01.
L'IMMUNONUTRIZIONE
Leggi...
02.
IL SISTEMA
IMMUNITARIO
Leggi...
03.
ORMONI ED
INFIAMMAZIONE
Leggi...
04.
ACCORTEZZE
DA SEGUIRE
Leggi...
05.
NUTRIENTI MODULATORI
DEL SISTEMA IMMUNITARIO
Leggi...
06.
L'AIUTO CHE
CI OFFRE LA NATURA
Leggi...
07.
MENU CHE FORTIFICA
IL SISTEMA IMMUNITARIO
Leggi...
08.
PRENOTA LA
TUA VISITA
Leggi...

5. Nutrienti che modulano
il sistema immunitario

Carenze di zinco e vitamine A e C riducono l’attività delle cellule T natural killer, mentre la supplementazione di vitamina C e zinco ha migliorato la loro funzione. La vitamina D ha anche mostrato azione protettiva nell’invasione dell’epitelio intestinale da parte di microbi. Infatti la carenza di vitamina D è stata ritrovata nell’82% di pazienti con patologie infiammatorie dell’intestino; in particolare uno studio recente ha dimostrato che l’integrazione di vitamina D3 ha ridotto il TNF α.

Lo zinco è coinvolto nel controllo della replicazione e trascrizione del DNA e controlla la trasduzione del segnale in seguito ad attivazione delle cellule T.

La carenza di selenio riduce la produzione di anticorpi, mentre l’integrazione migliora le risposte delle cellule T e aumenta la sintesi di anticorpi. Ѐ noto anche per i suoi effetti antiossidanti.

La carenza di ferro porta a una risposta proliferativo difettosa delle cellule T e ad una ridotta produzione di citochine da parte dei linfociti. Da notare che il ferro, però, ha anche dimostrato di aumentare l’incidenza di patologie infiammatorie intestinale e carcinogenesi aumentando lo stress ossidativo.

Altri nutrienti spesso studiati nell’immunonutrizione sono arginina, glutammina (importante anche per ristabilire l’integratà della parete intestinale che, come vedremo, se alterata ha conseguenze negative anche sulla risposta immunitaria), amminoacidi a catena ramificata, acidi grassi omega-3 in grado di modulare le cellule del sistema immunitario e la produzione di citochine pro e antinfiammatorie.

Valutiamo in maniera più approfondita il ruolo di questi nutrienti nel modulare la risposta immunitaria.

La vitamina D: un modulatore del sistema immunitario

 

Approfondiamo meglio il ruolo della vitamina D. Essa è conosciuta principalmente per regolare il metabolismo di calcio e fosforo, quindi la si conosce per il suo ruolo nella formazione ossea. In realtà è in grado di modulare anche la risposta immunitaria sia innata ce adattativa agendo su monociti, macrofagi, cellule dendritiche, linfociti T e B. La vitamina D, ormai riconosciuta più come ormone, viene sintetizzata maggiormente dalla pelle tramite esposizione al sole, ma vi sono anche alcune fonti alimentari come vedremo. La sua azione avviene in seguito al legame con i suoi recettori (VDR), i quali, una volta attivati, interagiscono con i recettori per i retinoidi (RXR). I VDR sono stati identificati in ossa, pelle, intestino, reni, cervello, occhi, cuore, pancreas, tessuto adiposo, tiroide, surrene ed anche nelle cellule del sistema immunitario.

Ad esempio monociti e macrofagi sono importanti cellule della risposta immunitaria innata e la vitamina D è in grado di indurre differenziazione di monociti e migliorare il movimento e la capacità di fagocitare dei macrofagi.

A livello delle cellule dendritiche uno studio del 2010 ha dimostrato che la vitamina D ha aumentato l’espressione del recettore del mannosio, una molecola coinvolta nella captazione dell’antigene di agenti patogeni ed è anche in grado di modulare la produzione di citochine che guidano la differenziazione di cellule Th1 e Th17, migliorando il rilascio di citochine antinfiammatorie e inibendo quello delle citochine pro-infiammatorie come TNF-alfa, IL-1, IL-6, IL-8, IL-12.

