In qualità di Sport Coach, ovvero una figura in grado di seguire una persona per motivarla verso il movimento, che conosce le dinamiche metaboliche e le esigenze nutrizionali di chi pratica attività fisica, in un’ottica di alimentazione e di medicina di segnale, ci tengo a parlare anche di sport e nutrizione, oltre ad aver dato spazio alla nutrizione clinica.
Per effettuare un cambiamento dello stile di vita radicale, oltre che considerare la componente nutrizionale, bisogna prendere in considerazione proprio il movimento, che deve accompagnare l’individuo ogni giorno, diventando parte integrante della giornata. L’uomo è nato per muoversi e l’attività fisica è il miglior farmaco che si possa avere in possesso: l’attività fisica, infatti, è in grado di trattare tutte le patologie, dalle più banali alle più gravi. Ciascuno dovrebbe muoversi almeno un’ora al giorno, per stare bene sia nel fisico che nella mente: durante l’attività fisica vengono liberati alcuni neurotrasmettitori, chiamati endorfine, che regolano l’umore e allontanano la depressione.
I benefici che si ottengono dal praticare l’attività fisica costante sono molteplici:
La mia attenzione si basa sul comportamento nutrizionale, e non solo, da adottare per abbassare l’infiammazione cronica, seguendo uno stile di vita corretto a partire dalle abitudini che possono generare infiammazione: non fare abbastanza sport, esporsi all’inquinamento, allo stress, ai metalli pro-infiammatori, fumare, e tanto altro ancora. Quindi, dà le basi per cambiare il modo di vivere e lo stile alimentare.
L’intestino, negli anni, è l’organo che ha acquisito sempre più importanza. Da esso scaturiscono le malattie infiammatorie sia di tipo metabolico, di tipo comportamentale e autoimmuni, non è più un organo da trascurare, ma centrale in questo tipo di patologie. Quando l’intestino si infiamma, a causa di numerosi fattori pro-infiammatori, si ha un cattivo assorbimento dei nutrienti, si ha una mutata composizione della flora batterica intestinale (disbiosi), un’alterata permeabilità intestinale, la Leaky-gut Syndrome, in cui attraverso esso passano in modo indiscriminato tutte le sostanze fino a giungere nel sangue, in cui viaggiano anche tossine che mandano in confusione il sistema immunitario. Il sistema immunitario è un sistema molto complesso, ed è coinvolto in meccanismi davvero articolati in cui molti aspetti sono ancora sotto stretto studio scientifico. Possono essere differenti le cause alla base di uno scombussolamento del sistema immunitario: può essere attivato da un semplice batterio, da un allergene o da un nutriente della dieta, scatenando la liberazione di molteplici sostanze a seconda dell’attacco inizialmente ricevuto.
Come ho anche scritto nel mio libro, essendo un professionista che valuta le risposte ormonali e i segnali che ci trasmette l’organismo, mi propongo a trattare i miei pazienti basando la mia ricerca e il mio impegno sui meccanismi d’azione del processo infiammatorio in primis, non considerando soltanto i sintomi evidenti e le conseguenze dell’infiammazione stessa. Perché infatti non agire a monte del problema piuttosto che servirsi di un fugace sollievo sintomatico per il problema del momento?
Le proteine del siero di latte hanno un assorbimento rapido e sono ideali nella fase di recupero (provocano elevata aminoacidemia entro le 3 ore). La caseina, invece, ha una lenta cinetica di assorbimento; è ideale sia per prolungare l’aminoacidemia (fino a 7 ore dall’assunzione), sia per la tarda serata, prima di prender sonno. L’eventuale utilizzo di prodotti proteici specifici, come proteine del siero di latte, caseina o aminoacidi essenziali, non deve essere considerato come un mezzo per aumentare la razione proteica quotidiana, portandola oltre i 2 g/kg/die (si deve rimanere entro questi valori), ma come il modo di sfruttare, ai fini dell’anabolismo (ipertrofia), le migliori condizioni fisiologiche (cellulari e molecolari).
Altri utili integratori sono: