Domande e risposte frequenti (FAQ)

Non devi preoccuparti perché è una delle infezioni più comuni che i medici devono curare. Il più delle volte è dovuto a un batterio Escherichia Coli, che una volta entrato nel tratto urinario inizia a creare problemi. Io ti consiglio di bere molto di più, questo ti aiuterà a eliminare più velocemente le urine senza dar tempo ai batteri di stare più a contatto con le urine e colonizzarsi. In più prendi più vitamina C, aiuterà ad acidificare le urine ostacolando la crescita batterica. Inoltre puoi assumere dei fermenti lattici per un mese.

Dopo aver letto la frase “lui soffre anche di stipsi”, credo proprio di non sbagliarmi a scriverle che spesso e volentieri la stitichezza può causare emorroidi. Perciò prima di curarsi le emorroidi, suo marito dovrebbe eliminare la stipsi, e vedrete che il problema non dovrebbe più riscontrarsi. Perciò deve immediatamente iniziare a bere molto, a mangiare più fibre, più verdura e abbondare con kiwi e prugne.

La gravidanza è un processo molto delicato. Ma certo, io ti consiglio delle “delicate” camminate o del nuoto. Sconsiglio a chi non ha mai fatto attività fisica di iniziare proprio ora e poi, per chi fa queste dolci camminate evitare di coprirsi tanto per non surriscaldare troppo il nostro corpo. Inoltre evitate di fare esercizi che comprimono l’addome e di conseguenza spingono o fanno pressione sulla camera gestazionale quindi evitate ad esempio di fare addominali.

La presenza dell’acido arachidonico è fondamentale per i tessuti fetali, soprattutto per una corretta formazione della retina e delle membrane cerebrali del bambino.

Lo svezzamento è quel periodo durante la quale vengono progressivamente sostituite alcune pappate con pasti idonei ai mutati cambiamenti nutrizionali. Ha come scopo la progressiva somministrazione di nutrienti non presenti nel latte materno e soprattutto facilitare l’abitudine ad aromi e sapori nuovi.

Nel primo trimestre, le integrazioni dovrebbero comprendere solo succhi di frutta non zuccherati. Intorno alla ventesima settimana si possono introdurre gli omogeneizzati di carne e verdura, brodo e passati di verdura. A partire dalla venticinquesima si possono utilizzare il formaggio grattugiato ed i biscotti vitaminizzati da sciogliere nel latte.

Mi fa molto piacere rispondere a questa domanda, perché finalmente posso, così, sfatare il mio che “il nutrizionista serve a far dimagrire”. E’ vero il nutrizionista può far perdere del peso, ma la sana alimentazione non serve solo a questo! Probabilmente vostra figlia soffre di miopia progressiva. Difficilmente essa può diminuire (per quello esiste l’operazione laser) ma l’alimentazione può aiutare a non farla progredire.

Per esempio la vitamina A contribuisce al mantenimento anatomo-funzionale dell’Epitelio Pigmentato Retinico (EPR), struttura deputata al metabolismo retinico; mentre la Vitamina C è utile contro la tensione del glaucoma e l’indurimento dell’occhio (che porta ad una progressiva perdita della vista). Ma utile sono anche la vitamina E, la luteine, il beta-carotene, il mirtillo e così via. Quindi si, per me un bel consulto nutrizionale può essere una buona via, insieme ovviamente alle varie consulenze oculistiche.

Grazie Miriam per la tua domanda.
Oggi, cogliendo l’occasione di questa email inviatami, voglio parlare dell’importanza dell’acqua e di come spesso viene sottovalutata e se ne sbagliano le modalità d’assunzione.
Il punto è che capita quasi sempre durante le visite, di constatare che la maggior parte dei pazienti non beve abbastanza o beve nei momenti sbagliati; premesso che anche attraverso i cibi si prende acqua, è vero anche che, tuttavia non sarà mai abbastanza, e che il nostro corpo ha proprio bisogno di sola e semplice acqua. Facciamo presente che il nostro corpo è composto da una percentuale d’acqua che varia dal sessanta all’ottanta per cento, quindi si può ben intuire come questo liquido sia prezioso per il buon funzionamento dell’organismo e per la vita stessa.
La quantità di acqua che dovremmo assumere si aggira attorno ai 2L, ma per chi pratica dello sport le quantità deve necessariamente aumentare, perché cosi ci si reidrata e si ristabilizzano i liquidi persi durante l’attività fisica.
So che sembrano tanti 2 L, ma un buon metodo per riuscire a berne tanti, è quello di frazionarli in bottigliette da 1/2L; in questo modo è possibile portare con se la bottiglietta d’acqua senza ingombro eccessivo in modo da bere anche nei momenti in cui si è fuori casa. Altro trucco potrebbe essere quello di riempirsi i bicchieri necessari, ed ogni volta che si passa dal punto dove li si è poggiati, berli.
Un elemento da considerare è che quando non si beve abbastanza, viene attivata la via del cortisolo, uno degli ormoni secreti in risposta allo stress, che oltre a stimolare l’accumulo e la sete, aumenta il senso di fame e ritiene i liquidi. Primo infatti sentore di una persona che beve poco è la cellulite. La disidratazione coinvolge inoltre, per rispondere alla nostra amica, la secchezza cutanea, provoca infossamenti oculari, fa soffrire i reni e a livello intestinale anche la motilità e la consistenza delle feci ne vengono coinvolti, facendo sorgere problemi quali per esempio la stipsi. Bere è essenziale al dimagrimento, quindi, tanti ottimi motivi per prendere in mano un bicchiere d’acqua.

