Selenio, zinco, myo-inositolo per il benessere della tiroide!

Selenio, zinco, myo-inositolo per il benessere della tiroide!

Selenio, zinco e myo-inositolo: oggi voglio parlarvi in merito a questi tre importantissimi elementi per la salute della tiroide, e non solo. La micronutrizione spesso viene sottovalutata, quando invece svolge un ruolo essenziale nel nostro organismo. Buona lettura!

Parlo spesso di infiammazione, di autoimmunità, di tiroide: oggi voglio parlarvi di alcuni minerali che sono essenziali per il corretto funzionamento di determinate funzioni enzimatiche, metaboliche, e il cui utilizzo risulta particolarmente importante per il trattamento di alcune patologie tiroidee come la tiroidite di Hashimoto, l’ipotiroidismo, in azione sinergica con pratiche che comprendono lo stile di vita, il movimento ed il trattamento dietetico .

Il selenio

Il selenio è importante per l’attivazione dell’enzima di conversione (deiodasi) di T4 in T3 a livello tissutale. E’ indicato assumerne 200 microgrammi/die. Esso ha un effetto antiossidante e protettivo sulla cellula, è in grado di antagonizzare il danno cellulare in corso di tiroidite di Hashimoto e di correggere  eventuali danni che la ghiandola può ricevere. In soggetti con tiroidite autoimmune, infatti, esso è in grado di ridurre i livelli di TSH e anche quelli degli anticorpi anti TPO. Il selenio porta ad una miglior funzione della L-tiroxina (la conversione in rT3 dipende dal selenio). Un’alimentazione depauperata di selenio aumenta il rischio di insorgenza di tiroidite autoimmune.

Come trattamento è presente  il selenio anorganico: viene incorporato velocemnte negli enzimi selenio-dipendenti, viene eliminato da reni e polmoni e non si deposita in tessuti (NaSel). Le formulazioni organiche, specie legate ad aminoacidi come selenio-metionina, seleniocisteina, sono presenti in commercio a dosaggi di 50-100 microg come integratori e rappresentano la forma con maggiore biodisponibilità. Nella maggior parte degli integratori il selenio si presenta in un bilanciato compromesso tra forma anorganica e forma organica per aumentare al massimo l’efficacia.
Il selenio agisce anche bene in associazione col glutatione liposomiale. Il glutatione è il principale antiossidante nell’organismo . Esso è composto da una molecola di acido glutammico, L-Cisteina e Glicina.
Essenziale per la corretta funzione immunitaria, la diminuzione dell’infiammazione e la corretta disintossicazione del fegato, la corretta conversione di T4 in Ft3, opera in continuazione  per produrre i nostri ormoni tiroidei. Quando  la tireoglobulina combina una molecola di iodio con la tirosina, si vengono a generare specie reattive dell’ossigeno (ROS) (stress ossidativo), ed è proprio qui che il glutatione interviene per detossificare l’ambiente. Il glutatione liposomiale è la forma sintetica di questo antiossidante assumibile per via orale e più biodisponibile. Permette quindi di ridurre gli anticorpi antitiroidei, ottimizzare la conversione  di T4 in Ft3 e diminuire la stanchezza, la perdita di capelli e gli squilibri ponderali.
Bisogna non assumere il selenio con la vitamina C: ne riduce l’assorbimento; mentre la vitamina E ha azione sinergica con esso.

Il sovradosaggio di selenio può essere causa di selenosi, una condizione caratterizzata dalla presenza di numerosi problemi (caduta di capelli, sbiancamento delle unghie con presenza di macchie, stanchezza, irritabilità, apatia, ritardo nella cicatrizzazione, odore di aglio nell’alito e nel corpo, turbe gastroenteriche, mielite, ecc.). Intossicazioni gravi di selenio (per esempio provocate da scarichi di attività industriali) possono provocare patologie epatiche e cardiomiopatie.

Lo zinco

Lo zinco è fondamentale per la formazione di TSH nell’ipofisi e per la sensibilità ipotalamica. Nel caso in cui lo zinco sia carente, la trasformazione di T4 in T3 è compromessa e i recettori tiroidei delle cellule periferiche sono iporesponsivi. Lo zinco contribuisce col selenio all’abbassamento dell’attacco autoimmune e agisce in sinergia con la vitamina B6. Lo zinco gioca un ruolo importante nel modulare  non solo il sistema immunitario, ma anche la sintesi proteica, la guarigione di ferite. Si consiglia assumerne 25 mg/giorno.Bassi livelli di zinco predispongono alla formazione di noduli tiroidei.

Esso si può trovare abbondantemente nelle ostriche, poi anche nella carne rossa, uova, lenticchie e grano integrale. Nella forma picolinata viene assorbito meglio, ancora meglio nella forma bisglicinata.

Inositolo e myo-inositolo

L’inositolo è uno zucchero semplice presente in natura sotto diverse forme definite isomeri, quello di interesse biologico è il myo-inositolo, la cui forma maggiormente attiva è quella presente nei fosfolipidi. La quantità di inositolo prodotta dall’organismo è maggiore rispetto a quella presente nella dieta: si stima che i due reni nell’uomo sintetizzino circa 4 grammi al giorno di inositolo rispetto a 1 grammo circa assunto attraverso gli alimenti.

L’importanza dell’inositolo risiede nel fatto che, agendo come secondo messaggero, regola l’attività di diversi ormoni come l’insulina, l’ormone follicolo stimolante (FSH) e l’ormone stimolante la tiroide (TSH).

L’inositolo è quindi contenuto in alimenti come ad esempio le noci, gli agrumi, i legumi, i cereali integrali e il fegato di vitello. Affinché il myo-inositolo possa svolgere al meglio la propria funzione è necessario prescrivere integratori che ne contengano almeno 600 mg.

Nel trattamento unito tra myo-inositolo e selenio, soprattutto nella sua forma organica, si è visto che diminuiscono  i livelli di autoanticorpi antitiroidei, nonché nel migliorano le condizioni generali di benessere del paziente stesso.

 

Dott. Francesco Garritano

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27793066

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27315814

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