La vitamina D ha anche dimostrato di modulare la proliferazione, la differenziazione e la produzione di anticorpi da parte di linfociti B. La teoria sull’azione sul sistema immunitario della vitamina D è che questo non dipenda dalla concentrazione a livello sistemico ma dalla presenza nelle cellule immunitarie di enzimi che metabolizzano la vitamina D dalla forma inattiva a quella attiva, esplicando così la sua funzione di modulazione sul sistema immunitario. Ѐ importante notare però che la suscettibilità delle cellule immunitarie, come monociti e macrofagi, alla vitamina D dipende strettamente dal grado di differenziazione/maturazione delle cellule.

Le concentrazioni, in particolare la carenza di vitamina D sono, quindi, strettamente correlati a malattie autoimmuni, malattie infiammatorie croniche intestinali.

Vitamina A

Come abbiamo visto, il recettore della vitamina D, per agire, interagisce con il recettore per i retinoidi (VDR-RXR) quindi anche la vitamina A ha un importante ruolo nel modulare il sistema immunitario. La vitamina la prendiamo, attraverso la dieta, sotto forma di retinolo, esteri retinoici e beta-carotene (dalle fonti vegetali). Questi subiscono azione di recettori (RALDH) e vengono attivati in forma di acido 9-cis retinoico e retinale. Questo recettore lo ritroviamo espresso anche a livello intestinale come nelle placche del Peyer, nei linfociti intraepiteliali e in quelli mesenterici, in cui migliora l’attività delle cellule dendritiche e delle cellule T regolatorie dove aiuta nella produzione di IgA con ruolo protettivo.

I metaboliti della vitamina A migliora l’attività delle cellule T e B; inoltre, in presenza di TNF l’acido retinoico migliora la maturazione delle cellule dendritiche

Selenio

Il selenio è un micronutriente essenziale con importanti attività antiossidanti e di modulazione del sistema immunitario migliorando sia la risposta umorale che cellulo-mediata. L’attività antiossidante avviene grazie all’attivazione della glutatione perossidasi, antiossidante naturale che aiuta a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, anche l’invecchiamento del sistema immunitario.

Glutammina

La glutammina è di solito considerata un amminoacido non essenziale, ma può diventare condizionatamente essenziale durate condizioni infiammatorie, infatti è fondamentale per la proliferazione, di fagocitosi e di secrezione delle cellule del sistema immunitario. L’essenzialità della glutammina dipende dal fatto che le cellule del sistema immunitario la usano come carburante per poter funzionare, oltre al glucosio.

In normali condizioni dietetiche, molto poco della glutammina assunta con la dieta entra nel flusso sanguigno. Le cellule epiteliali intestinali consumano gran parte della glutammina derivata dalla dieta e la usano come combustibile respiratorio (infatti la gluttammina è importante, come vedremo, per ristabilire la salute e la barriera intestinale). Tuttavia altri organi la possono sintetizzare, come il muscolo che ne sintetizza in grande quantità. La glutammina sintetasi nel muscolo scheletrico è suscettibile ai glucocorticoidi, quindi in condizioni di stress si avrà aumento dell’attività di questo enzima e aumento del rilascio di glutammina nel circolo sanguigno. Anche il TNF-alfa ha dimostrato di aumentare l’attività di questo enzima, correlando così l’aumento dell’uso di glutammina da parte delle cellule del sistema immunitario. La migliore funzionalità delle cellule del sistema immunitario è dovuta all’uso, da parte di queste, di NADPH, prodotto a partire, appunto, dalla glutammina. Di conseguenza aumentare l’introito di glutammina può aiutare fornisce un valido aiuto nella risposta immunitaria.

In quali alimenti ritroviamo questi nutrienti?

 

Zinco: ostriche, frutti di mare, funghi, pistacchi, mandorle, noci, arachidi, quinoa, miglio, anacardi, pinoli.