Gentilissima Rosa,
quello che salta subito all’occhio dalla sua domanda è che la composizione della prima colazione è inadeguata, perché segue un regime di 1200 kcal e non di segnale.
Un regime alimentare equilibrato, deve assolutamente partire da una prima colazione forte e ben strutturata; so che la maggior parte delle diete che vengono distribuite da professionisti e non, sono diete ipocaloriche restrittive, ma queste non fanno altro che creare nel paziente un ritmo difficile da sostenere e che non porterà a nessun risultato, se non quello di bloccare il suo peso se non addirittura peggiorarlo. Pertanto, abbandoni i calcoli, mangi di più a colazione, tolga tutti gli zuccheri semplici dal suo percorso, consumi più frutta e verdura e continui la sua attività fisica, vedrà che presto anche l’ago della bilancia le darà soddisfazione e non si sentirà affamata.
La colazione ideale non dovrebbe farsi spaventare da una fetta biscottata in più se integrale, in sostanza si potrebbe consigliarne una cosi composta: da fette biscottate integrale con della marmellata spalmata sopra senza zuccheri aggiunti, della frutta secca, del latte vegetale e naturalmente della buona frutta. Solo cosi la sazietà può essere garantita e il beneficio che se ne ottiene è un giusto segnale che porta inevitabilmente allo smaltimento del grasso corporeo. Infatti è ad una colazione ricca e ben equilibrata in carboidrati, proteine e fonte vegetale che l’organismo risponde producendo Leptina ovvero l’ormone che stimola il dimagrimento ed il consumo di grasso.
Quando non mangiamo abbastanza durante la prima colazione, quello che viene percepito dall’organismo (secondo ancestrali meccanismi di sopravvivenza) è uno stato di carestia che tende ad abbassare il metabolismo; in queste condizioni l’organismo tende ad accumulare grasso il quale rappresenta un’energia di “riserva”.
Frase ricorrente tra i miei pazienti è “una colazione da Re, un pranzo da Principe ed una cena da povero”; cosa significa? Solo che le quantità di cibo ingerito devono tendenzialmente scendere man mano che si arriva alla sera, iniziando la giornata però con una ricca colazione che comprenda, quanto prima citato, naturalmente variare è un’altra esigenza.
C’è tuttavia un’altra precisazione legata ad una colazione come la sua, composta solo in carboidrati: l’ipoglicemia reattiva. Cosa vuol dire?
Dopo un pasto ricco solo e soprattutto in carboidrati raffinati, si ha un innalzamento dei valori glicemici, ed a questo innalzamento della glicemia segue un forte intervento da parte dell’insulina (ormone preposto a controllare i livelli glicemici) la quale “svuota” il sangue dagli zuccheri in eccesso; senza la giusta quota proteica e di fibre quindi, al picco glicemico segue un repentino abbassamento, sotto i livelli normali della glicemia, definito appunto ipoglicemia reattiva che porta il soggetto a sentirsi stanco ed affamato.
Ed ecco spiegata la sua fame a metà mattina!
Un regime alimentare dev’essere uno stile di vita da seguire nel tempo.
Grazie ed alla prossima.

Gentile Daniela,
iniziamo col dire che bisognerebbe averla in studio per verificare insieme l’aspetto della sua composizione corporea, ovvero fare l’analisi bioimpedenziometrica e vedere i livelli di massa grassa, massa magra e idratazione corporea.
Solo in presenza di questi dati si possono dare dei consigli concreti e procedere ad un’alimentazione che dia la perdita di peso uniforme e non solo localizzata. L’eccesso di massa grassa può essere affrontato solo cambiando il proprio stile di vita e dati semplici come peso e altezza non sono oramai più sufficienti.
Ovviamente bisogna tener presente il fatto che lei sia già in menopausa, perché in effetti in questo particolare momento della vita di una donna, si assiste ad un rallentamento del metabolismo e delle funzioni dell’organismo in generale, e per affrontare l’aumento di peso che solitamente ne consegue, bisogna dare degli stimoli all’organismo in modo più intenso e concreto.
Iniziare ad esempio la giornata con una colazione ricca, completa di frutta, carboidrati integrali, proteine e latte vegetale, è sicuramente un aspetto essenziale, dopo bisogna sempre affrontare il pranzo e la cena il più equilibrato possibile, per non dimenticare che zucchero e dolcificanti vanno eliminati.
Infatti se viene privilegiato il consumo di carboidrati raffinati, a lungo andare potrebbe svilupparsi una condizione di insulino-resistenza a causa della quale si può assistere ad un aumento della glicemia; questo eccesso di zuccheri potrebbe essere trasformato in grasso il quale probabilmente tenderebbe ad accumularsi a livello addominale (grasso viscerale).
Da non trascurare l’attività fisica la quale deve essere costante, giornaliera con fasi di aerobica e anaerobica.
Si affidi nelle mani di personale esperto che sappia guidarla in questa particolare fase della sua vita sia a livello nutrizionale che come supporto motivazionale.
Sperando di esserle stato d’aiuto la invito a leggere anche il nostro articolo sul gonfiore addominale pubblicato qualche tempo addietro.

