Patologie alla tiroide e disturbi cardiovascolari: cerchiamo di capire meglio.

Patologie alla tiroide e disturbi cardiovascolari: cerchiamo di capire meglio.

Tachicardia, bradicardia, aritmie, disturbi cardiaci e anche problemi alla tiroide: è possibile? Certo! La ghiandola tiroidea influenza in maniera importante la salute di altri distretti del nostro organismo tra cui anche quello cardiovascolare. Leggete l’articolo per saperne di più!

Malattie della tiroide e disturbi cardiovascolari

Se non curati, i disordini della tiroide possono avere conseguenze importanti per il cuore: anche variazioni lievi dei livelli fisiologici degli ormoni tiroidei possono determinare un problema cardiaco.
Alcune patologie tiroidee, come la tiroidite di Hashimoto, sono state associate a un aumento del rischio di ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, aritmia cardiaca, aterosclerosi, malattia cardiaca e ictus. Anche la fibrillazione atriale sembra avere un’associazione stretta con le malattie tiroidee.
L’ipotiroidismo può causare il rallentamento di numerose funzioni del corpo, inclusa quella cardiaca. Questo provoca un indebolimento del lavoro cardiaco nella fase di contrazione (quella sistolica) e in quella di distensione (diastolica). Inoltre può causare l’indurimento delle pareti interne dei vasi sanguigni: di conseguenza, il cuore non è in grado di pompare con l’intensità necessaria. Quando il cuore non si rilassa tra un battito e l’altro può insorgere una disfunzione diastolica: questa è una condizione grave che può causare un accumulo di sangue negli organi del corpo, soprattutto nei polmoni, e che prende il nome di congestione polmonare.
Un altro effetto dell’ipotiroidismo è il cuore ipertrofico, in cui il muscolo cardiaco si allarga in risposta al sovraccarico cui è sottoposto; questo fatto, a sua volta, può portare all’insufficienza cardiaca. Altre complicazioni possono essere effusione pericardica ed elevati valori di omocisteina (su cui ho parlato precedentemente in un articolo che potrete trovare cliccando qui), fenomeno associato a un aumento del rischio cardiovascolare.
L’ipertiroidismo può, al contrario, essere responsabile di una contrazione cardiaca più intensa del normale e di un aumento del battito cardiaco. Il cuore lavora più duramente e questo può creare problemi più gravi alle persone già affette da una malattia cardiovascolare. L’emissione di sangue dal cuore aumenta e la pressione sanguigna all’interno del ventricolo diventa elevata.
Tra le altre complicazioni cardiache dell’ipertiroidismo possiamo ricordare la fibrillazione striale che può provocare l’aumento del rischio che si formino dei coaguli di sangue, pericolosi perché, a loro volta, possono condurre all’ictus o all’embolia polmonare. Anche l’arresto cardiaco e la morte cardiaca improvvisa possono essere il risultato di un accresciuto ritmo cardiaco che si manifesta come conseguenza dell’ipertiroidismo. Ulteriori complicanze possono includere il prolasso della valvola mitrale e l’ipertensione polmonare. In alcuni casi le malattie della tiroide richiedono un trattamento che dura tutta la vita.

Sintomatologia cardiovascolare dei disordini tiroidei

La sintomatologia cardiovascolare può variare a seconda della condizione di eutiroidismo, ipertiroidismo (tireotossicosi o non) o ipotiroidismo in cui si trova la ghiandola. Come nel caso della tiroidite di Hashimoto, i diversi stadi della malattia possono comportare differenti conseguenze riflesse in merito alla salute cardiovascolare come appunto viene di seguito descritto.

Riportiamo i sintomi cardiaci più comuni legati all’ipotiroidismo.

  • Bradicardia (quando il cuore batte più lentamente). Gli ormoni tiroidei contribuiscono a regolare la frequenza del battito: quando questi ormoni non sono prodotti in quantità sufficiente, il numero di battiti può essere inferiore, anche di 10-20 battiti rispetto a un ritmo normale.
  • Mancanza di fiato durante l’esercizio fisico. Quando questi sintomi si riscontrano in pazienti con una malattia cardiaca, ci può essere il sospetto di un indebolimento del muscolo scheletrico o di un peggioramento di un’insufficienza cardiaca.
  • Ipertensione diastolica (la minima). Ciò è dovuto al fatto che anche se l’ipotiroidismo rallenta il metabolismo di una persona, può però causare un indurimento delle arterie che si traduce in un aumento dei valori di pressione arteriosa diastolica al di sopra di quelli normali.
  • Insorgenza o peggioramento dello scompenso cardiaco: nei pazienti con un disturbo cardiaco latente, l’ipotiroidismo può determinare un primo episodio di scompenso cardiaco e, nei pazienti con scompenso cardiaco controllato, ne può causare il peggioramento.
  • Peggioramento di coronaropatia: nei pazienti con angina (dolore toracico di origine cardiaca), l’ipotiroidismo può fare aumentare i livelli di colesterolo LDL e di proteina c-reattiva: entrambi questi elementi sono considerati fattori di rischio per la malattia coronarica.

Ecco ora i più comuni sintomi cardiovascolari associati ad ipertiroidismo.

  • Tachicardia (battito cardiaco accelerato). I pazienti ipertiroidei, in seguito a esercizio fisico anche di entità lieve, possono mostrare battito accelerato, sia durante l’esercizio stesso, sia a riposo. Possono insorgere anche altri tipi di aritmia, come fibrillazione atriale e contrazione ventricolare prematura (extrasistole).
  • Angina: il dolore toracico si può presentare come conseguenza dell’ipertiroidismo o può aggravarsi nel caso che il disturbo sia già presente in seguito a un problema di malattia cardiaca. I soggetti con coronaropatia sono maggiormente esposti al rischio che i fenomeni anginosi si intensifichino, così come sono maggiormente esposti al rischio di andare incontro a un attacco cardiaco.
  • Mancanza di fiato. Come nell’ipotiroidismo, anche nell’ipertiroidismo la difficoltà di respiro può essere il sintomo di debolezza muscolare o del peggioramento di un’insufficienza cardiaca.
  • Ipertensione sistolica, dovuta al fatto che le contrazioni cardiache più intense determinano un aumento della pressione sistolica, mentre l’indebolimento dei vasi contribuisce a ridurre la pressione diastolica.

Coloro che pensano di avere un problema di tiroide dovrebbero consultare il loro specialista, soprattutto se hanno sperimentato uno o più dei disturbi cardiaci sopra descritti.
Uno stile di vita controllato, un’alimentazione sana ed un’attività fisica costante sono importantissimi strumenti di prevenzione e di gestione nel trattamento di patologie tiroidee collegate anche a disturbi cardiovascolari, il tutto ovviamente va a coadiuvare la terapia medica alla base della quale si fonda la cura principale di suddette problematiche elencate.

Dott. Francesco Garritano

Nota importante per il lettore: le presenti informazioni nel campo della nutrizione non devono essere intese come sostitutive di eventuali terapie mediche farmacologiche da concordare ed assumere sotto lo stretto controllo del medico specialista.

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