Vitamina A: un’importante fonte di vitamina A è il tuorlo d’uovo, mentre nelle fonti vegetali come verdure a foglia verde e frutta e verdure di colore arancione sono fonti di carotenoidi e beta-carotene.

Vitamina C: uva, ribes, papaya, ananas, fragole, agrumi, melone, mango, lamponi, mirtilli, kiwi, peperoni, broccoli, cavoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, spinaci, cime di rape, verdure a foglia, zucca, pomodori.

Vitamina D: olio di fegato di merluzzo, pesci grassi come sgombro, aringhe, tonno, carpa, salmone, ostriche e gamberi, tuorlo d’uovo, funghi (unica fonte vegetale), fegato.

Selenio: germe di grano (ricche anche di vitamina E), mandorle, nocciole, noci, semi di girasole, aglio, tuorlo d’uovo, cereali integrali.

Ferro: legumi (se però è presente una problematica intestinale o un’aumentata permeabilità da valutare con opportuni test è meglio eliminarli in una prima fase della dieta), funghi, cereali integrali, verdura a foglia verde scura, carni come fegato, manzo, bresaola, prosciutto, pesci, molluschi e crostacei.

Frutta secca, ricca di zinco e selenio importanti per ridurre i livelli di anticorpi; è ricca anche di omega-3 che sono acidi grassi polinsaturi antinfiammatori per eccellenza, i quali si trovano anche in pesci grassi come il salmone, tonno, merluzzo, sgombro, sardine, aringhe, ma non solo di origine animale, ma anche i semi come quelli di lino sono ricchi di omega 3, le noci sono anche una fonte importante. Ad esempio potrebbe essere un’ottima abitudine consumare pesce azzurro più volte a settimana, mentre limitare il consumo di grassi animali che presentano maggiormente grassi saturi che come abbiamo visto inducono una risposta negativa nell’organismo. Un’altra buona abitudine potrebbe essere quella di aggiungere semi e noci alle insalate o nello yogurt a colazione.

Glutammina: è più abbondante in quegli alimenti ricchi in proteine come carne, pesce, uova… Ѐ un amminoacido non essenziale la cui sintesi avviene a partire da altri amminoacidi come ornitina, arginina, prolina, quindi per aumentare la produzione endogena di glutammina bisogna anche aumentare l’introito di alimenti contenenti arginina (carne come bresaola, pollo, tacchino, pesce, frutta secca, pinoli), prolina (parmigiano stagionato 30 mesi, uovo, semi di senape, semi di papavero, prezzemolo, kamut…). Un’importante fonte di glutammina, ma non solo, anche prolina, glicina è il brodo di ossa, infatti le nostre nonne lo preparavano spesso come rimedio per influenza, ma anche per rafforzare ossa, denti, capelli e unghie perché, oltre al contenuto di questi amminoacidi, è ricco di calcio, magnesio, fosforo, collagene, glicina, controidina. Come vedremo, essendo un’importante fonte di glutammina, è importante per la riparazione intestinale. Ovviamente è meglio fare questa preparazione con carne grass fed e/o biologiche.

Amminoacidi a catena ramificati: carne, pollo, bresaola, pesce, uova, parmigiano stagionato 36 mesi, ricotta di capra, yogurt (da preferire quello fatto in casa).

Image module

Clicca sull’icona per chiarire i tuoi dubbi sulle patologie tiroidee, scrivendo un post sul gruppo.

Iscriviti al Canale YouTubeYouTube dott. Garritano
CI SONO SEMPRE NOVITA' CHE POTREBBERO INTERESSARTI

Iscriviti e rimani aggiornato

Il Dott. Francesco Garritano riceve a Milano, Roma, Cinisello Balsamo, Cosenza, Bari, Taranto, Catanzaro, Vibo Valentia, Tropea, Napoli, Taurianova, Cetraro, Messina

Prenota la Tua Visita Nutrizionale Subito!

Prenota
Segui la Pagina FacebookFacebook dott. Garritano