Troppi funghi nell’intestino: migliorare lo stile di vita per allontanare gli ospiti indesiderati!

Troppi funghi nell’intestino: migliorare lo stile di vita per allontanare gli ospiti indesiderati!

Ho parlato spesso di SIBO, di disbiosi intestinale, ma questa volta decido di parlarvi della SIFO. Ho avuto alcune pazienti affette da questo fenomeno di iperproliferazione funginea, ed è per questo che ho voluto trattare l’argomento per mantenervi aggiornati in merito e affinchè alcuni meccanismi possano risultarvi chiari. Buona lettura!

La SIFO, come la SIBO, è una condizione che causa la proliferazione eccessiva, ma non di batteri, bensì dei funghi, precisamente nei settori  dell’intestino tenue. Non è escluso che la SIFO possa essere relazionata contemporaneamente anche alla presenza di SIBO. Proprio come per la disbiosi intestinale batterica, la SIFO si accompagna generalmente a sintomi tipici della sindrome dell’intestino irritabile.

Per diagnosticare la sovracrescita funginea intestinale è possibile effettuare alcuni test del respiro a idrogeno e metano, oppure effettuare il test del microbiota intestinale, che io propongo in studio, per evidenziare delle eventuali positività, anche se, mi preme sottolinearlo, non è semplice giungere alla conferma della presenza di SIFO solamente tramite la positività ad uno di questi test. E’ necessario considerare , nell’insieme, i sintomi, le risposte al regime alimentare e agli antimicrobici, la storia clinica del paziente. Infatti, quando  giungono in studio i pazienti affetti da SIFO, dedico loro molto tempo, addirittura più incontri, per determinare effettivamente la tipologia e la presenza della sovracrescita funginea.

I sintomi caratteristici della SIFO  includono anche alcuni sintomi non direttamente collegati all’intestino, come l’affaticamento, il dolore articolare e il mal di testa, ma anche altri tipici: gonfiore addominale e presenza di gas, eruttazione, pesantezza di stomaco, nausea, diarrea, ecc. Altri sintomi possono essere aumento di peso improvviso, difficoltà a perdere peso, ritenzione idrica, insolite sindromi premestruali, affaticamento, dolori muscolari, scarsa concentrazione, irritabilità, depressione, sonnolenza dopo i pasti, senso di ebbrezza dopo aver mangiato i carboidrati, stipsi, diarrea, gas e gonfiore addominale , bruciore vaginale, bassa libido, dolori articolari, capogiri, congestione del seno, alitosi, problemi di sonno, mal di gola e  tosse.

Ma quali sono le cause che possono essere alla base della genesi del problema? Possono essere davvero numerose, ma fra le più comuni ritroviamo:

  • l’eccessivo utilizzo di antibiotici;
  • l’utilizzo di PPI (inibitori della pompa protonica);
  • dismetabolismi (ad esempio il diabete);
  • stress cronico;
  • gravidanza;
  • MICI (malattie infiammatorie croniche intestinali);
  • problemi neurologici;
  • patologie del tessuto connettivo;
  • tossine;
  • fattori genetici;
  • uso eccessivo di zuccheri e carboidrati .

 

Nel momento in cui i funghi a livello intestinale sono abbondanti e troppo numerosi, tali organismi iniziano a secernere sostanze le quali vanno ad infiammare  l’intestino e contribuiscono alla permeabilità intestinale, consentendo alle sostanze tossiche di attraversare le pareti intestinali e riversarsi all’interno del circolo sanguigno, causando i sintomi sopra elencati. Un’altra conseguenza che apporta la SIFO è proprio il possibile sviluppo di ipersensibilità a categorie alimentari o cibi, come glutine, lattosio, zucchero, mais e soia, e in questo caso è necessario intervenire sia per contrastare l’iperproliferazione funginea sia per contrastare la food sensitivity. E’ importante intervenire perché  il conseguente intestino permeabile è in grado di indurre il sistema immunitario a confondersi in un processo detto “mimetismo molecolare”, andando a provocare reazioni autoimmuni nel tessuto articolare, nella pelle, nella tiroide, nel cervello e in altri tessuti.

Per diagnosticare la SIBO, come avevo accennato, sono disponibili alcuni test, i Breath Test, che analizzerà il fiato alla ricerca di idrogeno e/o metano prodotti da uno di questi organismi. A seconda degli esiti del test, sarà possibile verificare il tipo di organismi che abitano l’intestino. Se esistono troppi batteri nell’intestino tenue, essi causeranno la fermentazione del cibo (principalmente dei carboidrati) creando idrogeno. In questo caso, si tratta di SIBO da idrogeno, il cui sintomo più comune è la diarrea.Viceversa, se il test del respiro rileva un nutrito numero di archaea che si nutrono di idrogeno producendo metano, si tratta di SIBO da metano, causando essenzialmente costipazione e transito intestinale rallentato, oltre ad una scarsa assimilazione dei nutrienti che si trovano nel cibo.La SIBO da Metano è straordinariamente tenace. Spesso non si potrà sconfiggerla con un unico approccio, ma invece sarà necessario combatterla su vari fronti per riuscire ad eliminarla.

Seguire un corretto stile di vita, una buona rotazione alimentare che propongo io in studio, saper utilizzare bene i probiotici a spora e gli antimicotici naturali per trattare il problema, è di fondamentale importanza per prendere di petto il problema e ristabilire l’equilibrio intestinale, per cui vi invito a non sottovalutare il problema e a rivolgervi al nutrizionista, nel caso in sui accusiate dei sintomi che vi ho descritto sopra.

Dott. Francesco Garritano

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25786900

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