Quanto ne sai sul Colesterolo? Dalla differenza tra colesterolo buono e cattivo ai valori.

Quanto ne sai sul Colesterolo? Dalla differenza tra colesterolo buono e cattivo ai valori.

 

Sai tutto sul colesterolo? Valori alti? Per saperne di più leggi questo articolo!

La riduzione del colesterolo e dei grassi saturi per la prevenzione delle malattie cardiovascolari è stata messa fortemente in discussione da alcuni studi recenti.

È sempre più noto ed evidente, infatti, che le strategie di mercato portano a mascherare alcune verità a vantaggio degli interessi delle lobby farmaceutiche e a scapito dei consumatori.

Colesterolo alto? Quali sono i valori da considerare?

Esistono diverse patologie correlate alle alterazioni della colesterolemia, ma quali sono i range cosiddetti di “normalità” affinché un soggetto possa essere definito sano? Bene, i valori di normalità calcolati sul colesterolo totale ci dicono che esso non deve superare i 200 mg/dL, di cui la frazione HDL non deve essere inferiore a 40 mg/dL, e la frazione LDL non deve superare i 100 mg/dL per essere ottimale.

Cosa sono queste frazioni HDL e LDL, volgarmente chiamate “colesterolo buono” e “colesterolo cattivo”?

Colesterolo buono e cattivo: differenza.

Sia le HDL che le LDL appartengono entrambe alla classe delle lipoproteine, ovvero una classe di proteine deputate al trasporto del colesterolo rispettivamente dai tessuti al fegato e dal fegato ai tessuti. Pertanto, il termine di “colesterolo buono” è stato conquistato dalle HDL in quanto sono quelle lipoproteine che prendono dai tessuti il colesterolo depositato dalle sorelle LDL per riportarlo al fegato, realizzando il cosiddetto “trasporto inverso del colesterolo”. Ecco che i termini di “colesterolo buono”, o “colesterolo HDL”, e “colesterolo cattivo”, o “colesterolo LDL”, nella realtà sono praticamente inesistenti, perché il colesterolo è uno solo, ciò che sono differenti sono le frazioni lipoproteiche che lo trasportano! Proprio per tale motivo è necessario capire che solo il dosaggio del colesterolo totale non ci da nessuna informazione su queste lipoproteine.

Il colesterolo è davvero così importante?

Negli ultimi anni il colesterolo è stato sempre più demonizzato sulla base del fatto che una elevata ipercolesterolemia potrebbe essere correlata all’insorgenza di malattie cardiovascolari. È importante però non dimenticarsi dei ruoli fondamentali del colesterolo nel nostro organismo.

Innanzitutto il colesterolo è parte integrante delle membrane delle nostre cellule, quindi non solo ne rende stabile la struttura ma interviene anche nei processi di scambio di sostanze messaggere tramite le membrane cellulari stesse; è coinvolto nei processi di crescita e divisione cellulare; costituisce il precursore degli ormoni steroidei coinvolti nella regolazione dei metabolismi e della funzione sessuale; è essenziale per lo sviluppo embrionale, il quale risulta severamente compromesso in caso di alterazioni nella via biosintetica. Inoltre il colesterolo prodotto nel fegato viene impiegato per formare gli acidi biliari, principali componenti della bile, che sono fondamentali per emulsionare i lipidi introdotti con la dieta e quindi renderli digeribili.

Quale sarà il motivo del continuo abbassamento dei range di normalità?

Una cosa è ormai certa: i diversi studi sono già da tempo indirizzati verso una nuova visione del colesterolo.

Il fenomeno dell’aumento del colesterolo come fattore protettivo è stato ben descritto nello studio di Pertusson e collaboratori in Norvegia, e anche l’OMS, attraverso il suo “PROGETTO MONICA” nato negli anni ’80, ha monitorato l’incidenza di mortalità cardiovascolare e i rispettivi fattori di rischio scatenanti. I dati raccolti, ancora oggetto di analisi, hanno finora dimostrato  che nei paesi, come ad esempio la Svizzera, in cui il colesterolo medio della popolazione è più elevato, il tasso di mortalità declina verso il basso.

È bene anche sottolineare che non esistono evidenze scientifiche sui danni del colesterolo alto nemmeno riguardo ai pazienti affetti da Ipercolesterolemia Familiare. Studi di ricerca hanno infatti dimostrato che nei pazienti affetti sia da Ipercolesterolemia Familiare che da malattia cardiaca i livelli di colesterolo non differiscono significativamente da quelli affetti dalla stessa Ipercolesterolemia congenita ma senza malattia cardiaca. Questa evidenza ha portato all’ipotesi che l’aumentato tasso di mortalità per malattia cardiaca sia dovuto, in realtà, a fattori che non riguardano il colesterolo, bensì gli aumentati livelli del fibrinogeno, che ci indica un maggior rischio di eventi trombo-embolici, e un’ insufficiente nutrizione che impedisce il buon funzionamento dei  recettori per le LDL a livello arterioso.

Le LDL trasportano colesterolo e fosfolipidi importanti per la costituzione delle membrane cellulari: se i loro recettori non funzionano bene non riescono più a svolgere il loro compito.

Come riportato da alcuni studi risalenti al ‘900, in cui le principali cause di morte erano le malattie infettive, i soggetti affetti da Ipercolesterolemia Familiare mostravano una vita più longeva. Com’era possibile? Possiamo rispondere a questa domanda spiegando che le LDL sono in grado di legarsi a virus e batteri inattivandoli. Ciò significa che le LDL rappresentano un’importante linea di difesa dalle infezioni. Quindi avere elevati livelli di LDL potrebbe essere vantaggioso nel caso in cui venga contratta una malattia infettiva.

Il colesterolo è un indice o una malattia?

È importante quindi chiarire che il colesterolo alto non è una malattia, ma può diventare un indice predittivo a seconda dei casi. Inoltre, la nostra attenzione andrebbe spostata dal colesterolo totale alle frazioni LDL e HDL. In America è già da tempo in uso il dosaggio frazionato che separa e permette di misurare le diverse quote lipoproteiche.

Quindi il vero valore che può essere considerato un indice predittivo di aumentato rischio cardiovascolare, ma non di malattia, è il rapporto colesterolo totale/HDL > 4,5/5.

Responsabile Studio Nutrilab

Dott.  Francesco Garritano

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