Gentile Michela,

la ringrazio per questa interessante domanda. In effetti non è la prima a pormi una domanda del genere in quanto da sempre le uova sono viste come uno dei principali imputati per l’aumento dei valori ematici di colesterolo.
Facciamo insieme un po’ di chiarezza.
Sappiamo che il colesterolo totale si divide in una prima analisi in colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono) ed il colesterolo LDL (quello cattivo per intenderci); in base ai valori che otteniamo dal rapporto tra il colesterolo Totale e quello HDL, capiamo se esiste o meno un rischio per la malattia coronarica.

Considerando che un rapporto compreso tra 4 e 5 non rappresenta fattore di rischio, facciamo un esempio pratico:

Colesterolo Tot. 283

Colesterolo HDL 62

Rapporto 283:62 = 4.56

Questo valore non rappresenta un rischio.

Detto ciò andiamo al discorso uova le quali per anni sono state demonizzate come fonte naturale di colesterolo; ad oggi numerosi studi sostengono l’importanza di questa fonte proteica in una alimentazione bilanciata e dimostrano che anche mangiando più un uovo al giorno, esse non costituiscono la causa di valori elevati di colesterolo.
L’innalzamento del colesterolo in soggetti sani, è imputabile ad uno squilibrio di segnale dovuto ad una scorretta alimentazione, scarso movimento ed abitudini di vita scorrette; è importante il ripristino dell’equilibrio leptinico in quanto l’azione della leptina è modulatrice dell’enzima HMG-CoA reduttasi (lo stesso su cui agiscono le famose statine).
Spesso si dimentica che il nostro organismo è in grado di rispondere all’introito di alimenti ricchi in colesterolo, limitando quello autoprodotto mentre, al contrario, con l’imposizione di uno stretto controllo del colesterolo assunto con la dieta otteniamo che l’organismo stimoli, in una certa misura, la produzione di colesterolo stesso (dando il via libera all’azione dell’enzima HMG-CoA reduttasi).
Ovviamente i farmaci contro il colesterolo sono utili ed efficaci, ma andrebbero utilizzati solo dopo prescrizione medica, su una ridotta percentuale di pazienti i quali avendo dei valori realmente elevati di colesterolo non riescono a ritornare nella norma con la dieta e soprattutto se presentano fattori di rischio molto ben definiti.
Perciò cara Michela non si preoccupi tanto delle uova (ovviamente tutto in un’alimentazione dev’essere consumato in maniera equilibrata), ma intraprenda una strada verso un corretto stile di vita: diciamo SI ad una ricca e completa colazione, SI ad un’alimentazione quanto più variegata ed equilibrata e SI al movimento parte essenziale per il mantenimento di un ottimo stato di salute.

Salve Dottore mi chiamo Armando ed ho 40 anni compiuti da poco. Ho un problema ormai da anni che mi crea non pochi fastidi, ho forti mal di stomaco, acidità, reflusso ed a volte fenomeni di meteorismo. Ho provato negli anni a curarli con svariati farmaci ma ad oggi con scarsi risultati, ho come l’impressione che non risolvano il problema ma che siano solo un modo per attenuare i sintomi. Grazie.

Cara Annarita,
credo il suo problema sia comune a molte persone e la stragrande maggioranza di esse inizia poi a prendere farmaci senza aver mai tentato nessun cambiamento nello stile di vita, preventivamente allo sviluppo della patologia.
Credo che il miglior modo per rendere le ossa resistenti, più forti, sia quello di modificare la propria nutrizione e, se non propriamente corrette, anche le abitudini di vita.
Intendo dire che ad esempio, che il cambiamento può avvenire iniziando dall’attività fisica; il movimento dev’essere parte integrante della propria esistenza quindi anche una passeggiata al giorno può essere utile per stimolare la deposizione di nuova matrice ossea; le nostre ossa infatti, sono sensibili agli stimoli meccanici e questi stimoli rappresentano proprio uno dei più importanti fattori trofici per il tessuto osseo.
Forse non tutti sanno che secondo vari studi scientifici, l’infiammazione riveste un importantissimo ruolo in quella che è la patogenesi della malattia, da ciò deduciamo che un eventuale esame e controllo delle intolleranze alimentari ad esempio, può essere d’aiuto nel miglioramento generale della salute dell’organismo e di varie patologie quali l’osteoporosi.
Essenziale è altresì, bilanciare i carboidrati con le proteine non solo per equilibrare il fattore insulinico ma anche perché la matrice minerale ossea si regge su strutture proteiche e la mancanza di apporto di proteine potrebbe influenzare in maniera negativa anche l’osso.
Un consiglio fitoterapico potrebbe essere quello di utilizzare l’equiseto; questa pianta conosciuta anche con il nome di coda di cavallo, vanta usi curativi che risalgono all’epoca greco/romana per le sue proprietà diuretiche ed oggi se ne conosce la sua utilità anche per l’osteoporosi. Una bassa quantità di silice porta ad una demineralizzazione ossea e di conseguenza all’osteoporosi, è per questa ragione che l’equiseto può essere un valido aiuto per mantenere le ossa robuste!
Una varia e sana scelta di cibi, può essere inoltre affiancata da una consapevole integrazione di magnesio, rame e zinco i quali sono utilissimi per mantenere uno stato di salute adeguato sia dell’intero organismo e sia delle ossa stesse.
Ovviamente la strada giusta dev’essere intrapresa con il supporto di un professionista del settore che sappia guidarla verso un corretto e sano stile di vita.

