01. Breath test

Breath Test Helicobacter Pylori

La scoperta che un batterio, l’Helicobacter pylori, potesse colonizzare la mucosa gastrica ed essere causa della gastrite cronica, dell’ulcera peptica, del linfoma gastrico e del cancro dello stomaco ha costituito una vera e propria rivoluzione nella storia della gastroenterologia. A distanza di circa 30 anni dalla intuizione di Warren e Marshall, molti aspetti della complessa relazione tra il batterio ed il suo ospite umano restano ancora da chiarire.
H. pylori è un batterio gram negativo ubiquitario, che infetta metà circa della popolazione mondiale ed il cui principale serbatoio è lo stomaco umano. La colonizzazione dello stomaco da parte di H. pylori avviene generalmente nel corso della prima decade di vita ed in assenza di terapia antibiotica l’infezione persiste per tutta la vita. H. pylori possiede delle caratteristiche microbiologiche uniche, che gli consentono di sopravvivere in condizioni estremamente avverse come l’ambiente acido gastrico.
La trasmissione dell’infezione avviene principalmente per via oro-fecale, in particolare attraverso acque e alimenti contaminati. Infatti, i tassi di prevalenza di infezione sono molto più alti nei paesi in via di sviluppo e con scarse condizioni socio-economiche. E’ inoltre possibile la trasmissione oro-orale, come dimostrato dall’ isolamento del batterio nella saliva e nella placca dentaria. Una volta penetrato nello stomaco del suo ospite, H. pylori crea un pH alcalino che permette la sua sopravvivenza in un ambiente altamente ostile, quale quello costituito dal succo acido dello stomaco.

Nel mio studio effettuo:
1. Sierologia, mediante la ricerca di anticorpi di tipo IgG anti H. pylori. Tale test, pur presentando una sensibilità e specificità abbastanza elevate, non discrimina coloro che hanno un’infezione in atto da coloro che hanno eradicato, spontaneamente o in seguito a terapia, l’infezione;
2. 13C Urea Breath Test (13C UBT). Questo test, che sfrutta l’attività ureasica del batterio, si basa sulla somministrazione per os di urea marcata con 13C e sulla successiva valutazione mediante spettrometria della quantità di 13C presente nell’espirato. La sensibilità e la specificità di tale test sono molto elevate e prossime al 98%
La preparazione comporta che si debba essere a digiuno almeno da 8 ore. E’ opportuno che la sera prima si consumi un pasto leggero (un secondo di carne o di pesce con un contorno di verdura).
Questo esame viene eseguito in genere al mattino. In base alle indicazioni del medico, per 3 settimane ci si deve astenere dall’uso di antibiotici e di farmaci gastroprotettori che appartengono alla classe degli inibitori della pompa protonica, come gli H2 antagonisti, il lanzoprazolo, il pantoprazolo, l’omeprazolo e l’esomeprazolo.
La mattina dell’esame non si deve fumare, lavarsi i denti, e non si deve assumere caffeina.

Breath test al lattosio 

L’intolleranza al lattosio è una forma molto comune di deficit di lattasi, enzima presente sull’orletto a spazzola degli enterociti, che scinde il disaccaride lattosio, presente nel latte e nei latticini freschi, in glucosio e galattosio, monosaccaridi che vengono assorbiti direttamente. In caso di carenza di lattasi, il lattosio giunge immodificato nel colon dove viene fermentato dalla flora batterica e scisso in ammoniaca, idrogeno e anidride carbonica. Il conseguente quadro clinico è caratterizzato da gonfiore e distensione addominale, diarrea, dolori addominali di tipo crampiforme, flatulenza. Tali sintomi si possono presentare singolarmente o in associazione.
La durata dell’esame è di circa 4 ore.

Preparazione al test

Nei sette giorni prima della data fissata per l’esame, il paziente non deve fare alcuna terapia a base di: ANTIBIOTICI, FERMENTI LATTICI e LASSATIVI.
Non deve avere una diarrea importante in corso.

