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Vitamina D, paratormone, funzionalità della tiroide: una fine regolazione

Vitamina D, paratormone, funzionalità della tiroide: una fine regolazione

Paratormone, calcio, la vitamina D… tutti questi elementi sono ben correlati in differenti meccanismi regolatori dell’organismo, e della tiroide, che leggeremo nell’articolo. Buona lettura!

Calcitonina, paratormone, metabolismo del calcio e dei nutrienti da essi dipendenti

La dimensione della tiroide dipende da alcune variabili, quali l’età, l’introito di iodio con la dieta ed il peso corporeo; la sua massa è di circa 10-20 grammi. Accanto (sporgenti al di fuori) della struttura tiroidea troviamo anche altre quattro piccole ghiandoline, che secernono il Paratormone: si tratta delle paratiroidi, coinvolte nella regolazione del metabolismo del calcio insieme alla Calcitonina, altro ormone secreto dalle cellule parafollicolari o cellule C della tiroide.

Il PTH determina aumenti della calcemia agendo con tre diverse modalità:

  • Promuove il rilascio di calcio dalle ossa nel circolo ematico;
  • Favorisce l’assorbimento intestinale del calcio (attraverso la vitamina D);
  • Agisce sui reni, diminuendo l’eliminazione di calcio attraverso le urine.

Il paratormone è un ormone ipercalcemizzante che agisce a tre livelli (renale, intestinale e osseo):

  • aumentando il riassorbimento renale di Ca2+
  • aumentando l’eliminazione renale di fosforo
  • stimolando la formazione della Vitamina D3 dalla D2 (rene)
  • aumentando la degradazione ossea
  • aumentando l’assorbimento intestinale di calcio

Man mano che i livelli del calcio aumentano nel sangue, il PTH diminuisce.

Nel follicolo tiroideo che contiene appunto la colloide, si producono gli ormoni tiroidei. Però nel tessuto tiroideo sono presenti anche delle cellule parafollicolari, cioè sono vicine al follicolo, ed hanno una derivazione embriologica diversa dalle cellule follicolari (che costituiscono il follicolo), si chiamano cellule C o parafollicolari: cellule C perché producono la Calcitonina.

Il paratormone, insieme alla calcitonina, è adibito all’omeostasi degli ioni calcio e fosforo. Questi due minerali, oltre a essere i principali costituenti delle ossa e dei denti, permettono la contrazione muscolare, la trasmissione degli impulsi nervosi, la coagulazione del sangue e il normale svolgimento di numerose reazioni metaboliche. E’ quindi fondamentale che la loro concentrazione rimanga relativamente costante durante tutto l’arco della giornata.

I livelli normali del paratormone sono: 10-65 pg/mL – 10-65 ng/L

La valutazione dei livelli di PTH nel sangue viene eseguita per confermare il sospetto di iperparatiroidismo o in presenza di anomalie significative della calcemia

Per quanto riguarda la calcitonina, insieme al paratormone e al calcitriolo (vitamina D attivata), è essenziale per l’omeostasi degli ioni calcio e fosforo. Tuttavia, ha proprietà ipocalcemizzanti.

Quest’ormone agisce a livello osseo e renale, esercitando funzioni per molti versi opposte a quelle ricoperte dal paratormone. In particolare, la calcitonina aumenta l’escrezione renale di fosforo e stimola il riassorbimento del calcio, favorendone la deposizione nelle ossa.

Grazie a tali proprietà, la calcitonina si oppone al rialzo eccessivo della calcemia (parametro che esprime la concentrazione di Ca2+ nel plasma), aumentando la mineralizzazione ossea.

Una vitamina, un ormone… la vitamina D

Spesso è definita un ormone sia per sottolinearne le innumerevoli funzioni, sia per perché la struttura chimica della vitamina D è molto simile a quella del colesterolo e del testosterone, in quanto si tratta di uno steroide. Sentiamo spesso parlare di un’unica forma di vitamina, in realtà, ne esistono tre: il colecalciferolo, inattivo, il calcidiolo che si misura nel sangue, ed il calcitriolo, forma biologicamente attiva. Il colecalciferolo è la forma che assumiamo tramite gli alimenti, ma anche quella che si ottiene in seguito alla conversione del precursore 7-deidrocolesterolo, dopo l’esposizione ai raggi del sole.

Infatti, la particolarità di questa vitamina è proprio la capacità di aumentare la sua concentrazione dopo pochi minuti di esposizione ai raggi ultravioletti. Quindi è da tener conto nel dosaggio anche la differenza fra le stagioni, i diversi tipi di carnagione e le ore in cui ci esponiamo al sole. Infatti, in estate il deficit di vitamina D si presenta solo nei soggetti che soffrono di particolari patologie che ne limitano l’assorbimento, altrimenti anche soli 10-15 minuti di esposizione al sole generano dai 1.000 alle 10.000 UI, a seconda dei parametri citati prima.

Funzioni della vitamina D

Ma quali sono le funzioni principali di questa vitamina così indispensabile? Fino a poco tempo fa era considerata soltanto per il suo ruolo nel metabolismo del calcio, ma negli anni diversi studi hanno dimostrato il coinvolgimento della stessa nella sindrome metabolica, nelle allergie, nelle patologie autoimmuni e tumorali. Una concentrazione ottimale di vitamina D permette l’assorbimento di calcio dall’intestino, mantenendo buoni livelli dello stesso nelle ossa, senza danneggiarle causando osteopenia prima e osteoporosi poi.

Ma i meccanismi nei quali è coinvolta la vitamina D sono anche il metabolismo ed il tono dell’umore; nel primo caso è stato visto che soggetti in sovrappeso oppure obesi hanno nel sangue un quantitativo di vitamina D inferiore rispetto a chi è in una situazione di normopeso. Ciò sembra essere correlato al fattore NF-kb che in caso di deficit di vitamina D genera infiammazione e resistenza insulinica.

Mentre che il tono dell’umore sia anche correlato alla quantità di vitamina D è palese nei soggetti che si definiscono metereopatici: infatti, questi si sentono meglio in una bella giornata di sole e stanno male quando è nuvoloso o piove. Il buonumore non è generato direttamente dal sole, ma indirettamente, perché tramite esso si converte il 7-deidrocolesterolo in colecalciferolo e la concentrazione di vitamina D disponibile aumenta.

A godere delle proprietà della vitamina D è anche il sistema immunitario, infatti i linfociti B possiedono i recettori della vitamina D (VDR) e la loro attivazione viene regolata da questo ormone. Perciò i pazienti che soffrono di patologie autoimmuni o di disordini dello stesso sistema hanno carenze di vitamina D.

Dott. Francesco Garritano

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