Quale correlazione esiste fra fibromialgia e ossido nitrico?

Quale correlazione esiste fra fibromialgia e ossido nitrico?

Sono tante le visite che ricevo in studio in cui i pazienti soffrono del disturbo sempre più conclamato e ricorrente della fibromialgia.

Fibromialgia e patologie

È oramai risaputo che la fibromialgia è una malattia che si presenta con dolore cronico muscolo-scheletrico diffuso, insonnia e sonno poco ristoratore, stanchezza, cefalea, difficoltà di concentrazione e di apprendimento, parestesia e un deficit riguardante l’aspetto socio-lavorativo per quanto riguarda l’approccio col mondo esterno, sfiducia in se stessi. Il dolore varia da soggetto a soggetto presentandosi sotto varie forme e con diverse caratteristiche.
Alcune pazienti, ad esempio, mi raccontavano come per loro fosse difficile indossare abiti aderenti in quanto lo stretto contatto dell’indumento al corpo provocava loro non un fastidio ma addirittura dolore.

L’incidenza della malattia riguarda maggiormente le donne di mezza età, le donne in generale, seguono i malati di altre patologie mialgiche, uomini e bambini.

Assieme alla fibromialgia vi possono essere patologie correlate tra cui l’osteoartrite, patologie autoimmunitarie, lupus, sindrome da stanchezza cronica, emicrania, sindrome dell’intestino irritabile, disturbi del sonno, disturbi dell’umore, disturbi neuroendocrini, tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo.

Cause della fibromialgia

All’esame fisico non è individuabile alcun cambiamento strutturale o infiammazione muscolare nonostante una soglia del dolore notevolmente diminuita e una sensibilizzazione periferica che indica cambiamenti nei percorsi metabolici del dolore con un aumento dei livelli di sostanza P e una disfunzione dell’asse pituitario ipotalamico surrenale.

Sebbene la genesi della fibromialgia resta ancora un dilemma non completamente risolto, si sa che la patologia si ramifica nel sistema sensoriale periferico e centrale, e i fattori endogeni scatenanti potrebbero esser infezioni virali, dal morbo di Lime, dall’epatite e da cambiamenti ormonali ed endocrini, da farmaci, vaccini e da trauma fisico. È proprio la sensibilizzazione del sistema nervoso centrale che porta a cambiamenti funzionali nel sistema nervoso centrale che abbassa la soglia del dolore, aumenta i campi recettivi nervosi e l’eccitabilità dei neuroni spirali. Una volta che avviene la sensibilizzazione centrale, serve solo un minimo input per aumentare la risposta al dolore e mantenere lo stato di dolore cronico.

Mediante una tecnica di medicina nucleare si è riusciti a capire quali meccanismi fisiopatologici a livello centrale fossero alla base della patologia: questa tecnica è la cosiddetta tomografia computerizzata ad emissione singola di fotoni (spect) per eseguire scansioni di immagini del cervello. Grazie a questa tecnologia si è registrata la funzione cerebrale attraverso la misurazione del flusso sanguigno. Nei pazienti fibromialgici tale flusso è alterato e maggiori sono le alterazioni nella perfusione, maggiore è la gravità dei sintomi. È stata sospettato un eccesso di perfusione nelle aree cerebrali coinvolte nella elaborazione della dimensione del dolore.

Un’ulteriore ricerca effettuata mediante utilizzo della spect ha rilevato che alcune donne non di età avanzata con la fibromialgia avessero un’aumentata perfusione cerebrale in entrambi i lobi. Quindi esiste un’importante correlazione tra il flusso regionale cerebrale, l’intorpidimento mattutino e i disturbi del sonno.

Fibromialgia e ossido nitrico

Si collega a questa evidenza clinica l’elevata presenza sierica dell’ossido nitrico nella fase acuta dei sintomi: l’ossido nitrico, noto fattore vasodilatante, entra in gioco quando si deve mediare vasodilatazione e si mette in circolo, grazie all’attività della nitrossido sintasi, in seguito ad attivazione del sistema parasimpatico il cui mediatore è l’acetilcolina. L’attivazione del sistema parasimpatico mette in riposo quella del sistema simpatico, i cui mediatori sono i neurotrasmettitori catecolaminergici e serotoninergici: nei pazienti affetti da fibromialgia, infatti, si ha un calo di dopamina e del tono catecolaminergico.
La vasodilatazione media, quindi, una maggiore perfusione agli organi principali, quindi anche al cervello, in cui alcune aree risultano più sensibili a suddetta perfusione andando a mediare un’anomala percezione del dolore periferico.

Fibromialgia e trattamento nutrizionale

L’obiettivo del trattamento nutrizionale per la fibromialgia mira ovviamente anche ad abbassare il circolo biochimico dell’ossido nitrico, per ridurre l’aumentata perfusione del sangue nelle aree cerebrali.
Si consigliano pertanto i seguenti prodotti naturali:

  • glutatione ridotto
  • idrocobalamina
  • Tocoferoli naturali
  • Magnesio
  • Quattro differenti risorse di flavonoidi: estratti di Ginkgo Bilboa, estratti di Mirtillo, estratti di sylimarin e mora
  • Selenio
  • Coenzima Q10
  • Acido folico
  • Carotenoidi inclusi Licopene, Luteina e Alfa-carotene
  • Acido Alfa-Lipoico
  • Zinco (dosi modeste)
  • Manganese (dosi modeste)
  • Rame (dosi modeste)
  • Vitamina B6 nella forma di Pyridoxal fosfato
  • Riboflavina 5’-Phosphate (FMN)
  • Beatine (Trimethilglycine)
  • Acetil L-Carnitina

 

Dott. Francesco Garritano

 

Fonti bibliografiche:

  • Akkuş S, Naziroğlu M, Eriş S, Yalman K, Yilmaz N, Yener M. Levels of lipid peroxidation, nitric oxide, and antioxidant vitamins in plasma of patients with fibromyalgia.
  • Rus A, Molina F, Gassó M, Camacho MV, Peinado M, del Moral ML. Nitric Oxide, Inflammation, Lipid Profile, and Cortisol in Normal- and Overweight Women With Fibromyalgia.
  • Sendur OF, Turan Y, Tastaban E, Yenisey C, Serter M. Serum antioxidants and nitric oxide levels in fibromyalgia: a controlled study.

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