Alla prossima!

Gentile Francesca,
la dismenorrea è un problema che affligge molte donne in età fertile nelle quali le fitte dolorose al basso ventre sono spesso associate a mal di schiena, nervosismo, sbalzi d’umore, stanchezza, diarrea o stipsi, nausea, dolore al seno, capogiri e svenimenti.
Se la sua dismenorrea è primaria, cioè se i sintomi dolorosi non sono dovuti ad una patologia, accanto all’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, si può intervenire utilizzando degli integratori contenenti il magnesio (che aiuta le cellule muscolari lisce dell’utero a rilassarsi), da solo o in associazione ad altri sali minerali come manganese, rame e zinco (che regolano la produzione ormonale femminile), ma anche il calcio. Questi elementi possono essere assunti anche con l’alimentazione poiché si trovano in buona quantità nel latte, nella frutta secca (noci, mandorle, anacardi, arachidi, pistacchi e nocciole), nelle foglie di cavolo e in generale nelle verdure a foglia verde (bietole, carciofi e spinaci), nella carne di bue e nei cereali integrali e in legumi come lenticchie e fagioli.
Un altro valido rimedio può essere integrare la dieta con vitamina B6 (importante per la sintesi di serotonina), con omega-3 (una carenza di omega-3, unita ad un eccesso di omega-6 favorisce la produzione di prostaglandine e di altre sostanze ad azione pro-infiammatoria) o assumere tisane calde che favoriscono il rilassamento e diminuiscano l’ansia (nelle percezione del dolore vi è anche una componente psicologica) a base ad esempio di camomilla (che ha proprietà spasmolitiche, antinfiammatorie, ansiolitiche) o di achillea (che ha proprietà antispastiche, antinfiammatorie) giusto per citare due esempi.
Si ricordi che sia in fase premestruale che mestruale è buona norma stare molto attenti all’alimentazione, prediligendo cibi sani che siano facilmente digeribili ed evitando di assumerne in grandi quantità; cerchi di limitare il più possibile l’utilizzo di sale e di prodotti che ne sono ricchi; questo le consentirà di ridurre sensibilmente la ritenzione idrica (che spesso si associa) e di conseguenza di ridurre il gonfiore, la tensione mammaria ed i dolori. Effettui pertanto, dopo la metà del ciclo e per la sua durata, una dieta iposodica limitando non solo l’uso del comune sale da cucina per insaporire i cibi cucinati a casa (lo sostituisca con zenzero, semi di finocchio, timo, cannella e chiodi di garofano in polvere), ma soprattutto eliminando tutti quei prodotti di preparazione industriale come dadi, formaggi , insaccati e salumi , pesce affumicato o conservato, carne affumicata o conservata, junk food e fast food in generale, prodotti da forno: focacce, pizze, pane, cracker, grissini, biscotti, ecc. che ne sono ricchi. Limiti anche il consumo di biscotti, prodotti dolciari industriali e dei alimenti contenenti caffeina (caffè, cioccolato, tè e bibite a base di cola) la cui azione eccitante può accentuare il disagio durante le mestruazioni .Non dimentichi di bere acqua a sufficienza per idratarsi e di compiere quotidianamente dell’attività sportiva, senza eccessi, vero toccasana per corpo, circolazione ed umore.
Se la sua dismenorrea è secondaria quanto detto finora può esserle di valido aiuto per controllare la sintomatologia dolorosa ,ma non sufficiente, e sarà pertanto necessario trattare la patologia organica di base.

