Protettori gastrici: sono davvero così buoni per l’apparato digerente?

Protettori gastrici: sono davvero così buoni per l’apparato digerente?

Gli inibitori della pompa protonica sono una tra le terapie più spesso utilizzate per l’intero spettro delle malattie correlate all’acido gastrico. Tuttavia, un eccessivo e prolungato uso di questi farmaci è in grado di generare numerose complicazioni a seguito del loro effetto farmacologico, con la conseguenza di provocare più problemi di quanti ve ne erano in precedenza. Come mai tutto questo? E’ tutto spiegato nell’articolo! Buona lettura!

Molto spesso sento parlare dei protettori gastrici, degli inibitori di pompa protonica, come il rimedio per eccellenza per qualsiasi tipo di fastidio, problema, anche come forma di prevenzione, riguardante la salute dello stomaco. Molti pazienti mi riferiscono di usarlo per digerire meglio, in accompagnamento a numerosissimi farmaci, di usarlo per qualsiasi sensazione di pesantezza o bruciore a livello gastrico; ma poi, quando escono fuori altri problemi, non lo ricollegano per alcuna ragione all’utilizzo che hanno fatto degli stessi. La verità è che questi farmaci hanno un’indicazione ben precisa, devono essere usati quando  strettamente necessario e hanno anche importanti effetti collaterali. Andiamo un po’ più nel dettaglio.

Protettori gastrici: cosa sono e a cosa servono?

I farmaci gastroprotettori, proprio come dice la parola stessa, servono per difendere la mucosa gastrica dai danni che possono essere originati da alcune sostanze e principi attivi contenuti sia nei farmaci gastrolesivi, i farmaci anti-infiammatori non steroidei per esempio, sia da morbosità che promuovono la genesi di lesioni a livello della stessa mucosa gastrica (è il caso di citare condizioni come lo stress, le infezioni da Helicobacter pylori, le alterazioni dei fattori endogeni che regolano la produzione di acido nello stomaco e anomalie strutturali e funzionali a carico della mucosa gastrica). Tuttavia, ci sono numerosi farmaci protettori gastrici: gli inibitori di pompa protonica che inibiscono la produzione di acidi nello stomaco.

Più nel dettaglio, questi principi attivi sono in grado di legandosi alla pompa protonica H+/K+-ATPasi presente sulle membrane delle cellule parietali della mucosa gastrica, come l’omeprazolo, abbiamo poi gli antiacidi che neutralizzano l’eccessiva acidità dello stomaco solo temporaneamente, senza ostacolare la produzione di acido cloridrico, come il bicarbonato di sodio, il carbonato di calcio; e vi sono ancora altre tipologie di sostanze con effetto finale simile a quella dei precedenti.

Perché molte volte causano problemi al nostro organismo?

Si sa, al giorno d’oggi ormai è sufficiente che una persona debba assumere un paio di farmaci, che di solito non danno alcun fastidio gastrico, che alla prescrizione si accompagna anche l’utilizzo di un protettore gastrico, molto spesso andando a gravare sia sul carico farmacologico da assumere e sia sulla spesa economica di chi li acquista! Così, un protettore gastrico lo si prescrive a chiunque. Tuttavia, questi farmaci agiscono solo a valle del problema, cioè non guariscono, e dovrebbero essere usati per brevi lassi di tempo e per di più solo quando è strettamente necessario.
Innanzitutto, questi farmaci interferiscono pesantemente con la digestione. A causa della loro azione, lo stomaco non dà i corretti segnali, non digerisce come dovrebbe. Senza l’acidità gastrica, gli enzimi digestivi non possono funzionare se non hanno le loro ideali condizioni fi pH, così alimenti complessi arrivano nell’intestino senza essere stati completamente digeriti e ridotti ad elementi semplici.

Cosa comporta ciò? Che quando si mangia un qualsiasi alimento, della carne, del pollo, ecc, invece che esserci nell’intestino i nutrienti scissi nelle loro componenti base, come gli aminoacidi pronti per essere assorbiti, ci sono invece pezzi veri e propri di materiali alimentari non digeriti bene: da qui non solo gonfiore, dolori al ventre, aumento ponderale, ma ci sono conseguenze più importanti, ovvero i cibi mal digeriti che valicano oltre il duodeno e giungono nell’intestino contengono tutto il loro potenziale allergizzante ancora intatto. Si possono generare allergie alimentari anche gravi con la con infiammazione da cibo, quindi si apre il varco a malattie autoimmuni , infiammatorie croniche, e così via!

Di regola, quando si usa la terapia con protettori gastrici, si dovrebbero associare enzimi digestivi compensatori e il colostro che riequilibra la mucosa gastrica ed intestinale.

Inoltre, come documentato in alcuni studi, l’uso di protettori gastrici può comportare problemi di pelle, alterazioni del sistema endocrino e riproduttivo, problemi epatici e biliari, mialgie e problemi articolari, disturbi intestinali e gastrici, e purtroppo anche l’artrite, perché si è documentato che un principio attivo appartenente a questa categoria è in grado di alterare il sistema immunitario promuovendo la genesi di questa patologia. Ma non solo: si è visto anche che l’uso eccessivo di queste categorie di farmaci può indurre gravi carenze di magnesio e addirittura forme tumorali dell’epitelio gastrico.

Si può agire diversamente

In sostituzione, i prodotti naturali trovano un efficace impiego in merito a tale questione. Ci sono prodotti a base di Calcio carbonato e idrossido di Magnesio affiancati da simeticone (che elimina i gonfiori gastrici), menta e liquirizia (due piante a forte azione digestiva con azione di protezione gastrica), prodotti a base di Vitamina D3, Zinco, Colostro e Betaglucano, l’ Oticol che è un integratore alimentare a base di colostro di capra liofilizzato…  Inoltre è utile tenere a mente che vi sono molti enzimi digestivi, come è il caso dell’Enzitox, che contiene  inositolo, bromelina, zenzero, alfa galattosidasi, menta, zinco e manganese: la lattasi migliora la digestione del lattosio nei soggetti che lo digeriscono non bene; lo zenzero e la menta favoriscono la funzione digestiva e l’eliminazione dei gas; lo zinco contribuisce al normale metabolismo degli acidi grassi, dei carboidrati e dei macronutrienti. Inoltre, voglio ricordare che vi è anche la levoglutammina, che è una sostanza che aiuta a riparare le mucose digestive.

Dott. Francesco Garritano

Fonti bibliografiche:

  • Malfertheiner P et al. Proton-pump inhibitors: understanding the complications and risks. Nat Rev Gastroenterol Hepatol. 2017 Dec;14(12):697-710.
  • Ko Y et al. Safety of proton pump inhibitors and risk of gastric cancers: review of literature and pathophysiological mechanisms. Expert Opin Drug Saf. 2016 Jan;15(1):53-63.

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