L’ossigeno: il nutriente dimenticato ma indispensabile

L’ossigeno: il nutriente dimenticato ma indispensabile

Quando parliamo di nutrienti non citiamo mai una molecola indispensabile per la nostra vita: l’ossigeno. Vediamo nell’articolo perché potrebbe essere considerato tale e cosa provoca una sua carenza. Buona lettura!

I nutrienti, ma non l’ossigeno

Purtroppo, è un errore che commettiamo tutti quando elenchiamo i macronutrienti ed i micronutrienti senza citare due molecole fondamentali per la nostra vita: l’acqua e l’ossigeno. Seppur siamo tutti d’accordo sul fatto che l’acqua possa essere considerato come tale, a chiarirci il concetto sull’ossigeno è l’Oxford English Dictionary che definisce un nutriente come “una sostanza che fornisce nutrimento per il mantenimento della vita e per la crescita”; altre definizioni includono “qualsiasi sostanza o materia che è necessaria per la vita e la crescita degli esseri viventi”; dunque, essendo l’ossigeno un requisito essenziale per tutti gli organismi aerobici e, date tali definizioni, è inequivocabilmente un nutriente.

Perché non viene considerato così come dovrebbe? Semplicemente perché viene assunto in maniera diversa rispetto agli altri nutrienti di cui ci nutriamo. Se questi vengono assunti oralmente e subiscono la digestione tramite la via gastrointestinale, l’ossigeno si ottiene naturalmente attraverso i polmoni ed una volta entrato nell’organismo può essere direttamente utilizzato.

Funzioni dell’ossigeno

Pur non essere considerato nell’ambito di competenza della scienza della nutrizione, a livello cellulare l’ossigeno è riconosciuto come un fattore critico senza il quale la respirazione cellulare ed altri processi metabolici non possono avvenire.

Il metabolismo ossidativo, in particolare il catabolismo degli acidi grassi e del glucosio con la produzione di ATP attraverso la fosforilazione ossidativa e la respirazione mitocondriale, richiede un apporto continuo di ossigeno, quindi, glicogenolisi, glicolisi, lipolisi e ciclo dell’acido citrico hanno bisogno di ossigeno per svolgersi.

Al termine della respirazione mitocondriale si possono produrre, grazie alla presenza di ossigeno, molecole di ATP che verranno riutilizzate in reazioni di sintesi, oppure calore utile nel mantenimento della termogenesi.

Carenza di ossigeno

La completa assenza di ossigeno porta alla morte in pochi minuti nell’uomo e in altri mammiferi. Esistono alcuni stati patologici, principalmente malattie polmonari come la fibrosi polmonare e l’enfisema, in cui la fornitura di ossigeno al corpo è compromessa.

La carenza di ossigeno può presentarsi anche in modo ciclico, come nell’apnea ostruttiva del sonno, che è uno dei disturbi particolarmente associati all’obesità. La carenza di ossigeno può essere migliorata, sia acutamente che cronicamente, sia nei disturbi polmonari come la broncopneumopatia cronica ostruttiva o nelle emergenze mediche, aumentando la fornitura attraverso la terapia con O₂.

Oltre a bassi livelli di ossigeno che sono caratteristici di determinati tessuti in circostanze normali, la deprivazione locale si verifica anche in specifiche situazioni patologiche. Questi includono il sito di guarigione delle ferite, nel cuore nella malattia ischemica, nei tumori, e nel tessuto adiposo bianco in caso di obesità.

Conseguenze della carenza di ossigeno

Parte della risposta a una carenza cronica di ossigeno in un tessuto è la stimolazione dell’angiogenesi al fine di estendere la vascolarizzazione. A livello della cellula, una deficienza locale porta a vasti cambiamenti metabolici: l’ossidazione del glucosio e dei lipidi, la fosforilazione ossidativa e la respirazione mitocondriale diminuiscono e vi è un aumento compensatorio del metabolismo anaerobico.

Queste condizioni sono proprio quelle che caratterizzano la cellula tumorale. Infatti, la glicolisi anaerobia genera maggiore produzione di lattato e non di piruvato, i tumori vivono in ambiente ipossico e, soprattutto, vengono continuamente nutrititi dalla maggiore vascolarizzazione provocata dalla stessa carenza di ossigeno, come detto sopra.

Soluzioni? Controlliamo sempre la nostra ossigenazione, facciamo esercizi di espirazione ed inspirazione e miglioriamo la nostra respirazione tramite una costante attività fisica.

 

Dott. Francesco Garritano

 

Fonte bibliografica:

  • Paul Trayhurn. Oxygen – the forgotten nutrient. Journal of Nutritional Science, Volume 6, 2017.

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