Gentile Loredana, normalmente nell’intestino è presente un insieme di gas (anidride carbonica, ossigeno, azoto, idrogeno, metano e idrogeno solforato) che eliminiamo quotidianamente attraverso il retto con una flatulenza.
A questa miscela (prodotta dai batteri presenti normalmente nel colon), si associa l’ingestione di aria, se il pasto è consumato velocemente, che viene in parte allontanata mediante eruttazione.
Un aumento della produzione di gas può verificarsi per un aumento del ristagno dei cibi all’interno del intestino, per fenomeni di intolleranza , per infiammazione o per il prevalere dei batteri cattivi su quelli dei benefici della flora intestinale).
Non sapendo quale sia il suo disturbo di base i suggerimenti che posso darle sono semplici e di facile attuazione.
Le consiglio di masticare lentamente per ingerire meno aria, facilitare la digestione, ridurre il gonfiore ed evitare che gli alimenti non totalmente digeriti possano provocare infiammazione e stimolare fenomeni di tipo allergico.
Modifichi la sua alimentazione limitando quegli alimenti che contengono carboidrati non digeribili dal nostro organismo (per assenza o carenza di enzimi) che nel colon sono aggrediti dai batteri della flora intestinale con formazione di gas. Quindi elimini legumi come fagioli e ceci (che contengono grandi quantità di raffinosio); limiti verdure come cipolla, cavolo, rapa, verza, cavolfiore, aglio, peperone, melanzana (in cui il raffinosio è meno presente); prediliga verdure che possano favorire l’eliminazione dei gas come finocchio, sedano (che stimola la peristalsi intestinale) ed asparago cui può unire come spezia lo zenzero che stimola la produzione di succhi gastrici e quindi migliora la digestione; elimini quei cibi che contengono sorbitolo (dolcificante usato in caramelle,gomme da masticare, merendine ed in alimenti dietetici senza zucchero) oltre che trovarsi naturalmente in mele, pere, pesche e prugne secche; elimini bibite e bevande alla frutta.(soprattutto se gassate!)che utilizzano il fruttosio come dolcificante (naturalmente in cipolle, carciofi, pere); limiti il consumo di prodotti alimentari trasformati (come pane, cereali e condimenti)che contengono lattosio (zucchero naturale di latte, latticini e formaggi freschi).
Limiti il consumo di carboidrati provenienti da cereali raffinati (pane bianco, riso brillato e biscotti fatti con farina 00 ecc.)e li sostituisca con cereali integrali che ricchi di fibra alimentare rallentano l’assorbimento degli zuccheri stimolando e favorendo il corretto funzionamento intestinale ; inoltre il riso è l’unico alimento il cui amido non provoca gas contrariamente a quello di patate, grano e pasta.
In ultimo assuma la frutta lontano dai pasti, beva almeno due litri di acqua al giorno, faccia una costante attività fisica utilizzi dei probiotici per regolarizzare la sua flora intestinale e vedrà che la situazione migliorerà visibilmente.

Gentile signora, la sindrome dell’ovaio policistico è una alterazione endocrina che si riscontra molto comunemente nelle donne in età fertile dai sintomi variabili dalle sole alterazioni del ciclo mestruale fino a situazioni più complesse con amenorrea ed irsutismo, con ripercussioni sulla qualità della vita.
Negli ultimi anni si è visto che esiste una stretta correlazione tra la sindrome e la comparsa di insulino-resistenza sia in pazienti normopeso che in quelle sovrappeso; pertanto il primo consiglio che le posso dare è quello di modificare il suo stile di vita per migliorare la sensibilità insulinica e pertanto ridurre la sintomatologia della sua patologia.
Come? Semplicemente applicando alcuni piccoli accorgimenti che riguardano l’alimentazione. Ricordi di non saltare mai la colazione che deve essere il pasto principale del giorno (modula i segnali legati all’assunzione di cibo) e contenere carboidrati integrali, proteine, vitamine, minerale e fibra dati dalla frutta; di consumare un pasto completo (carboidrati da cereali integrali+ proteine + verdura) a pranzo ed una cena molto leggera (proteine e verdure); di eliminare gli zuccheri semplici (in alimenti e bevande), di ridurre il consumo di grassi saturi di origine animale e prediligere olio extravergine d’oliva a crudo, aggiunto alle pietanze col cucchiaio e con moderazione, di preferire metodi di cottura come: il vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che la frittura, la cottura in padella o bolliti di carne; di bere almeno 2 litri di liquidi al giorno. Questi accorgimenti le consentiranno per controllare gli sbalzi del glucosio nel sangue e di equilibrare la secrezione dell’insulina che porterà al miglioramento della sintomatologia ed anche a perdere peso, qualora fosse per lei necessario, consentendole inoltre di mantenere a lungo il peso raggiunto.
A questo associ l’abitudine di svolgere una attività fisica prevalentemente aerobica a bassa intensità e lunga durata (come la corsa,la camminata a passo svelto, il nuoto ecc) per un’ora tre volte a settimana, o comunque in relazione al suo livello di allenamento, importantissima nella terapia di una patologica come la sua poiché migliora sensibilmente la risposta dei tessuti all’insulina, permette la mobilitazione dei grassi dal tessuto adiposo e la regolarizzazione della secrezione degli ormoni maschili che è in genere aumentata nella sindrome.
Un altro consiglio che le posso dare è di valutare le sue reattività alimentari mediante un Recaller-Programm dal momento che è stata notata un associazione positiva tra uso del latte e la sindrome dell’ovaio policistico (il latte sarebbe uno stimolatore della produzione di insulina) in base alle quali potrà essere impostata una dieta di rotazione settimanale (in base alle eventuali positività riscontrate) che sarà un valido aiuto per migliorare la sua sintomatologia, perché aiuterà a risolvere lo stato di“l’infiammazione” dell’organismo; per fare ciò sono da considerare come valido aiuto l’uso della curcuma o di fitoestrogeni naturali.