Il giorno precedente l’esame il paziente deve alimentarsi esclusivamente con:
colazione: un bicchiere di tè + fette biscottate*
pranzo: un piatto di riso bollito condito con poco olio*
cena: una bistecca oppure un pesce lesso*
*(Bere solo acqua e non bevande gassate, non assumere frutta, verdura, pasta, pane)
Il giorno dell’esame è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore, evitare assolutamente di fumare e di sottoporsi a sforzi fisici eccessivi. Ed evitare di lavarsi i denti.
Si consiglia di seguire scrupolosamente tutte le indicazioni sopra riportate.

Breath test al lattulosio 

Con questo test è possibile diagnosticare sia l’eventuale presenza di sovracrescita batterica (SIBO) sia un’alterazione del tempo di transito oro-cecale (OCTT). Il tempo di transito oro-cecale è la misura indiretta della funzionalità del tubo gastroenterico. Si può riscontrare accelerato in caso di sintomi diarroici da ipermotilità o rallentato in caso di sintomi dispeptici da rallentato svuotamento gastrico o in presenza di stipsi dovuta a una propulsione lenta della massa fecale.
L’esecuzione del test del respiro è semplice e non invasiva e consiste in una raccolta di campioni di aria espirata, prima e dopo l’ingestione di uno specifico zucchero sciolto in acqua (lattulosio), dura circa 4 ore.
Prima di eseguire il test il paziente deve seguire le seguenti raccomandazioni.

Nei 7 giorni che precedono l’esame non assumere:
• antibiotici/ chemioterapici
• lassativi
• fermenti lattici – latte e derivati

La sera prima del Test attenersi alla seguente dieta:
• riso condito con olio
• carne o pesce conditi con olio

Il giorno dell’esame
• digiuno da 12 ore
• non fumare da 12 ore
Per tutta la durata del Test (4 ore) il Paziente deve rimanere presso il nostro centro senza mangiare, bere (tranne acqua) e fumare.

Breath test al glucosio

Il test al glucosio serve per diagnosticare il malassorbimento intestinale. Il glucosio è assorbito normalmente dall’intestino tenue, dove, però, se sono presenti batteri, ci sarà una fermentazione del glucosio con produzione di idrogeno: quindi l’aumento dell’escrezione di H2 può darci in modo indiretto un segno di malassorbimento.
La sovracrescita batterica (SIBO) nel piccolo intestino si manifesta anche in una condizione non propriamente patologica, rappresentata dall’assunzione cronica di potenti antisecretivi gastrici, come l’Omeprazolo: in questo caso la contaminazione batterica non si associa nè a malassorbimento di grassi né a quello di carboidrati. Il test può essere utile in quei pazienti che riferiscono disturbi gastrointestinali con flatulenza, meteorismo, diarrea, distensione e crampi addominali. Può essere richiesto in pazienti che presentano vaghi e aspecifici sintomi intestinali (dolori addominali, alvo alterno) fino a quadri più severi (malassorbimento intestinale). Il test inizia alle ore 7.30 circa del mattino ed ha una durata di 2 ore.
Nei sette giorni prima della data fissata per l’esame, il paziente non deve fare alcuna terapia a base di : ANTIBIOTICI, FERMENTI LATTICI e LASSATIVI. Non deve avere una diarrea importante in corso.

Il giorno precedente l’esame il paziente deve alimentarsi esclusivamente con:
colazione: un bicchiere di tè + fette biscottate*
pranzo: un piatto di riso bollito condito con poco olio*
cena: una bistecca oppure un pesce lesso*
*(Bere solo acqua e non bevande gassate, non assumere frutta, verdura, pasta, pane)

Il giorno dell’esame è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore, evitare assolutamente di fumare e di sottoporsi a sforzi fisici eccessivi. Effettuare uno sciacquo del cavo orale con collutorio alla clorexidina 0.2%.
Si consiglia di seguire scrupolosamente tutte le indicazioni sopra riportate.

