Patologie oncologiche

Patologie oncologiche e nutrizione

Si prevede che nei prossimi 20 anni il numero assoluto di tumori aumenterà, in media, dell’1,3% circa per gli uomini e dello 0,6% circa per le donne.
Il rapporto del 2024 evidenzia molti dati positivi e alcuni aspetti su cui è possibile lavorare.
I miglioramenti registrati sono dovuti a terapie sempre più efficaci e mirate, ma non solo. La prevenzione resta un elemento fondamentale per limitare il rischio di cancro e migliorare la possibilità di cura.
Fino al 40% circa dei casi di tumore potrebbe infatti essere evitato eliminando tutti i fattori di rischio modificabili come fumo, alcol, obesità e sedentarietà.
(https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/cose-il-cancro/numeri-del-cancro)

La nutrizione è uno dei fattori epigenetici che può potenzialmente incidere sulle patologie oncologiche.
Nel momento in cui si ha un cancro, mantenere il normo peso corporeo è di fondamentale importanza.
La genetica incide, ma l’epigenetica e le cause esterne sono da considerare.
Tra i fattori esogeni rientra la nostra alimentazione, quindi zuccheri raffinati, oli trans-idrogenati, grassi di cattiva qualità, sale in eccesso, metalli pesanti; poi anche la mancanza di una vita attiva, l’abitudinarietà, l’inquinamento ambientale e gli xenobiotici.

Per effettuare il proprio percorso nutrizionale personalizzato, risulta essenziale sottoporsi innanzitutto alla bioimpedenziometria, strumento importante per capire a quanto effettivamente ammonta lo stato di idratazione totale, acqua extracellulare, massa muscolare e massa grassa: in base a questi dati, successivamente si può stilare un piano nutrizionale personalizzato per la patologia tumorale.

Cosa bisogna fare per gestire una malattia oncologica con l’alimentazione?
Molte volte il soggetto oncologico tende a perdere l’appetito, per cui è essenziale rifarsi ad una dieta varia, con alimenti preferiti dal soggetto in questione, che non contenga sostanze pro-infiammatorie e che sia completa: è importante tenere a mente che l’infiammazione sistemica, caratteristica in particolar modo nel paziente oncologico, tende a generare una resistenza anabolica, cioè una diminuzione della sensibilità della sintesi proteica agli stimoli anabolici.
In effetti, il nostro organismo è costituito da proteine ed è essenziale assumerle ogni giorno per mantenere sani i tessuti. In caso di malattia o di stress cronico, l’organismo ha bisogno di proteine supplementari in modo da riparare eventuali “danni”.
Sappiamo bene che l’assunzione giornaliera di proteine è di 0,83 g/kg per il sedentario sano. In accordo con i dati dell’OMS, per il malato oncologico sale a 1 g/kg, mentre se vi si aggiungono problemi da insufficienza epatica e renale l’intake giornaliero scende a 0,6-0,7 g/kg.
È molto importante ridurre gli zuccheri semplici, le farine raffinate, ed evitare tutto ciò che possa sviluppare insulino-resistenza e infiammazione da cibo.
Alternare nella propria dieta fonti di proteine quali pesci e uova in prevalenza, a seguire carni bianche e frutta secca, e cercare di evitare tutti quei cibi che aumentano il grado di infiammazione cronica di basso grado.
È essenziale l’associazione di tanta frutta, verdura, prevalentemente crude, piena di sostanze antiossidanti, minerali e vitamine, ed è inoltre importante integrare omega-3, anti-infiammatorio naturale, e idratarsi in modo adeguato.
Infine, cereali integrali, tuberi e legumi contenenti proteine a scarso valore biologico, ma ricchi in fibre, ferro e calcio, fondamentali a fornire energia con un basso impatto sull’andamento glicemico giornaliero.
Mangiare tanto a colazione, il giusto a pranzo e mantenersi leggeri a cena è la regola base consigliabile al malato oncologico.
È essenziale inoltre praticare molta attività fisica, di tipo aerobico soprattutto, per il benessere fisico, per combattere l’atrofia muscolare da inattività, per regolarizzare l’insulinemia e innalzare la qualità della vita del soggetto.

Sapienza C. Diet, Nutrition, and Cancer Epigenetics. Annu Rev Nutr. 2016 Jul 17;36:665-81.