Cara Claudia la situazione è alquanto complessa ed andrebbe analizzata con più calma: inizierei con un piano alimentare molta graduale, flessibile e soprattutto individuale come può essere la dieta GIFT… inizierei con una sorte di rieducazione alimentare e di stile di vita, iniziando dalla colazione inizierei a farti mangiare della frutta (mela pera banana) con del latte vegetale ( evita il latte di mucca ed i suoi derivati magari li ruoti 2 volte a settimana)……con delle gallette integrali ed un po’ di affettato ( la frutta secca potrebbe dare un po’ di fastidio allo stomaco); per le 2 calcolosi che sono in 2 organi diversi la natura del calcolo può essere diversa ad esempio ossalati di calcio nei reni e urati nella colecisti, l’unico consiglio che posso darti è di bere moltissima acqua povera di minerali, poi io nella calcolosi pratico il trattamento con l’aghetto. Per il colon irritabile ruota i latticini 2 volte a settimana ( mai il latte vaccino che ha una concentrazione alta di lattosio non lo dare in quanto potresti avere anche una disfunzione della lattasi), meglio assumere i legumi passati e decorticati ( alcune verdure potrebbero peggiorare la tua situazione del colon tipo broccoli cavolfiori lattuga) evita per il momento di assumere cibi troppo speziati, il peperoncino e tutti i cibi aciduli (agrumi, kiwi , pomodoro), inoltre eviterei il caffè il thè, la cioccolata, la menta, aglio e cipolla in abbondanza. Bene assumere dei probiotici e dei prebiotici. Sicuramente hai un livello di infiammazione alto (endometriosi, e gastrite e colon irritabile) e devi abbassare ovviamente i livelli di insulina quindi raggiungere la calma insulinica: ovvero devi assumere cibi integrali, niente zucchero e dolcificanti e fare attività fisica. Per l’ipercolesterolemia familiare hai già la dislipidemia? Io farei un diario alimentare di una settimana e vedere quali sono i cibi che mangi più spesso e una volta individuati farei luna rotazione per far riposare l’organismo da un eventuale sovraesposizione. Ti consiglio di utilizzare un alcalinizzante per ristabilire l’equilibrio acido base perché l’inizio di molte patologie è proprio in un ph tissutale sballato( ad esempio controllare il ph urinario). Spero che non mi sia sfuggito qualcosa. Ciao.

Salve Giusy, siamo felici di questa domanda perché questo è uno dei dubbi che più frequentemente in studio ci viene posto. Mangiare bene fuori casa non è assolutamente una cosa impossibile, basta infatti abbinare nel modo corretto i cibi e non dimenticarsi di abbinare ai carboidrati le proteine e le fibre, ovvero frutta e verdura. Si ricordi di partire sempre scegliendo la fonte proteica: carne, pesce, affettati, uova o latticini e poi a questi abbini una verdura e una fonte di carboidrati (pane, pasta, gallette, fette biscottate, legumi, patate…). Per esempio, a pranzo, una caprese con delle gallette, o un panino integrale con prosciutto e pomodoro, potrebbero rappresentare una valida alternativa, mentre a cena una fettina di carne con verdure o un’insalatona mista con tonno sono delle scelte leggere e ben bilanciate che non appesantiscono l’organismo prima del sonno notturno.

Cara Lucia, nel tuo messaggio leggo una serie di “errori” che vorrei tu capissi prima. Sicuramente le tue diete precedenti erano ipocaloriche, cioè ti facevano mangiare pochissimo, e questo il nostro corpo lo legge come un segnale di carestia, pensa che tu non stia bene e quindi si mette sulla difensiva: non appena sei tornata a “mangiare normalmente” (primo errore: la dieta non è un castigo!) il corpo ha accumulato grasso, sotto forma di riserve per proteggersi da prossime ed eventuali carestie. Quando parli di peso, infatti, devi distinguere tra massa grassa, massa magra o acqua (errore). Altro errore è il concetto di peso ideale che sicuramente ti avranno detto in precedenza quale fosse, ma il peso ideale non esiste, o meglio non è un numero ma un peso nel quale tu ti senti bene e a tuo agio. Per maggiori info comunque puoi prenotare una consulenza gratuita presso il nostro studio.

Ciao Marika, allora, io penso che la tua stitichezza sia innanzitutto un fattore psicologico basato sullo stress a cui sei sottoposta durante la settimana. Questo lo conferma il fatto che nel week-end ti rilassi di più, magari stando a casa e riesci ad andare in bagno. La situazione va comunque presa in mano perché la regolarità è importante. Io non conosco il tuo stile di vita ma ti consiglio di mangiare tanta frutta e verdura (che devono essere presenti ad ogni pasto che fai) e di bere tanta acqua. Ritagliati, poi il tempo per fare un po’ di attività fisica.. queste sono le 3 regole per combattere la stitichezza. La sera quando torni a casa, invece, cerca di rilassarti un po’ con della buona musica e una bevanda calda, senza pensare a niente… ti aiuterà a contrastare lo stress!

