Pastorizzazione e radiazione nucleare sugli alimenti: cosa mangiamo?

Pastorizzazione e radiazione nucleare sugli alimenti: cosa mangiamo?

 

 

Quando gli alimenti subiscono trattamenti pericolosi: le radiazioni nucleari a tavola!

Non sempre frutta e verdura sono alimenti freschi, ma possono essere stati irradiati e pertanto apportare rischi seri alla salute del consumatore. Vediamo come.

 

Quando ci rechiamo dal fruttivendolo a comprare frutta e verdura pensiamo di fare qualcosa di utile per la nostra salute, qualcosa di giusto, sano e corretto.

Siamo là per comprare i prodotti naturali, le materie prime, quelle crude che madre natura ci offre.

Sapete però, che è possibile che dai nostri fruttivendoli o nel banco frutta dei grandi supermercati, possiamo ritrovare frutta cotta?

Si tratta di alimenti che hanno subito la “pastorizzazione a freddo” così viene chiamato il processo basato sull’irraggiamento di questi prodotti con radiazioni ionizzanti.

Quello che era un alimento vivo diventa quindi un alimento morto perché ciò che la “pastorizzazione a freddo” fa, è trattare gli alimenti con radiazioni elettromagnetiche ionizzanti, che come ben sappiamo, oltre a “cuocere” l’alimento, lo rendono pericoloso per la salute del consumatore: queste radiazioni, infatti, derivano da isotopi radioattivi come il Cobalto 60 e il Cesio 137.

La quantità delle radiazioni iniettate dipendono dal tipo di alimento (la banana è uno dei più soggetti) e tale processo avviene per eliminare specie patogene presenti nell’alimento stesso, quali batteri, uova di insetto o larve o per bloccare la loro proliferazione.

L’idea di partenza è quindi quella di proteggere il consumatore dal pericoli di ingerire parassiti e patogeni, ma in realtà l’interesse a compiere la pastorizzazione è tutto dalla parte del business, ossia lo si fa per aumentare la shelf-life, o “vita commerciale” dell’alimento, che a sua volta si manterrà integro più a lungo.

C’è da dire che questi trattamenti, approvati dal Codex Alimentarius Commission, in Italia sono ristretti e limitati a pochi alimenti, quali aglio, cipolla e patate e poi erbe, spezie e condimenti vegetali che subiscono sterilizzazione. Tuttavia, è possibile ritrovare anche frutta e verdura, che hanno subito processi di irradiazioni, in tutti i supermercati e in qualsiasi fruttivendolo d’Italia, semplicemente perché l’importazione di tali prodotti nel nostro Paese aumenta sempre di più.

Come ci accorgiamo se gli alimenti sono stati pastorizzati?

Alcune volte è facile capire se l’alimento che dovrebbe essere fresco in realtà è stato pastorizzato, mentre altre volte è necessario ricorrere a dei test che il consumatore non può mettere in atto autonomamente.

Gli alimenti irradiati si possono riconoscere dal punto di vista organolettico: presenteranno odore, colore, sapore e consistenza diversi dal solito, dovuto ai fenomeni di ossidazione, polimerizzazione e formazione di varie sostanze, tutti causati dalle radiazioni.

La speranza per il futuro, molto prossimo, dovrebbe essere quella di raggiungere per lo meno una conoscenza e coscienza da parte del consumatore che deve sapere cosa compra e cosa mangia. E questo è possibile mediante una più rigorosa etichettatura dei prodotti che hanno subito radiazioni da parte della normativa italiana che deve dare priorità all’informazione dei propri consumatori.

 

Dott. Francesco Garritano

Responsabile dello Studio Nutrilab

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