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Cortisolo, stress e fosfatidilserina: imparare a gestire ulteriormente lo stress

Cortisolo, stress e fosfatidilserina: imparare a gestire ulteriormente lo stress

Nell’era dello stress, l’infiammazione dovuta ad aumenti di cortisolo in circolo è notevole. Studi hanno dimostrato un’importante correlazione tra fosfatidilserina e cortisolo: in merito a quale collegamento? Vi invito a leggere il mio articolo!

L’infiammazione è un argomento su cui vertono numerosi studi che approfondisco quotidianamente. In particolare, ora vorrei centrare l’attenzione su come favorire l’abbassamento dell’infiammazione mediante utilizzo della fosfatidilserina per ridurre il cortisolo in circolo. Il cortisolo (ormone dello stress), come vi ho spesso detto, è il principale composto “catabolico” dell’organismo, ovvero un composto che stimola la disgregazione. Livelli elevati di questo ormone bloccano elevano però l’infiammazione, la ritenzione dei liquidi extracellulari, la crescita muscolare (rallentando l’assorbimento degli amminoacidi e del glicogeno nel muscolo) e ritardando la sintesi di RNA. Nonostante ciò, il cortisolo è di fondamentale importanza. Ne abbiamo bisogno per disgregare i composti al fine di produrre energia necessaria a mantenere le funzioni del nostro corpo. L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene regola il rilascio di cortisolo: l’ipotalamo produce e rilascia l’ormone rilasciante la corticotropina (CRH), che successivamente stimola la sintesi e il rilascio di adrenocorticotropina (ATCH) dall’ipofisi anteriore, che a sua volta stimola la sintesi e il rilascio di cortisolo da parte della corteccia surrenale. Spesso  quest’ormone viene definito “l’ormone delle stress“, il cortisolo aumenta appunto in situazioni di stress psico-fisico, per esempio: dopo una prolungata e intensa attività fisica, dopo un intervento chirurgico, a causa di sbalzi repentini di temperatura o di digiuno prolungato. Nell’attività fisica i livelli aumentano per poi normalizzarsi nel momento in cui si effettua il riposo. Questo picco, finché è a breve termine, ha effetti benefici, in quanto rinforza le difese immunitarie, la memoria, controlla l’appetito, è complice della mobilizzazione del catabolismo lipidico.

Il cortisolo raggiunge i livelli più elevati durante un’attività fisica massimale o durante momenti di intenso stress, o scarso riposo. Al giorno d’oggi, però, questo costante stress mentale e fisico a cui siamo sottoposti tutti i giorni (traffico, studio, lavoro, etc.) sta diventando eccessivo e causa un forte rilascio di cortisolo e di problemi metabolici. L’allenamento, quindi, aggiunto alle altre fonti di stress fa alzare ancora di più i livelli di cortisolo, limitando i risultati che si potrebbero ottenere da un allenamento ed una dieta specifici.

La soluzione a questo “problema cortisolo” è stata studiata da alcuni scienziati specializzati nel campo della psichiatria. Questi hanno scoperto frazioni fosfolipidiche speciali, principalmente un biodimero di nome fosfatidilserina che migliorava le funzioni cognitive dei malati. Oltre a ciò hanno notato che la fosfatidilserina riduceva del 20-40% la produzione di cortisolo durante lo stress cellulare. Una delle principali applicazioni della fosfatidilserina è quella relativa alla sua attività come coadiuvante nel trattamento dei deficit cognitivi. Risultati estremamente interessanti, però, sono stati ottenuti anche in ambito sportivo nell’aumento delle performance mediante la modulazione della risposta ormonale correlata allo stress, alla modulazione del danno muscolare e dello stato infiammatorio.

Generalmente i dosaggi studiati sono compresi tra i 400 e gli 800 mg/die. In conclusione la fosfatidilserina è un buon integratore poiché, abbassando i livelli di cortisolo, permette una maggiore ipertrofia muscolare.

Dott. Francesco Garritano

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30999671

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