Ciao Matteo, c’è molta confusione sulla diverticolosi e sulla diverticolite e sull’utilizzo o meno della fibra. La diverticolosi è quella condizione in cui si formano a livello intestinale dei sacchetti dovuti a cedimento della parete intestinale in zone diverse dell’intestino ( soprattutto a livello del colon) ed è una condizione molto diffusa….mentre la diverticolite è un processo infiammatorio acuto in cui questi sacchetti ovvero i diverticoli si infiammano….in fase acuta di infiammazione di solito faccio sospendere la fibra per poi pian piano reintrodurla con gradualità ….quindi si alla fibra in caso di diverticoli perchè aiutano il transito intestinale evitando che la stipsi peggiori il quadro ovvero che faccia stazionare a lungo le feci in queste sacche per poi infettarle …. saluti dott. Garritano

Salve, le linee guida dicono chiaramente che con un TSH fino a 10 e con valori nella norma di t3 e t4 non si deve dare l’ormone ( nel suo caso anche gli anticorpi sono nella norma) …..il TSH viene prodotto dall’ipofisi e va a sollecitare la tiroide a lavorare di più….ma bisogna capire perchè sta succedendo ciò….la dieta di segnale ovvero la dieta gift agendo sui segnali e precisamente sull’asse ipotalamo ipofisi tiroide è in grado naturalmente di ripristinare il valore del tsh senza far uso di farmaci…quindi con un’alimentazione di segnale riporteremo il tsh nei valori ottimali…mi contatti per un appuntamento…Buona giornata dott. Garritano

Salve Roberto, grazie per averci scritto. Il morbo di Crohn, come le avrà sicuramente spiegato il suo medico di fiducia, è una patologia infiammatoria cronica la cui diagnosi è istologica e laboratoristica anche mediante il riscontro di valori elevati di Calprotectina fecale (proteina che è un valido marker di infiammazione intestinale quando si riscontrano valori maggiori di 50mg/L). Una corretta alimentazione è la “medicina da somministrare immediatamente” e nel suo caso dovrebbe essere mirata a disinfiammare il suo intestino; per tale motivo sarebbe conveniente impostare un corretto piano alimentare solo dopo aver valutato verso quali gruppi alimentari ha sviluppato l’infiammazione (e l’entità della stessa); è un test molto semplice, effettuabile presso il nostro studio, che valutando i livelli di IgG, di BAAF e PAF è in grado dire SE e QUANTO è infiammato il suo organismo. Una volta ottenuti i risultati, la rotazione degli alimenti incriminati sarà di sicuro giovamento alla sua sintomatologia.

Buonasera Antonio, iniziamo col dire che non esiste un peso ideale standard che vada bene per tutti coloro che presentano altezza uguale alla sua ma il peso è una componente formata da vari parametri… ecco perchè preferiamo effettuare una bioimpedenziometria e verificare la composizione corporea prima di elaborare un qualsiasi piano dietetico. Bisognerebbe valutare la sua massa grassa e quella muscolare nonchè altri parametri fra i quali l’idratazione.

Salve Gilda, se lei dice che la visita le è sembrata sommaria vuol dire che non le hanno dedicato il giusto tempo e probabilmente le hanno dato una dieta prestampata senza nemmeno considerare la sua composizione corporea. Una dieta da 1200 calorie sembra davvero molto misera e probabilmente non darà il giusto stimolo al metabolismo per permetterle di dimagrire. Per ogni eventualità ci può contattare sia per prendere un appuntamento e sia per dubbi ulteriori o domande.

Salve e grazie per averci scritto. Il suo problema è molto comune e potrebbe dipendere ad esempio da diete troppo restrittive che sono difficilmente sostenibili sia a livello fisico che mentale. La motivazione gioca un ruolo primario quando si intende portare avanti una dieta e fare in abbinamento dell’attività fisica… a tal proposito le suggeriamo due nuove figure che affiancano il nutrizionista ovvero il food tutor e lo sport coach GIFT che potrebbero facilitare il compito di seguire un nuovo stile di vita, può trovare maggiori informazioni sul nostro sito.

Salve Aldo, il suo problema è comune a molte persone. Spesso quando si è fuori tutto il giorno per lavoro diventa difficile mangiare in maniera corretta, la fretta infatti è cattiva consigliera per la linea! Suggeriamo di invertire le quantità ovvero: se riesce a svegliarsi 10 minuti prima potrebbe optare per una ricca e varia colazione in modo da avere lo sprint per affrontare bene la mattinata, mai saltare il pranzo ma sotto consiglio del nutrizionista concordare delle scelte di pasto da poter consumare o trovare fuori casa, la cena invece dev’essere assolutamente leggera anche se capiamo essere questo momento quello più rilassante per lei.

Buonasera Arnaldo e grazie per averci scritto. Ovviamente è vero, dall’alimentazione dipendono un sacco di cose… noi siamo ciò che mangiamo. La sua alimentazione ad esempio potrebbe essere troppo ricca di carboidrati (per giunta raffinati) oppure potrebbe essere che lo stimolo della colazione sia poco adeguato ad affrontare la giornata. Per cui consigliamo vivamente di rivolgersi ad un bravo nutrizionista e valutare ciò che non va nel suo stile di vita e modo di alimentarsi.

Salve Filippo e grazie per i complimenti! Allora iniziamo col dire che le fibre rivestono un ruolo di grande importanza nell’alimentazione umana nonostante l’uomo non sia in grado di digerirle in quanto carente degli enzimi necessari; abbiamo sostanzialmente 2 grandi classi di fibre: quella insolubile e quella solubile in base alla capacità di solubilizzare in acqua. La differenza tra le due fibre, oltre alla solubilità, dipende dal grado di fermentabilità ovvero dall’essere soggetti alla fermentazione da parte dei batteri intestinali. Le fibre solubili sono fermentabili e tendono a formare un composto gelatinoso all’interno dell’intestino, il quale va ad aumentare la viscosità del contenuto portando ad un rallentamento dello svuotamento intestinale. Le fibre insolubili invece, non sono fermentabili ed assorbono elevate quantità acqua aumentando in questo modo, il volume delle feci, rendendole più morbide e stimolando la velocità di transito intestinale.