Breath test al fruttosio 

Il Breath test al fruttosio è un esame diagnostico che prevede la misurazione dei livelli di idrogeno (H2) nell’espirato del paziente, che pertanto sarà invitato a soffiare all’interno di un apposito dispositivo.L’idrogeno sarà presente in maggiori quantità nei soggetti che non sono in grado di metabolizzare correttamente il fruttosio. Si parla di intolleranza al fruttosio quando questo zucchero, non essendo assorbito dall’intestino, sarà trasformato in idrogeno dai batteri presenti nel colon. L’idrogeno, essendo un gas, sarà presente nel respiro e la sua quantità sarà direttamente proporzionale al grado di intolleranza verso il fruttosio.
Il paziente a digiuno sarà invitato a soffiare all’interno di un apposito dispositivo dopo aver ingerito una quantità di fruttosio disciolta in acqua e proporzionale al proprio peso corporeo; il paziente ripeterà tale operazione per 8 volte ad intervalli regolari di 30 minuti.

Nei 7 giorni che precedono l’esame non assumere
• antibiotici/ chemioterapici
• lassativi
• fermenti lattici – latte e derivati

La sera prima del Test attenersi alla seguente dieta:
• riso condito con olio
• carne o pesce conditi con olio

Il giorno dell’esame
• digiuno da 8 ore
• non fumare da almeno 12 ore
Per tutta la durata del Test (4 ore) il Paziente deve rimanere presso il nostro centro senza mangiare, bere (tranne acqua) e fumare.

Breath test al sorbitolo 

Il Breath test al sorbitolo è un’indagine diagnostica poco invasiva ed è utile per la diagnosi di malassorbimento e rallentato transito oro-cecale. In soggetti normali il sorbitolo viene maggiormente metabolizzato nell’intestino tenue e giungerà in scarse quantità nel colon; viceversa, in soggetti con malassorbimento, il sorbitolo arriverà in grandi quantità a livello del colon dove i batteri lo utilizzeranno per produrre idrogeno (H2). La quantità di H2 emesso con il respiro sarà utilizzata per valutare indirettamente l’entità del malassorbimento (lieve, moderato, grave).
Si è visto che nei pazienti celiaci a dieta libera, il sorbitolo, polialcol chirale utilizzato come dolcificante/lievitante dall’industria alimentare, non viene assorbito correttamente, liberando H2 nel colon che può essere poi misurata dal Breath Test.
Operativamente, il test dura 4 ore e prevede che il paziente assuma all’inizio del test e per via orale una quantità di sorbitolo proporzionale al proprio peso corporeo. Dopo l’ingestione del sorbitolo e ad intervalli regolari di 30minuti, il paziente sarà invitato a soffiare all’interno di un apposito dispositivo.
Nei sette giorni prima della data fissata per l’esame, il paziente non deve fare alcuna terapia a base di: ANTIBIOTICI, FERMENTI LATTICI e LASSATIVI.
Non deve avere una diarrea importante in corso. Il giorno precedente l’esame il paziente deve alimentarsi esclusivamente come segue:
• colazione: un bicchiere di tè + fette biscottate*
• pranzo: un piatto di riso bollito condito con poco olio*
• cena: una bistecca oppure un pesce lesso*
*(Bere solo acqua e non bevande gassate, non assumere frutta, verdura, pasta, pane).
Il giorno dell’esame è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore, evitare assolutamente di fumare e di sottoporsi a sforzi fisici eccessivi.

Breath test al xilosio 

Questo esame è usato per distinguere pazienti che presentano sintomatologia simile in categorie diverse a seconda dell’eziologia: cattiva digestione da disfunzioni pancreatiche e biliari o malassorbimento, come nei casi di celiachia e morbo di Crohn, serve per misurare la fermentazione batterica nel colon.
Ciò è possibile grazie al D-xilosio, un monosaccaride assunto con la dieta e assorbito dall’intestino tenue. Dato che non viene metabolizzato dall’organismo, i livelli di D-xilosio che si riscontrano nel sangue e nelle urine sono direttamente proporzionali all’assorbimento della sostanza.
Soggetti che presentano malassorbimento dell’intestino tenue prossimale, come la mallatia celiaca, presentano bassi livelli di D-xilosio nel sangue e nelle urine.

