Problemi di cirrosi epatica? Vediamo cos’è e quale alimentazione preferire.

Problemi di cirrosi epatica? Vediamo cos’è e quale alimentazione preferire.

 

 

La cirrosi epatica: un problema diffuso. Quale il ruolo dell’alimentazione?

Il fegato è uno degli organi più importanti del nostro corpo e quando si ammala, qualunque sia la malattia epatica evolve in cirrosi; il fegato è un’industria che metabolizza tutto quello che arriva dall’intestino e produce sostanze che sono importanti per la nostra sopravvivenza.

Basti pensare che un soggetto affetto da insufficienza epatica non può contare su nessun farmaco che gli salvi la vita: o avrà un “fegato nuovo” o il paziente muore!

Si tratta di un organo molto voluminoso, localizzato nell’ipocondrio destro, con un’enorme capacità di rispondere ai nostri fabbisogni energetici o depurativi; tant’è che prima che si manifesti l’insufficienza epatica il volume e la funzionalità epatica devono ridursi del 20%: questo spiega perché il decorso di molte malattie epatiche è del tutto asintomatico. Quando ci sono i sintomi della malattia vuol dire che la malattia è già in fase avanzata.

Cirrosi epatica: conosciamola!

La cirrosi epatica è la perdita progressiva degli epatociti, ovvero delle cellule funzionali del fegato.

Se un agente di qualsiasi tipo determina il progressivo depauperamento della funzionalità epatica abbiamo una delle manifestazioni della cirrosi epatica; ma quando le cellule muoiono, e non muoiono per apoptosi ma per necrosi, la regione di cellule morte viene sostituita da tessuto fibroso e quindi si realizza il completo sovvertimento della struttura iniziale del fegato.

Se il sistema viene sovvertito dalla fibrosi si viene a creare una sorta di sbarra per cui il sangue non riesce più a passare agevolmente e il fegato diventa iperteso. Questa condizione di cosiddetta ipertensione portale sfocerà poi nelle varie complicanze della cirrosi.

L’aspetto del fegato con cirrosi epatica è tipicamente nodulare, in quanto gli epatociti sono intrappolati in gange fibrose che alterano completamente il normale flusso della vena centro-lobulare, della vena portale e dell’arteria epatica.

Il picco epidemiologico di tale patologia è molto alto: esplode intorno ai 50-70 anni. Questo ci fa capire che le malattie epatiche hanno un decorso molto lungo e lento, inizialmente in maniera asintomatica ma con sintomi e segni clinici caratteristici: dolore, occhi gialli, tremore, diarrea, epatomegalia, manifestazioni cutanee.

La mortalità della malattia è in calo negli ultimi anni soprattutto perché riusciamo a combattere le malattie virali (epatite da HBV e da HCV) che restano comunque una delle cause più temibili di cirrosi. Altre cause importanti di eziopatogenesi di tale malattie sono:

-cause vascolari come la Sindrome di Budd-Chiari;

-malattie congenite delle vie biliari;

-cause iatrogene (sovraccarico di farmaci);

-cause criptogenetiche.

Cirrosi e alimentazione.

L’alimentazione è importante per preservare la funzionalità del fegato. Proprio per questo è consigliabile stare alla larga o quanto meno limitare sostanze particolarmente negative quali alcol, farmaci, caffeina, o addirittura tossiche come le diossine e i pesticidi residui in molti alimenti.

È bene quindi impostare un regime dietetico sul consumo di vitamine (soprattutto A, C ed E) e di Glutatione (enzima antiossidante naturale) attraverso il consumo di cereali integrali, frutta, verdura e pesce.

Importantissimi sono anche gli amminoacidi solforati (cisteina e metionina) che possono essere assunti tramite il consumo di uova (alimento con valore biologico 100) e tutti i vegetali appartenenti alla famiglia delle Crucifereae e delle Brassicaceae; tra gli ortaggi a bulbo merita particolare attenzione l’aglio, che in diversi studi ha dimostrato azioni protettive nei confronti di molteplici patologie tra cui anche le epatiti.

Oggi, tramite la conoscenza, la prevenzione è la migliore cura.

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. Francesco Garritano

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