le abitudini alimentari, possono influenzare positivamente il muscolo scheletrico e l’invecchiamento immunitario. Sono importanti gli effetti dell’attività fisica e dell’esercizio specifico e degli interventi dietetici sulla composizione del microbiota intestinale, sull’infiammazione e sulle prestazioni muscolari nella popolazione che invecchia. Di solito solo uno dei fattori dello stile di vita menzionati viene affrontato negli studi di intervento, mentre gli interventi combinati vengono applicati molto raramente. Lo sviluppo di un’ampia comprensione della connessione tra microbioma, stile di vita e dieta è un fattore cruciale per mantenere una buona salute nella nostra società che invecchia.

Microbiota e obesità

Quando parlo di microbiota mi riferisco all’insieme di batteri presenti nel nostro intestino, in grado di mantenere in equilibrio diverse funzioni fisiologiche, tra le quali anche il metabolismo dei grassi. Infatti, è da anni che la ricerca si concentra sulla relazione fra batteri presenti nell’intestino e predisposizione all’obesità, in quanto è stato visto come il microbiota possa contribuire a far diventare o meno un individuo obeso, agendo sulla digestione degli alimenti ed influenzando la composizione dei tessuti dell’organismo. A confermarlo sono anche diverse ricerche che, tramite l’eliminazione del microbiota intestinale in topi di laboratorio, hanno dimostrato la presenza di meno tessuto adiposo rispetto a prima, sottolineando quindi l’importanza del microbiota sia nell’introito calorico che nell’immagazzinamento di energia. Infine, anche il microbiota ha un suo orologio biologico, come potrete leggere nell’articolo cliccando qui, per cui è sincronizzato con l’alternanza del ritmo luce/buio, proprio come i processi metabolici.

Lo studio

A dimostrare l’importanza di questa relazione è lo studio riportato sotto, che ha scoperto come una proteina, o meglio, un fattore di trascrizione sia in grado di agire fra microbiota ed accumulo del tessuto adiposo. Si chiama NFIL3, è un fattore che regola l’espressione di specifici geni, in questo caso regola e controlla il metabolismo dei lipidi. Mi spiego meglio: sapete che le cellule intestinali svolgono la funzione di assorbire le sostanze nutritive arrivate qui tramite l’ingestione di alimenti, ma chi controlla quando e quanti lipidi assorbire durante il giorno? NFIL3, seguendo il ritmo circadiano. E chi controlla e regola NFIL3 e la sua espressione? Il microbiota intestinale!

Ecco perché fra i due elementi vi è una reciproca associazione, non esiste l’uno all’infuori dell’altro.

Conferme date dallo studio

Lo studio non è affatto banale se si pensa come sia importante mantenere in equilibrio questo distretto. Il microbiota, un importante fattore coinvolto nella dieta di segnale, è un importante centro di regolazione dei nostri metabolismi, perciò dovremmo tenerlo sempre in equilibrio, proteggendolo e mangiando sano. Infatti, quando questo perde il suo ritmo circadiano crea problemi metabolici. Un esempio è dato dai turnisti, da chi cambia spesso orari perché viaggia, che hanno maggiore rischio di contrarre patologie metaboliche quali obesità, diabete o comunque sindrome metabolica.

Per evitare disbiosi, quindi perdita dell’equilibrio del microbiota, si dovranno seguire poche piccole dritte quotidiane:

  • Mangiare sano, cibo di qualità, seguendo il nostro ritmo biologico;
  • Eliminare dalla dieta zuccheri semplici e farine raffinate;
  • Evitare l’uso di antibiotici, ma se indispensabili assumerli insieme ad un probiotico;
  • Evitare lo stress oppure scaricare le tensioni facendo movimento;
  • Ripristinare la barriera intestinale se si soffre di leaky gut;
  • Evitare di prendere peso, per limitare il rischio di diabete ed obesità;
  • Trattare le infiammazioni croniche intestinali;
  • Evitare l’alcool ed il fumo;
  • Aumentare l’uso di fibre vegetali;
  • Seguire una corretta igiene del sonno;
  • Masticare lentamente per consentire una migliore digestione degli alimenti.

Si trattano di poche regole, che se seguite, garantiranno l’eubiosi intestinale ed il benessere fisico, che spesso in caso di disbiosi ostacola anche la nostra vita sociale.

 

Dott. Francesco Garritano

 

 

Fonti bibliografiche:

  • Wang Y et al. The intestinal microbiota regulates body composition through NFIL3 and the circadian clock. Science 01 Sep 2017: Vol. 357, Issue 6354, pp. 912-916
  • Strasser, B.; Wolters, M.; Weyh, C.; Kruger, K.; Ticinesi, A. Gli effetti dello stile di vita e della dieta sulla composizione del microbiota intestinale, sull’infiammazione e sulle prestazioni muscolari nella nostra società che invecchia. Nutrienti 2021 , 13 , 2045.

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