02. Recaller test

L’infiammazione da cibo, che in molti conoscono come intolleranza alimentare, è dovuta ad una eccessiva esposizione del nostro corpo ad un determinato cibo. Questo porta alla produzione di sostanze infiammatorie, che rappresenta un segnale di pericolo per l’organismo. Tale condizione può causare cambiamenti al metabolismo degli zuccheri e accumulo di grasso, ma anche alterazioni del sistema immunitario.
Due sostanze infiammatorie, chiamate BAFF e PAF, riducono la sensibilità insulinica e fanno aumentare la glicemia ed accumulare massa grassa. Queste due sostanze si possono misurare con il test Recaller, che noi effettuiamo presso il mio studio. Con questo semplice test (sono necessarie solo poche gocce di sangue capillare, prelevate dal dito) si testano, inoltre, specifiche proteine immunitarie, le cosiddette immunoglobuline G, per poter sapere quali alimenti causano infiammazione.
Ricordate che controllare l’infiammazione da cibo è fondamentale per regolare il metabolismo e mantenere la propria forma fisica, oltre che per rimanere in salute.

03. Test celiachia
Ricerca su sangue capillare degli anticorpi anti-transglutaminasi

Oggi la determinazione sierica degli anticorpi anti-transglutaminasi (anti-tTG) ha in gran parte soppiantato quella degli EMA, divenendo l’indagine biochimica di prima linea e di prima scelta per la diagnosi di malattia celiaca. La celiachia è una patologia di tipo auto-immune, nella quale l’organismo, quando viene in contatto con il glutine, sviluppa degli anticorpi specifici che invece di rivolgersi contro gli agenti esterni, causa lesioni più o meno gravi alla mucosa dell’intestino tenue; pertanto, tutti gli alimenti contenenti glutine devono essere considerati tossici per i pazienti celiaci.
L’esordio della MC si accompagna alla positività di alcuni marcatori sierologici di autoimmunità, soprattutto la positività degli anticorpi anti transglutaminasi (a-tTG) di classe A (escludendo contemporaneamente una carenza nelle IgA totali).
Nel caso la quantità di a-tTG IgA sia molto elevata si procede con altri test sierologici: la ricerca degli anticorpi antiendomisio (EMA), che rivelano un danno alla mucosa enterica, e la ricerca della predisposizione genetica (HLA di tipo DQ2/DQ8). Nel caso invece la quantità di a-tTG IgA fosse borderline o leggermente superiore al valore soglia, si procede direttamente con la biopsia intestinale, la quale è in grado di evidenziare la tipica enteropatia celiachia con atrofia villare, ipertrofia delle cripte ed aumento dei linfociti intraepiteliali.
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04. Test allergie alimentari su alimenti ed inalanti
Per la ricerca delle IgE specifiche, su 20 alimenti, 20 inalanti o 10 alimenti + 10 inalanti.

RAST Test – RadioAllergoSorbent test

Si basa sul presupposto che una persona allergica ad una determinata sostanza, presenta nel sangue anticorpi specifici contro quell’allergene. Attraverso questo test si ricercano e si dosano le IgE specifiche nei confronti degli allergeni sospettati, cosi, l’esame può confermare o escludere che il sistema immunitario dell’individuo abbia prodotto elevate quantità di immunoglobuline di classe E. Tali anticorpi sono presenti nella maggioranza di soggetti con una allergia manifesta e la loro assenza può essere utilizzata con una certa affidabilità per escludere la sensibilizzazione nei confronti dell’allergene testato.
Il RAST Test è un esame che viene effettuato soltanto nei seguenti casi:
• I risultati delle prove allergologiche cutanee (PRICK TEST) presentano un possibile falso negativo in presenza di sintomatologia allergica;
• La presenza di alterazioni della pelle, come una dermatite estesa, che rende controindicato l’esecuzione del PRICK test;
• L’assunzione di farmaci antistaminici e cortisonici che rendono inaffidabile l’esito del PRICK test.
Il RAST test è controindicato in caso di:
• Negatività ai test cutanei
• IgE totali inferiori a 20 ng/l
• Patologie non legate alle IgE

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