Resistenza leptinica: perché si ingrassa lentamente e non si riesce a dimagrire?

Resistenza leptinica: perché si ingrassa lentamente e non si riesce a dimagrire?

Quando ingrassi costantemente, magri mangiando anche poco, quando hai il metabolismo lento: potrebbe trattarsi di resistenza leptinica, un problema che purtroppo, con i regimi alimentari e gli stili di vita attuali, sta divenendo sempre più diffuso. Ho scritto questo articolo per parlare di tale problema e fornirvi consigli utili in merito. Buona lettura

Resistenza leptinica: che cos’è?

Cosa si intende per resistenza insulinica? Accade a molti individui e pazienti di avere fenomeni di resistenza insulinica, un fenomeno che è correlato anche ad una serie di manifestazioni metaboliche importanti.
Innanzitutto, iniziamo col dire che il soggetto che presenta resistenza insulinica è un soggetto in sovrappeso oppure obeso, e proprio per questa condizione patologica a carico del tessuto adiposo si ha come conseguenza un’abbondante produzione di leptina in circolo, che tuttavia non è in grado di trasferire il suo segnale a livello dell’ipotalamo. Purtroppo tale resistenza è una condizione clinica che sta diventando sempre più frequente nella popolazione con effetti come l’aumento della massa grassa degli obesi, come già detto, e poi tutta una serie di disturbi infiammatori e degenerativi, perché nel momento in cui l’ipotalamo non riceve correttamente i segnali, si hanno ripercussioni sull’asse tiroideo, sulla stimolazione ormonale alle gonadi, agli organi emuntori, alle altre ghiandole endocrine, sul metabolismo in generale.

Resistenza leptinica: meccanismi

Purtroppo, con la resistenza insulinica si ha un lento e costante accumulo di grasso. Come ben sappiamo, anche se è giusto sempre ribadirlo, la leptina ha il ruolo fondamentale di segnalare a livello del sistema nervoso centrale la disponibilità di riserve energetiche dell’organismo, e in relazione a queste poi va a spingere il metabolismo verso l’accumulo o verso  il consumo di energia e, come conseguenza, verso l’assunzione o meno di cibo. In studi più recenti, di De Lartigue et al. del 2011, si è visto come nella maggior parte dei casi la leptino-resistenza non sia la causa dell’obesità, bensì la sua conseguenza, dovuta a un’inibizione nella cascata di risposta al segnale leptinico, mediata dalla sovraespressione di SOCS-3 (suppressor of cytokine signaling-3), un potente inibitore del segnale leptinico ipotalamico.
Quando dico che non si devono improvvisare diete fai da te, oltre all’effetto negativo sulla composizione corporea che arrecano, purtroppo c’è un altro motivo dietro a ciò: la resistenza leptinica, infatti, è causata da un eccesso di tessuto adiposo accumulato in seguito anche a diete ipercaloriche, e particolarmente ricche di grassi. Nel circolo sanguigno di questi soggetti quindi si riscontrano elevati livelli di leptina, ma a questi non vi è la dovuta risposta ne a livello centrale ne a livello periferico, ed è per questo che si hanno ripercussioni molto più significative oltre al semplice ingrassamento.

Resistenza leptinica: trattamento naturale

Agire sull’alimentazione riducendo i livelli di infiammazione da cibo e migliorare il flusso ormonale con una dieta di rotazione settimanale personalizzata sul proprio profilo alimentare è uno dei meccanismi più utili per agire stimolando il metabolismo in modo da ridurre l’accumulo di liquidi, modulare la resistenza leptinica e mobilizzare le riserve di grasso. Con l’effettuazione di specifici test presso il mio studio è possibile con un unico esame valutare sia i livelli di infiammazione da cibo dosando due citochine infiammatorie come BAFF e PAF e analizzare il proprio profilo infiammatorio in base a livelli di immunoglobuline G specifiche per il cibo.
Come dico sempre a tutti i miei pazienti, è essenziale  bilanciare a tutti i pasti carboidrati e proteine, già dall’esordio della giornata, dalla prima colazione. Ogni pasto dovrà essere composto da un terzo di carboidrati, da un terzo di proteine e da un terzo di frutta e verdura. Solo in questo modo, calibrando equamente il livello dei macronutrienti, si rallenta l’assorbimento degli zuccheri e si va a trattare il problema della resistenza leptinica.

Bisogna privilegiare pane e pasta integrali, rigorosamente senza sostanze di lavorazione in aggiunta, bisogna utilizzare esclusivamente cereali integrali senza zuccheri aggiunti, evitare gli zuccheri aggiunti e i dolcificanti. E’ essenziale svegliarsi di buon ora e mettersi subito all’opera per poter fare una sana prima colazione, che deve essere il pasto più importante e ricco di tutta la giornata, composta da un frutto fresco di stagione, una base liquida (calda o fredda), affiancati da una fonte di carboidrati integrali e da una fonte proteica. Si può alternare usando della frutta di stagione con la buccia, con delle gallette integrali di riso o kamut o grano saraceno con dello speck, del crudo dolce, o anche della ricottina con del cacao amaro in polvere, con un bel bicchiere di latte di cocco; oppure è buon uso farsi una bella omelette di uova con il crudo, delle fette di pane integrali e una spremuta di arancia. Anche il pranzo e la cena dovranno essere ripartiti in maniera equa, non facendo mai mancare la fonte di fibre, costituita da verdura (e frutta prima dei pasti) possibilmente cruda, e facendo attenzione a non appesantirsi troppo a cena, puntando maggiormente sulla quota proteica.
Integrare micronutrienti come il Cromo e il Magnesio può essere importante perché sono essenziali per il corretto metabolismo degli zuccheri.

Tutto ciò in un contesto ben in armonia con l’attività fisica costante, e con uno stile di vita attivo.

Quindi, avere delle abitudini alimentari il più possibile corrette nella propria quotidianità è uno stimolo positivo anche per il benessere della nostra mente e controllare l’infiammazione, sia rispettando il proprio profilo personale che tramite un corretto stile di vita, non può che essere di ulteriore supporto per vivere una vita non solo sana, ma anche serena.

Vi ricordo che è uscito il mio secondo libro su “La dieta anti-infiammatoria”, pertanto vi invito a visitare il mio sito www.francescogarritano.it , andare nella sezione e-commerce per prendere possesso del mio nuovo libro.

Dott. Francesco Garritano

Fonti bibliografiche:

  • Chu NF, Stampfer MJ, Spiegelman D, Rifai N, Hotamisligil GS, Rimm EB: Dietary and lifestyle factors in relation to plasma leptin concentrations among normal weight and overweight men. Int J Obes Relat Metab Disord. 25(1):106-14, 2001
  • De Lartigue G, Barbier de la Serre C, Espero E, Lee J, Raybould HE: Diet-induced obesity leads to the development of leptin resistance in vagal afferent neurons. Am J Physiol Endocrinol Metab. 301(1):E187-95, 2011

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