La carne rossa è da ridurre al minimo, va preferita la carne bianca di origine e allevamento controllato. Vanno evitati alcohol, caffeina, prodotti contenenti soia: (salsa di soia, tofu, seitan, edamame..) per il loro contenuto di fitoestrogeni, farine bianche e prodotti da forno raffinati, avena e segale per il loro alto contenuto di estrogeni.
Quindi, con l’alimentazione possiamo agire sull’equilibrio ormonale (controllo dei picchi glicemici e delle nomali secrezioni ormonali), sulla riduzione dello stato infiammatorio e dei radicali liberi, sul miglioramento dell’equilibrio intestinale (ripristino di una flora batterica favorevole).
Per tenere quanto più possibile sotto controllo infiammazione e dolore sono determinanti le nostre scelte alimentari visto il ruolo che il cibo ha nel sostenere o, al contrario, nel modulare i fenomeni infiammatori stessi.
In primo luogo è importantissimo mantenere la calma insulinica. Per mantenere la calma insulinica è necessario evitare gli zuccheri semplici (zucchero aggiunto, dolcificanti e dolci vari), preferire a pasta e pane raffinati le loro versioni integrali (i cui zuccheri si assorbono meno rapidamente provocando un più graduale rialzo della glicemia), comporre i pasti con carboidrati e proteine in quantità equivalenti, in modo da ridurre l’indice glicemico dei primi (cioè la velocità con cui un alimento determina il rialzo degli zuccheri nel sangue),
aumentare il consumo di fibre per nutrire correttamente la flora batterica intestinale (una disbiosi può aggravare la sintomatologia).
È consigliato, inoltre, preferire il consumo di cereali integrali naturalmente senza glutine (come quinoa, miglio, amaranto, grano saraceno) in quanto il glutine è in grado di irritare la mucosa intestinale già resa sensibile, ed a volte danneggiata, dall’endometriosi stessa; aumentare il consumo di pesce e di frutta a guscio (entrambi ricchi di omega 3 dalle dimostrate proprietà antinfiammatorie); limitare il consumo di prodotti caseari (latte e derivati) sia poiché spesso contengono significative concentrazioni di estrogeni (naturalmente presenti o artificialmente aggiunti) sia per il loro effetto di stimolazione insulinica; limitare l’uso di carne rossa; escludere dalla dieta i grassi idrogenati (detti anche grassi trans o trans – esterificati), presenti in molte marche di grissini, fette biscottate, biscotti, merendine, torte, nonché pop corn, patatine e simili e preferire il consumo di altri lipidi come l’olio extravergine di oliva (fonte di preziosa vitamina E) e l’olio di semi di lino a crudo (ricco di acidi grassi essenziali “buoni”) hanno proprietà antinfiammatorie.
In generale, è poi preferibile acquistare alimenti biologici, così da minimizzare l’introito di additivi, conservanti e soprattutto pesticidi: diverse evidenze, anche molto recenti, hanno dimostrato che possono interferire con il funzionamento delle ghiandole del corpo, incluse quelle sessuali, agendo cioè da interferenti endocrini.
In ultimo l’endometriosi, come altre patologie a componente infiammatoria, può essere influenzata e sostenuta da intolleranze alimentari pertanto correggere le ipersensibilità a determinati cibi, grazie a indicazioni alimentari individualizzate, conduce spesso a mitigare le manifestazioni dell’endometriosi ed a migliorare la qualità della vita.