Salve Michele e grazie per averci scritto! Non sappiamo nulla sul tipo di dieta che lei conduce in ogni caso bisognerebbe privilegiare l’assunzione di alimenti che aiutino l’assorbimento e il trasporto del ferro, con un buon contenuto di rame, acido folico, vitamina C e vitamina B6 contenuta soprattutto in alimenti quali cereali integrali, semi oleosi, legumi, tuorlo d’uovo. Dove trovare, orientativamente, ferro in cibi che non siano carne? Legumi (fagioli e lenticchie 5-6,7 mg/ 100 g), uova (6,1 mg/100 g), ortaggi a foglia verde e frutta ma anche ma anche prodotti ittici quali ostriche, cozze tonno e acciughe (dai 2 ai 6 mg).

Caro Valerio, ti ricordo che si corre o ci si allena a scorte piene e a stomaco vuoto…..quello che avverti al mattino può dipendere da tre cose: scorte non pienamente piene quindi in questo caso devi ricaricare il glicogeno la sera oppure non stai rispettando i quattro principi base dello sportivo ovvero normocaloricità, normoproteicità, sali minerali e gestione delle infiammazioni….( fai un esame di questi quattro punti) e poi può dipendere da un sovrallenamento …..quindi il consiglio è di farti vedere in studio per fare una bia e vedere se tutto sta andando nella giusta direzione ovvero infiammazione da cibo controllando l’acqua extracellulare…..fare il test dei radicali liberi e della barriera antiossidante e impostare quel protocollo cellfood utile nel tuo caso. ciao

Salve gentile lettrice, è difficile risponderle con estrema precisione visto che non ci dice nulla sulla sua alimentazione, tuttavia molte situazioni simili alla sua dipendono spesso da come e da quello che si sta mangia. Prima di tutto sarebbe utile bilanciare a tutti i pasti carboidrati e proteine a partire soprattutto dalla prima colazione. Un importante suggerimento nell’alimentazione è che ogni pasto dovrà essere composto da un terzo di carboidrati, un terzo di proteine e un terzo di verdura; infatti il corretto bilanciamento rallenta l’assorbimento degli zuccheri evitando le ipoglicemie reattive. Quando una persona fa un pasto di soli carboidrati la glicemia sale molto rapidamente portando a un elevato rilascio di insulina, ormone preposto a controllare gli zuccheri nel sangue. Il problema è che l’insulina può ridurre troppo i livelli della glicemia sotto la norma in una situazione chiamata ipoglicemia reattiva… questa può essere una risposta al suo dubbio tuttavia bisognerebbe effettuare una anamnesi più approfondita del caso vedendola di persona.

Salve, l’acido urico è un’importante indicatore della funzionalità renale e deriva dalla degradazione delle basi puriniche. Valori elevati di questo parametro possono derivare sia da cause alimentari che non (es. patologie quali diabete e condizioni quali alcolismo). per valutare la sua situazione dovremmo averla in studio ma a grandi linee posso dirle che gli alimenti sconsigliati in questi casi sono Alici o acciughe, sardine, aringa, sgombri, cozze, animelle, fegato, rognone, cervello, estratto di carne, selvaggina, formaggi grassi e stagionati; mentre da mangiare con moderazione, carni, ostriche, gamberi, granchi, crostacei, salumi e insaccati in genere; piselli, pomodori, fagioli, lenticchie, asparagi, spinaci, cavolfiori, funghi, frutta secca.

Gentile Signora Luisa, ovviamente per avere un quadro preciso della sua situazione converrebbe effettuare un’anamnesi approfondita in studio. In ogni caso quello che cita lei è solo uno dei punti che rallentano il ritorno al peso forma quando gli anni un po avanzano. Il metabolismo infatti subisce un rallentamento ed alcuni processi non funzionano più come prima; ad esempio l’internalizzazione del glucosio ad opera dell’insulina per essere impiegato come energia subisce un rallentamento perchè i recettori con l’età diventano piu rigidi e meno sensibili all’insulina stessa… questo fa si che il glucosio circoli per piu tempo nel sangue, viene cosi prodotta una maggiore quantità dell’ormone stimolando così la produzione di grasso. Una visita dal nutrizionista potrebbe in tal senso aiutarla a capire le ragioni della sua stasi di peso.

Salve e grazie per i complimenti, il valore 7 di emoglobina glicosilata sta ad indicare che non abbiamo un buon controllo glicemico con tutti i 3 g di metformina al dì, ovvero il dosaggio massimo……iniziamo a mangiare cibi integrali, accoppiare sempre i carboidrati con le proteine, a mangiare delle fibre ovvero della frutta e verdura prima di iniziare il pasto, di fare 1 ora di camminata al dì per svuotare le cellule muscolari dallo zucchero e migliorare la sensibilità insulinica….in modo che la sua emoglobina glicata si abbassi e torni sotto il valore di 6